Gazzetta di Modena

Arte

La mostra. Al Salotto Muratori di Vignola “concerto” di colori e materie

di Michele Fuoco
La mostra. Al Salotto Muratori di Vignola “concerto” di colori e materie

Selezione di opere dei pittori Burnelli, Ritter, Simone, Simonini e degli scultori Conti, Fornaciari, Luciano Zanoni e il figlio Ivan

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i Michele Fuoco Vignola Costituiscono un “Concerto d’arte” i pittori e gli scultori della mostra al Salotto di L.A. Muratori di Vignola, aperta fino all’8 gennaio. Sono in otto (Giorgio Burnelli, Paolo Guglielmo Conti, Marco Fornaciari, Bruno Ritter, Maria Luisa Simone De Grada, Domenico Simonini, Luciano Zanoni e il figlio Ivan) per una rassegna di opere selezionate che si fanno ammirare per il rinnovato e inesauribile impiego del colore e della materia. E conta anche, in molti casi, il legame che l’artista stabilisce tra l’opera e la propria vita. Guardate le opere “Les deux Magots” a Saint-Germain-des-Prés e un “Bistrot” a Parigi di Simonini, e non si può non pensare all’esperienza che il vignolese ha fatto per parecchi anni nella “Ville lumière”, nel suo atelier a Montparnasse. Le scene, come pure quella del mercato del pesce a Bologna, riguardano la quotidianità, dando significato alle azioni, ai gesti dell’uomo. Simonini è fondatore, con il critico Raffaele De Grada e la Simone, della rassegna itinerante “Città e campagna” di cui fanno parte anche Burnelli, Ritter e gli Zanoni che modellano, nella speciale fucina a Caldes in Val di Sole, il ferro con abilità e sapienza. E se Luciano espone vegetali, ortaggi (cavolo, pannocchia, melograno), Ivan presenta animali (germano, gallo, gatto e topo). E l’arte che si immedesima con naturalezza nelle cose e il ferro perde rigidità per farsi dolcezza di immagine. Un ulivo di Luciano è all’ingresso della Fondazione Bill Gates a Seattles. Invece una grande scultura di Ivan raffigurante un coccodrillo ha aperto il padiglione Italia Expo 2015 a Milano. Il momento creativo trova, nella giustezza di espressione ed esplosione di colori, connessione con la realtà anche nelle opere (peperoncini, Montmartre l’autobus, carlini) di Maria Luisa Simone. La sua pittura invita allo spettacolo dell’esistenza suggerendo il senso vitale che ogni cosa custodisce. L’artista milanese ha tenuto personali in tutto il mondo e, nel 1974, ha partecipato alla Biennale di Venezia. Ha esordito alla Galleria Cortina di Milano. L’immagine è meditata nella scultura (terrecotta, bronzo, ceramica smaltata) di Fornaciari. Minuziosa è l’elaborazione formale dell’opera dove tutto è assolutamente selettivo per restituire sensibilità e “humanitas” alle figure: stilizzata quella concepita come “grembo”; una madre, con bimbo, con lo sguardo rivolto al futuro; un tronco che si offre come reperto; creature di grazia, di idealizzazione di sentimenti, che l’artista ha avuto come allieve; una figura che “urla” la propria disperazione; un’altra con segni di “lettura” introspettiva. Il vignolese è autore di opere pubbliche e dell’arredo scultoreo della chiesa di S. Giovanni Battista a Mercatale di Ozzano Emilia. Di sensi arcani si connotano il paesaggio fantastico e quello della memoria, come pure “stazione avanzata” di Burnelli (già docente all’Accademia di Bologna, ha lavorato quattro anni a Parigi) che porta il colore a sorgente di visione. Nell’artista bolognese si avvera la capacità di cogliere cromie di essenza, di sconfinamenti illusori, di compenetrazione della dimensione dell’anima, di flusso infinito del divenire. Una pittura di sensibilità poetica. In una resa di particolari si affermano le sculture in ferro e vetro di Conti che, in forme di leggerezza, determinano l’installazione “nell’occhio di Galileo”, con rimandi ad una struttura persino scientifica. Un’opera che rende visibile certi segni e anche messaggi di disarmante candore. L’artista bolognese, presente alla Biennale di Venezia nel 2003, è anche disegnatore, mail-artista, performer, curatore di eventi, dottore in patafisica e scienze affini. Carattere espressionista assumono le tre tempere di Ritter, di spessori anche materici che affiorano per ricordare il pulsare e il brivido della vita, i silenzi dei luoghi, aneliti di preghiera e pure momenti di attesa, di inquietudine, di dolore. L’artista italo-svizzero, con atelier nel castello di Chiavenna, è pittore della realtà. Collabora anche con scrittori, e da oltre 30 anni con il poeta Andrea Vitali. l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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