Gazzetta di Modena

Anteprima

Il Festival della Fiaba ci parlerà della “resa” «Che non è la sconfitta»

Paola Ducci
Il Festival della Fiaba ci parlerà della “resa” «Che non è la sconfitta»

La locandina è come ogni anno il simbolo della nona edizione del Festival, che si svolgerà dal 9 all'11 settembre nel quartiere adiacente al Museo Casa Enzo Ferrari. Un appuntamento unico nel suo genere, dedicato alle fiabe che si rivolge esclusivamente a un pubblico adulto

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MODENA Una scultura in cera in cui sono rappresentate due mani dove la sinistra blocca la destra: è questa l’immagine fotografica dell’opera di Enrica Berselli rappresentata sulla nona locandina del Festival della fiaba che è stata resa nota in anteprima sabato, presso il circolo culturale Filatoio a Modena, alla presenza dell'assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi.

La locandina è come ogni anno il simbolo della nona edizione del Festival, che si svolgerà dal 9 all'11 settembre nel quartiere adiacente al Museo Casa Enzo Ferrari. Un appuntamento unico nel suo genere, dedicato alle fiabe che si rivolge esclusivamente a un pubblico adulto e che quest'anno andrà a indagare il tema della "resa".

«Un tema complesso, fraintendibile e al confine tra luce ed ombra – sottolinea la direttrice artistica del Festival, Nicoletta Giberti - La resa non è un arrendersi passivo in questa declinazione, la resa è un fluire, un grande atto di fede, un accogliere senza paura, senza giudizio gli accadimenti della vita. Un tema che verrà indagato, durante il festival, in vari modi: ci saranno artisti che racconteranno la resa rappresentata dalla morte, quindi il perdere qualcuno e arrendersi alla perdita e al lasciare il mondo che, prima o poi succede a tutti ma allo stesso tempo questo porta anche a una declinazione positiva e a un altro tipo di racconto, quello dedicato alla ciclicità della vita che ci insegna come, per ogni fine ci sia sempre un nuovo inizio».

Realizzata completamente in cera d'api, la scultura si ispira in tutto e per tutto al tema del festival, come spiega anche l'artista Enrica Berselli: «L'opera, che attualmente è in esposizione presso il Complesso San Paolo a Modena per la mostra "Figlie del fuoco" e che durante il festival sarà visibile nello studio di Alice Padovani, nel Quartiere Tempio, rappresenta per me quel conflitto che spesso ciascuno di noi si trova a vivere nell’esistenza. Ecco perché ho visto la resa in due mani, in dialogo conflittuale tra loro: la sinistra blocca la destra quasi a rappresentare quell’eterno conflitto tra istinto e razionalità, che caratterizza il genere umano. Il tema della resa ha in sé un'ambiguità: se da una parte l'istinto ci porta a pensare alla resa in negativo, avvicinando questo concetto addirittura alla morte, dall’altra credo sia anche simbolo di rigenerazione, nascita e cambiamento. Ed è proprio su questo secondo significato che il festival vuole accendere i riflettori e la mia opera vuole raccontare».l
 

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