Il Rigoletto per Luciano Pavarotti, Nicoletta: «Così l’avrebbe voluto»
L’omaggio a Pavarotti, uno spettacolo inclusivo anche per non udenti. I ringraziamenti di Nicoletta
MODENA Quattro cubi bianchi e un grande schermo dove fin dall’apertura sono stati proiettati fumetti in bianco e nero simili a una graphic novel. È così che è iniziato ieri sera al teatro Comunale “Il Rigoletto”, celeberrima opera di Giuseppe Verdi, offerto alla città di Modena dalla Fondazione Pavarotti nell’ambito del progetto “Modena città del bel canto” e per celebrare i 15 anni dalla scomparsa del Tenorissimo. Un’opera cara al maestro Pavarotti davanti ad un teatro gremito dove nemmeno ieri sera sono mancate tutte le più importanti autorità cittadine.
Fu proprio nel ruolo del Duca di Mantova che Pavarotti fece i suoi primi esordi al teatro Comunale di Carpi. «Stasera voglio ringraziare due persone per me speciali – ha esordito dal palco, dopo i consueti saluti del sindaco Giancarlo Muzzarelli, Nicoletta Mantovani – una è mia figlia Alice, per l’impegno che sta dimostrando nel portare avanti la memoria del papà all'interno della Fondazione Pavarotti e l’altra è Cristina Pavarotti: senza di lei e il suo immenso impegno la stella sulla Walk of fame di Los Angeles non sarebbe stata possibile». L’opera, che ha riscosso applausi a scena aperta, è stata presentata si è caratterizzata per l’inclusività (i protagonisti in scena hanno integrato nel loro movimento il linguaggio dei segni). «Proprio come avrebbe desiderato Luciano», ha sottolineato Mantovani.
Nella buca l’Orchestra Senzaspine diretta da Matteo Parmeggiani mentre nei ruoli principali Scilla Cristiano, soprano bolognese di fama internazionale, il baritono Alessio Verna nel ruolo di Rigoletto e, nel ruolo che fu di Pavarotti, Giuseppe Infantino, allievo di Raina Kabaivanska.
La commemorazione dei 15 anni della scomparsa del maestro era però cominciata già nella mattinata quando è stata celebrata una messa in suo suffragio a San Faustino alla quale hanno partecipato Adua con le figlie Cristina e Giuliana. Alla celebrazione ha fatto seguito la deposizione di un mazzo di fiori al cimitero di Montale, dove il Maestro è sepolto. l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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