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Vie Festival. Se il corpo danzante ritorna “Carne”

di Anita Fontana
Vie Festival. Se il corpo danzante ritorna “Carne”

Nella programmazione di Vie, importante focus sulla coreografia 

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MODENA Il corpo “carnale”, concreto, è protagonista di questa edizione del festival. “La rivalutazione della fisicità è fondamentale dopo il distanziamento a cui la pandemia ci ha obbligato”, ha raccontato il direttore di ERT Valter Malosti, a proposito del progetto chiamato, appunto, “Carne” (curato con la coreografa Michela Lucenti): una rassegna di “drammaturgia fisica” si inserisce in modo consistente anche nella programmazione del festival Vie (a cura di Barbara Regondi). Da “Karnival” di Balletto Civile, dramma lirico che indaga il ruolo del corpo in scena, a “Éléphant” di Bouchra Ouizguen, perfetta unione fra voce corale e movimento, fino a “El Elogio de la fisura” di Lorena Nogal, breve performance che vede il corpo accogliere imperfezioni e crepe. “Carne” ci interroga dunque sull’importanza della relazione fisica interpersonale, soprattutto nel contesto attuale: dal rapporto IPSOS “Riscriviamo il futuro – Dove sono gli adolescenti?” emerge infatti che la «costrizione di vivere in un mondo di incontri solo virtuali ha fatto riscoprire a molti il valore della relazione “dal vivo”». Coreografia e teatro creano un universo interdisciplinare, in cui il corpo danzante è “presente” come ritrovata unione di pensiero e fisicità.l
 

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