Incontri e contrasti a VIE Regondi e le scelte del festival
Scena italiana e internazionale si incontrano sui palchi di VIE, come è consuetudine all’interno della rassegna festivaliera. «Mi ispiro a ciò che scopro viaggiando per il mondo» afferma la curatrice del progetto Barbara Regondi, con cui abbiamo discusso le scelte compiute per la presente edizione. La sua idea è quella di mostrare approcci alla danza e al teatro diversi fra loro, talvolta anche diametralmente opposti. «Bouchra Ouizguen lavora sull’essenzialità, sulla carne, sul sangue, sul cuore» in “Éléphant”, spettacolo concepito durante la pandemia che mette in risalto la necessità di contatto. L’imponente scenografia di “Opening Night” di La Veronal, invece, crea un ambiente «più raffinato, elegante». La differenza è anche generazionale: “Imagine” di Kristian Lupa consacra un’artista quasi ottantenne di fama internazionale, mentre “I AM (VR)” mostra il mondo virtuale di Susanne Kennedy, artista ancora giovane. Contrasti quindi, ma anche punti d’incontro. «I fili rossi li crea l’attualità. Le affinità nascono da temi come la pace, i conflitti», o la «crisi climatica», che interessa anche le modalità di produzione teatrali. «C’è un problema di crisi energetica e di costi» che non si può più sottovalutare secondo Regondi. «Occorre cercare nuove modalità produttive per alleggerire l’impatto di una tournèe o degli spostamenti». Senza stravolgere totalmente gli spettacoli, servono soluzioni alternative. Anita Fontana
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