Gazzetta di Modena

Intervista

Cristina D’Avena 40 anni in festa «Felicità è far sorridere e cantare tutti»

di Laura Solieri
Cristina D’Avena 40 anni in festa «Felicità è far sorridere e cantare tutti»

Venerdì al Vox celebra una carriera che ha attraversato le generazioni

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NONANTOLA Venerdì, a partire dalle ore 22.30, l’atteso ritorno nel Modenese di Cristina D’Avena che si esibirà live al Vox Club di Nonantola. La più nota e amata voce delle sigle dei cartoni animati fin dagli anni Ottanta, cantante e attrice, D’Avena, che abbiamo intervistato per l’occasione, calca le scene dal suo esordio a tre anni e mezzo, quando ha partecipato allo Zecchino d'Oro con la canzone "Il Valzer del moscerino": da allora, ha venduto tra album e singoli oltre sette milioni di copie. Nella serata di venerdì, a seguire dj set: Thrashissima -VS- Tempo -VS- Vox (Trash, anni 90&2000, Rock, Indie, Pop-Punk, Electro) e The Abyss -VS- Revolver (Hard Rock, Glam, industrial, Crossover).

Cristina, oltre 40 anni di una splendida carriera. Cosa continua ad emozionarti di più del tuo successo?

«Far sorridere e cantare tante generazioni, dagli adulti ai bambini piccoli. Questa è la più grande soddisfazione perché mi rendo conto che quello che ho fatto, faccio e farò arriva al pubblico, ed è bellissimo». Hai cantato oltre 700 sigle di cartoni animati. Qual è la tua preferita in assoluto? «Ce ne sono tante! Da Kiss Me Licia a Sailor Moon, Creamy, Rossana… In ultimo, una sigla che mi piace tanto cantare è Capitan Tsubasa perché vedo i bimbi di oggi che impazziscono. Nel vedere la nuova generazione che canta la mia canzone, come facevate voi quando eravate piccoli, mi salgono un’adrenalina e un’energia incredibili».

Una sigla che non hai cantato e che avresti tanto voluto intonare?

«Mi sarebbe tanto piaciuto cantare una canzone maschile che è “L’uomo Tigre” che non è mia, così come “Ken il Guerriero”, a modo mio». Qual è stato il luogo più incredibile in cui ti sei esibita finora? «Quando hanno messo un palco quasi sul mare e ovunque mi girassi vedevo il mare e la luna, perché era un concerto serale. Oppure quando vado a fare concerti nei paesini piccolissimi dove ci sono piazze che ti avvolgono e sembra di vivere in una fiaba».

Com’è il rapporto con i tuoi fans?

«I fans sono tutti pazzeschi perché mi riempiono di sorprese, amore, affetto. Partecipano ai miei concerti anche ragazzi che non immagineresti, magari super tatuati, con capelli strani, duemila piercing, molto dark e ti chiedi: possibile che vengano a un mio concerto? E invece vengono tutti perché tutti sono cresciuti con me e vederli in prima fila a cantare “Memole dolce Memole” è fantastico».

La tua figura in Italia è unica. Esistono altre Cristina D’Avena nel mondo?

«So che c’è una figura come la mia in Francia, di una ragazza che è da tanto tempo che canta le sigle però penso che adesso abbia smesso e faccia altro».

Il tuo cartone del cuore quando eri bambina?

«Charlotte, lo guardavo con mia sorella e cantavo la sigletta quando lei era piccola per farla divertire, le facevo un po’ da mammina. Poi sono appassionata di Walt Disney e ho guardato tutti i suoi cartoni animati al cinema con papà e mamma».

Rifacendomi alla tua esperienza con Sanremo Young in cui sei stata giudice, ti piacerebbe fare la coach in un talent? E se Cristina D’Avena iniziasse la sua carriera oggi, ti ci vedresti in un talent?

«Mi piacerebbe molto fare la coach. Per quanto riguarda me, non so se oggi parteciperei a un talent, mi ci dovrei trovare però ben vengano, sono opportunità davvero importanti per i giovani per farsi conoscere». Ti spendi tanto per i diritti civili: sposi qualche causa benefica nello specifico? «Preferisco non parlare di politica, movimenti, ecc. Cerco sempre di stare nel mio però è ovvio che sono la prima sostenitrice, la prima che ha sempre appoggiato il mondo Lgbt perché sono cresciuti tutti con le mie canzoni, da Creamy a Lady Oscar a Pollon, sono canzoni che abbiamo cantato tutti. Faccio tantissime serate a tema, mi piace, mi diverte e sono la prima ad alzare la mano e dire “ci sono”».

Che rapporto hai con Modena e con il pubblico modenese?

«Le città, quando sono accoglienti e belle come la vostra e c’è un pubblico caloroso, è sempre un piacere rivederle. In Italia in generale sono accolta sempre con affetto. Torno volentieri a Modena per far passare al pubblico un po’ di tempo in allegria e leggerezza. Invito tutti, quando venite a vedermi, a dimenticare i problemi, lasciateli a casa perché con me ci si diverte, con me bisogna sorridere, ridere e soprattutto cercare di affrontare tutto con più leggerezza perché abbiamo bisogno di amore».

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