Modena, alla Sala Truffaut: «La California è a Piumazzo Ve la narriamo nel mio film»
MODENA “La California” è il film corale (ci sono tanti cammei, tra gli altri quello del divo argentino Alfredo Castro) diretto dalla bolognese Cinzia Bomoll, anche scrittrice di romanzi, che la regista assieme a membri del cast presenterà alla sala Truffaut in prima visione questa sera alle 21 in una serata promossa con Fice Emilia-Romagna. Saranno presenti Silvia e Giulia Provveti, Paola Lavini, Angela Baraldi
Modena La California è un pezzo di campagna tra la via Emilia e il West, fatto di tanti microcosmi che s’incastrano in una collettività vera e vissuta, viscerale, ironica, emiliana. In questo luogo, il mistero di una di due gemelle che viene trovata morta.
“La California” è il film corale (ci sono tanti cammei, tra gli altri quello del divo argentino Alfredo Castro) diretto dalla bolognese Cinzia Bomoll, anche scrittrice di romanzi, che la regista assieme a membri del cast presenterà alla sala Truffaut in prima visione questa sera alle 21 in una serata promossa con Fice Emilia-Romagna.
Un posto chiamato La California esiste davvero nel modenese…
«Certo, vicino a Piumazzo. Ora gli hanno cambiato nome, si chiama Casale California, perché prima rubavano sempre l’insegna con la scritta La California! Ho tanti ricordi giovanili di quel fatto, ho dei cugini che abitano nei pressi».
Il film è scritto anche da Piera degli Esposti, che purtroppo è scomparsa subito dopo…
«Ho conosciuto Piera a Roma, dove abitavo, tre anni fa. L’ho contattata per farle fare una parte, le è piaciuto talmente il trattamento del film che ha voluto anche collaborare alla sceneggiatura. Ha portato nel film soprattutto la parte legata al passato, il personaggio dell’ex partigiano Saetta interpretato da Roncato, l’episodio della staffetta partigiana torturata con un ferro da stiro, un episodio realmente accaduto a Modena: dicono che ancora oggi si sentono le grida della donna! E’ di Piera la voce narrante del film. L’abbiamo registrata appena in tempo, perché lei già non stava tanto bene».
Nel cast compare un prestigioso attore cileno, Alfredo Castro…
«E’ stato grazie alla mia conoscenza con una produttrice cilena, con cui dovevo fare un film che è ancora sospeso. Anche a lei è piaciuta talmente la sceneggiatura che ha voluto a tutti i costi essere co-produttrice del film. Le ho chiesto allora di portarmi Alfredo Castro. Lui si è dimostrato un attore precisissimo, un professionista pazzesco. Uno che studia tantissimo la sua parte, mi chiedeva di continuo se la stava facendo bene».
Nel film c’è un tema squisitamente noir, quello delle due gemelle.
«Viene da un romanzo che ho scritto tempo fa, “Lei che nelle foto non sorrideva”, edito da Fazi. Tra l’altro le due gemelle sono di Modena, si chiamano Provvedi. Le ho provinate, erano perfette. Avevano già qualche esperienza di recitazione. Anche il papà punk di Lodo Guenzi viene dal romanzo. Lodo è nato attore, solo dopo è stato cantante dello Stato Sociale. Ora sta cercando di farsi una carriera da attore in teatro e cinema. Pensa che la casa editrice Ponte alle Grazie mi ha chiesto di trarre un romanzo dal film, una cosa che di rado accade. Tanti hanno accettato con entusiasmo di fare dei cammei nel film, come Nina Zilli: per lei si tratta dell’esordio nel cinema, fa la barista nel bar dell’Arci. In realtà ci starebbe bene una serie tv, c’è tanto materiale nel film».
Una sorta di Twin Peaks all’emiliana: c’è anche la ragazza morta all’inizio…
«Davvero, sarebbe molto bello. Molti personaggi sono stati sacrificati in fase di montaggio, ma non potevo fare un film di due ore e mezzo! Ad esempio, il ruolo della cara amica modenese Paola Lavini è stato molto ridotto alla fine. Quanto a Twin Peaks, certo, ci abbiamo pensato».
Dove avete girato?
«Il bar dell’Arci è quello che sta a Vaciglio, una frazione di Modena. In realtà non è dell’Arci, ci abbiamo aggiunto noi l’insegna. Abbiamo poi girato tra Sant’Agata Bolognese e le campagne intorno a Nonantola, anche gli interni. La torre che si vede nel film sta invece a Molinella, mi piaceva molto e l’ho messa nel film». Mi sembra che cerchi di collegare le microstorie della California con gli avvenimenti del mondo. «Sì, ho inserito ad esempio la caduta di Berlino e altri avvenimenti storici del periodo. Mi piace che i miei racconti abbiano uno sfondo storico, riallacciarmi a episodi storici reali».l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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