Gazzetta di Modena

L’intervista

Giorgio Panariello «Vi racconto la favola mia che è un po’ anche la nostra»

Nicola Calicchio
Giorgio Panariello  «Vi racconto la favola mia che è un po’ anche la nostra»

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FORMIGINE Giorgio Panariello torna nel Modenese, con “La favola mia”, spettacolo nato per festeggiare i 20 di carriera dal successo di “Torno Sabato”, sarà in scena martedì 6 settembre, alle 21, in Piazza Castello a Formigine, grazie alla GP Eventi e Skill Bag, con il patrocinio dei comuni di Formigine e Fiorano. L'incasso della serata sarà interamente devoluto all'associazione Amici per la Vita odv, per la realizzazione di un Hospice territoriale nel comune di Fiorano. Infatti, alle 17.30 è previsto un incontro pomeridiano a Fiorano, presso l'area in cui sorgerà l'Hospice dove, alla presenza di Giorgio Panariello ci sarà la posa della prima pietra.

Tante risate, un pizzico di irriverenza, attualità e grandi classici del suo repertorio: saranno questi gli ingredienti del nuovo spettacolo in cui l'artista toscano racconta e si racconta, ripercorrendo, i vent’anni che lo hanno visto protagonista tra teatro, cinema e televisione.

Da Mario il bagnino, a Pio Bove, da Lello Splendor con i suoi improbabili cruciverba, alla signora Italia, che dà il meglio si se dalla parrucchiera, passando per Pierre, tutto marsupio e poco cervello, Sirvano, Merigo, Naomo. Giorgio, ci può dire quando inizia la sua favola? «Sicuramente sui banchi di scuola.

Fin da piccolo facevo casino non per disturbare, ma per mettermi al centro dell'attenzione. Io sono nato con la voglia di fare l'artista. Non sapevo cosa ma la voglia è nata in quel periodo. Ho anche fatto altri lavori nella vita prima del mio sogno».

Il titolo richiama una canzone di Renato Zero, una delle sue imitazioni più note.

«Intanto racconterò la mia favola e questo mi sembrava il titolo migliore per renderla. Renato mi ha permesso di farmi conoscere al grande pubblico: la sua imitazione è stata il cavallo di Troia per entrare nel mondo dello spettacolo. Nel brano c’è un passaggio che dice ”dietro questa maschera c’è un uomo e tu lo sai”; e lo spettacolo racconta proprio cosa c’è dietro le maschere e cosa c'è dietro alla messinscena di ogni personaggio. Però è anche la storia di tutti noi che parte dagli Anni Sessanta ed arriva fino ai giorni nostri. Io e Renato siamo nati lo stesso giorno: il 30 settembre».

Con “La favola mia” lei strappa sorrisi che l'attualità ci nega.

«E' uno spettacolo nato nel periodo del lockdown ma era completamente diverso da quello attuale. Era molto celebrativo con lustrini e paillettes, poi ho capito che era meglio una chiacchierata con il pubblico come se si fosse in un salotto di casa. Io racconto una favola come si fa ai bambini prima di andare a dormire per fare dimenticare i problemi che vi sono. Non ha senso raccontare alla gente delle cose che succedono oggi perché c'è voglia di passare un paio d'ore dimenticando il covid, la guerra e i politici che fanno sempre disastri. Ci dobbiamo arrangiare con due barzellette altrimenti siamo rovinati».

Quali i suoi cavalli di battaglia che rivedremo a Formigine?

«Racconterò gli incontri da quando ero bambino a scuola e i miei zii mi portavano al mare dove vidi i primi bagnini, che mi hanno ispirato il personaggio di Mario; o quando andavo in chiesa con la nonna e c’era il campanaro sempre ubriaco che suonava la campana a morto quando c’era un matrimonio e viceversa; quindi racconterò Merigo con la sua bicicletta e la sua sbornia perenne. O ancora, il ricco signore della Versilia di quando facevo il cameriere, che mi ispirò Naomo. Ci sarà anche il Pierre del Chiticaca di Orbetello, quello del marsupio, perché ho incontrato un tipo così durante il mio lavoro di dj in discoteca. È una bella favoletta con quasi tutti i miei personaggi».

C'è un personaggio a cui è rimasto più legato?

«Mario il bagnino mi ricorda la mia infanzia in Versilia, ma anche Merigo che faccio volentieri. Sono due personaggi che hanno più anima degli altri. Potrei fare un film solamente su loro due che li conosco come le mie tasche». E' un po' di tempo che manca dalla nostra provincia. «Formigine è stata una delle prime date che ho fatto fuori dalla Toscana dopo Vernice Fresca. L'associazione la conosco molto bene ed in passato abbiamo già collaborato. E' un po' come ritornare a casa. Mi hanno assicurato che se vengo prima mi faranno fare un giro enogastronomico. Quasi quasi mi conviene anticipare di un giorno la mia visita....»l

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