Modena, Carpi e Sassuolo Ricette per un mondo più equo Il festival filosofia cerca Giustizia
Dal 16 al 18 settembre l’evento nelle piazze con ingresso gratuito e senza limiti Francesconi: «Salpiamo di nuovo dopo manutenzione e qualche ricambio»
Modena Il festivalfilosofia, che in 21 anni, nelle piazze emiliane, ha portato oltre 3 milioni di persone, è arrivato, quest’anno, alla sua ventiduesima edizione. Lo hanno presentato ieri, accanto al Presidente del Consiglio Direttivo del Consorzio Anselmo Sovieni e al Direttore Scientifico del Festival Daniele Francesconi, sindaci e rappresentanti delle istituzioni e dei soggetti variamente coinvolti a sostegno. Presenti il Professor Massimo Cacciari e la Professoressa Barbara Carnevali membri del Comitato scientifico, e, in collegamento, l’Assessore alla Cultura e al Paesaggio della Regione Mauro Felicori.
Il giro di boa 2022 è dedicato al tema «Giustizia», che segue quelli proposti via via fino ad ora, a comporre un vocabolario dei diversi status e delle differenti problematiche dell’esistenza umana. Da venerdì 16 a domenica 18 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo si succederanno quasi 200 appuntamenti, fra lezioni magistrali, mostre e spettacoli.
Al programma creativo partecipano quasi 150 partner culturali. Prima novità: quasi la metà, fra relatrici e i relatori, sono al loro debutto . Seconda importante notizia: questa edizione, dopo la parentesi pandemica, torna a pieno regime: il pubblico potrà seguire gli eventi ad accesso libero e senza prenotazione, ritrovando lo spirito degli esordi, dopo due edizioni organizzate nello scrupoloso rispetto dei protocolli di sicurezza Covid. In programma lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, attività per ragazzi e cene filosofiche.
Gli appuntamenti, tutti gratuiti, in piazze e cortili, cornice di 53 lezioni magistrali per un budget complessivo di spesa che si aggira sui 900 mila euro, con un margine di risparmio rispetto alle ultime due edizioni gravate dalle misure di prevenzione alla diffusione del Covid. Il Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli ha ricordato Remo Bodei, Stefano Rodotà, Tullio Gregory e quanti nel corso del tempo hanno consentito a questo evento di non fermarsi mai.
Michelina Borsari, per Felicori «principale artefice di questo capolavoro delle politiche culturali, dal successo assolutamente non scontato» evocando l’immagine di una giustizia vestita di bianco, e perciò senza colpa, con gli occhi bendati, provvista di spada e bilancia, ha ricordato le teorie (molto discusse al loro esordio, nel ‘71) del filosofo americano John Rawls che per primo ha proposto il concetto di giustizia come equità, pari diritti e uguali status per i cittadini.
Tema di straordinaria attualità su scala internazionale. La «Giustizia» sarà osservata dal punto di vista sociologico – fra redistribuzione, criteri di accesso, merito, competenze e tutele – nelle relazioni tra i popoli –- con un occhio al rapporto tra pace e guerra, tema filosofico e politico, ma anche squisitamente teologico – e nel rapporto fra legge e pena. Nell’edizione 2022, accanto a nomi storici del passato, venticinque voci nuove. Tutte le autrici e gli autori stranieri, con una sola eccezione, sono al loro debutto al festival.
Tornano Enzo Bianchi, Massimo Cacciari (componente del Comitato scientifico del festival), Barbara Carnevali (componente del Comitato scientifico del festival), Donatella Di Cesare, Roberto Esposito, Maurizio Ferraris (Lectio “Coop Alleanza 3.0”), Simona Forti, Umberto Galimberti, Michela Marzano (Lectio “Rotary Club Gruppo Ghirlandina”), Stefano Massini, Salvatore Natoli, Massimo Recalcati, Chiara Saraceno, Carlo Sini, Stefano Zamagni (in collaborazione con la Fondazione Ermanno Gorrieri per gli studi sociali).
Tra i debuttanti : Joanna Bourke, Anne Lafont, Brunilda Pali, Vittorio Emanuele Parsi (Lectio “Confindustria Emilia Area Centro”), Walter Scheidel, Wolfgang Streeck, Jörg Tremmel (Lectio “Gruppo Hera”), Lea Ypi (Lectio “BPER Banca”). Nel programma anche la sezione «la lezione dei classici» animata da studiosi e studiose autorevoli, tra cui Philippe Audegean, Giuseppe Cambiano, Arianna Fermani, Tommaso Gazzolo, Filippo Gonnelli e Sebastiano Maffettone, che commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti sul tema della giustizia. In via sperimentale, alle ore 18 di ciascuna giornata sarà trasmessa in diretta una lezione sui canali del festival.
Nel ricordare un grande giurista italiano che diceva «quando ci mettiamo a parlare di giustizia non facciamo che balbettare» il professor Cacciari ha detto: «se i principi restano pure astrazioni e non si traducono in diritto positivo, crescono le disuguaglianze». Daniele Francesconi ha messo l’accento sul forte rinnovamento di quest’anno: «Siamo una nave al largo da più di 20 anni. Che ha bisogno di manutenzione e ricambi. Abbiamo provveduto. É orgogliosamente e sicuramente ancora la stessa e allo stesso tempo, con lo stesso orgoglio, incarna la sua versione aggiornata».
Vasto il programma creativo (ancora in fase di definizione) fra performance, musica e spettacoli dal vivo. Oltre trenta le mostre proposte che documenteranno situazioni di frontiera. Tra i partecipanti: Roberto Saviano con una testimonianza sul coraggio della verità per contrastare il male della criminalità; Gianrico Carofiglio con un reading sul tema della gentilezza e della riparazione; Luigi Ciotti e Gad Lerner in un dialogo sulla lotta alle mafie. Filosofo d’eccezione, oltre che di recente, condutore e scrittore, Filippo Neviani (in arte Nek), in dialogo con Paola Saluzzi.
Sì alle iniziative per bambini e ragazzi. In scena anche Giovanna Marini e Umberto Orsini con uno spettacolo tratto da una ballata di Oscar Wilde sul carcere di Reading, e Roberto Citran con uno spettacolo sulle diseguaglianze nel continente africano.
La kermesse è promossa dal “Consorzio per il festivalfilosofia”, di cui sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la FondazioneSan Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione di Modena.l
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