Gazzetta di Modena

Teatro

Modena. Amleto a caccia delle coscienze e delle questioni dell’umanità

Paola Ducci
Modena. Amleto a caccia delle coscienze e delle questioni dell’umanità

Alle Passioni trilogia di Shakespeare del Teatro dei Venti con i carcerati. Stefano Té: «Esperienza ricchissima, presto in scena anche le detenute»

23 novembre 2023
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Modena Prosegue la trilogia su William Shakespeare di Teatro dei Venti, la compagnia modenese diretta da Stefano Tè, con il debutto di Amleto, in scena da questa sera e fino a domenica al Nuovo Teatro delle Passioni. Lo spettacolo è realizzato insieme agli attori della Casa di Reclusione di Castelfranco ed è una coproduzione di Emilia Romagna Teatro Ert / Teatro Nazionale con Teatro dei Venti.

Stefano Tè un progetto quello del teatro carcere che state portando avanti da anni. Che risultati state ottenendo?

«Davvero ottimi risultati. Innanzitutto siamo felici di questa coproduzione con Ert che speriamo possa continuare nel tempo. Nel frattempo siamo felici che con Amleto potremo replicare lo spettacolo già il 25 novembre a Maranello e probabilmente il 17 dicembre a Caserta per l’inaugurazione di un nuovo Coordinamento teatro carcere della Regione Campania che ci ha invitato come esempio di progetto ben riuscito. Sarà logisticamente complesso trasferire i detenuti fino là, ma lo faremo e questo grazie anche alla direttrice della Casa di Reclusione Maria Martone che crede molto nel valore di questi progetti e nel percorso professionalizzante per i detenuti di tutte le figure che ruotano attorno al mondo dello spettacolo che stiamo portando avanti e che avrà sviluppi ulteriori».

In sala in queste sere ci saranno anche direttori di altri enti teatrali italiani e di festival importanti.

«Li abbiamo invitati perché noi vorremmo che lo spettacolo possa andare in tournée ma sarà anche l’occasione per mostrare talenti. I detenuti in scena con gli altri attori della nostra compagnia sono dei veri e propri professionisti, pagati come tutti gli altri attori. Questo è importante. Già Francesco, uno degli scenografi e costumisti detenuti attori, ha ottenuto un contratto di lavoro con il Teatro di Parma, con cui coprodurremo il nostro prossimo grande spettacolo di strada "Don Chisciotte", per disegnare i costumi di scena poiché gli è stato riconosciuto un grande talento e una grande professionalità”.

Siete soddisfatti di questi traguardi?

«Immensamente, anche se ho il difetto di godermi poco le cose e pensare sempre al futuro. Mi piacerebbe portare questi spettacoli con i detenuti anche in giro per l'Europa. Certo la logistica è complessa ma io credo che con la collaborazione del Coordinamento del teatro carcere europeo, di cui facciamo parte, forse sarà realizzabile».

Intanto però a breve un nuovo debutto ma per la prima volta con le attrici detenute del Carcere di Sant’Anna. 

«È una grande novità, lavoriamo con le donne da anni ma per ora non ci eravamo mai aperti all’esterno. Oggi ce l’abbiamo fatta e il 12, 13 e 14 dicembre nel carcere di Sant’Anna debuttiamo con uno spettacolo incentrato sulla figura di Cassandra realizzato insieme alle attrici detenute e alla poetessa e scrittrice Azzurra D’Agostino. Lo spettacolo vuole indurre una riflessione sul tema del domani. Ci saranno tre attrici sedute in cerchio con il pubblico che ci guarderanno, ci studieranno e ci leggeranno la mano, offrendoci il loro punto di vista sul futuro».