Modena Metti quattro serate al cinema Astra per riscoprire l’immortale fascino di Marilyn Monroe
Nel sessantesimo anniversario della sua morte, il Consorzio Creativo di via dello Zono dedica la nuova rassegna del Cineforum alla figura forse più iconica della storia del cinema e della Hollywood classica, Marilyn Monroe.
Modena «Hollywood è un posto dove ti pagano mille dollari per un bacio e cinquanta centesimi per la tua anima. Lo so perché ho rifiutato abbastanza spesso la prima proposta e ho resistito alla seconda».
Nel sessantesimo anniversario della sua morte, il Consorzio Creativo di via dello Zono dedica la nuova rassegna del Cineforum alla figura forse più iconica della storia del cinema e della Hollywood classica, Marilyn Monroe. Buio in sala, cinema Astra, ore 20,45, appuntamento con «Norma Jeane, Marilyn e… le altre».
Si parte il 16 novembre con «Niagara»(1953), seguito da «Quando la moglie è in vacanza» (1955), il 14 dicembre. «A qualcuno piace caldo» (1959) è in programma il prossimo 18 gennaio mentre chiude il ciclo il 22 febbraio, «Gli spostati» (1961). Marco Barozzi, curatore della rassegna e autore della pagina critica fruibile anche online (www.consorziocreativo.it) introdurrà le serate. Mentre è particolarmente acceso il dibattito sull’identità, sull’adeguata appartenenza di ciascuno a quel genere umano che in mille modi, sempre più spesso, è svilito, brutalizzato o negato, questa rassegna, tutt’altro che nostalgica nell’intenzione, celebra una star che ha prestato immagine e corpo al sistema di proprietà degli Studios.
Forse proprio la consapevolezza del suo essere merce, mentre era disperatamente alla ricerca di se stessa, l’ha condotta al suo destino. È morta a 36 anni Marilyn Monroe, la notte fra il 4 e il 5 agosto 1962, in circostanze mai davvero del tutto chiarite. Lasciando il mondo orfano della sua dea e Joe di Maggio desolatamente solo, col mazzo di rose che lascerà ogni settimana da quel giorno in poi sulla sua tomba, dietro il suo feretro. La sua vicenda biografica, indagata da oltre 200 pubblicazioni, è strettamente intrecciata alla storia delle sue interpretazioni.
Ciò che rimane di Marilyn, oltre allo straripante lascito iconografico, sono le sue interpretazioni, i suoi personaggi. Alcuni, in qualche modo, capaci di rivelarla, di svelare il mondo emotivo di una bambina nata Norma Jeane Baker, non riconosciuta dal padre, abbandonata in età infantile dalla madre, che trascorse quasi tutta la vita della figlia rinchiusa in manicomio; spedita in orfanotrofio e successivamente data ripetutamente in affidamento a molteplici famiglie che si occupavano di lei in cambio di un sussidio statale. Poi, lo sanno tutti, è nata una stella.
Sempre, però, alla ricerca di qualcuno disposta ad amarla. Incondizionatamente. Che trovò, in effetti. Nel suo pubblico. Per il quale voleva essere perfetta. Come Rose di «Niagara», la ragazza del piano di sopra di «Quando la moglie è in vacanza», Sugar Kane di «A qualcuno piace caldo» e Roslyn de «Gli spostati». Un poker d’assi, artistico, profondamente umano. l
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