Gazzetta di Modena

La mostra

Alla Palazzina dei Giardini di Modena spunta... un dinosauro

di Michele Fuoco
Alla Palazzina dei Giardini di Modena spunta... un dinosauro

L’esposizione “Naturale Innaturale. Dinosauri e altre creature” fino al 12 gennaio

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MODENA. Dalla paura alla meraviglia. A ciò porta a pensare il dinosauro che da oggi, venerdì 25 ottobre, alle 18, viene esposto (ingresso libero) presso la Palazzina dei Giardini. E’ lecito credere al terrore che questi predatori, risalenti a milioni di anni fa, potevano incutere con il loro gigantismo. Oggi ridotti a scheletri, non possono destare che curiosità, meraviglia.

L’esposizione

La mostra “Naturale Innaturale. Dinosauri e altre creature”, realizzata dalla Fondazione Ago, in collaborazione con MuseOmoRE (Sistema dei Musei e Orto Botanico dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia), vuole porre l’accento sulla evoluzione e la scomparsa di questi immensi animali, determinare un dialogo fecondo tra arte e scienza, con un percorso che va dalla rappresentazione scientifica dei dinosauri alle opere di un artista del nostro tempo, come Dario Ghibaudo. Così la rassegna acquista valore di analisi su questi giganti della preistoria, grazie alle ricerche condotte dallo storico dell’arte e ricercatore Gianlorenzo Chiaraluce che, con Veronica Padovani (MuseOmoRE), ne è curatore. Si impone, con la sua titanica presenza, lo scheletro del dinosauro Allosauros fragilis delle collezioni MuseOmoRE da cui provengono anche altri oggetti nvolgente percorso. Si tratta della replica di uno scheletro completo di Allosaurus fragilis, dinosauro teropode del Giurassico superiore della Cleveland-Lloyd Quarry, che l’Università di Modena e Reggio acquisì nel 1967, con circa 90 ossa appartenenti a più individui, dall'Università dello Utah, negli Stati Uniti.

Il dinosauro

Lo scheletro è stato esposto nella “Sala dei Dinosauri” dal 1991 al 2012, montato con una posa “da canguro”, con la coda che si trascinava dietro al corpo, oggi superata dagli studi scientifici che indicano una posa con la coda parallela al terreno, con funzione di bilanciamento. Il visitatore si troverà a scoprire la storia sui dinosauri, dalle prime scoperte ai giorni nostri, con le descrizioni dei primi ritrovamenti, ai più recenti studi basati sugli ultimi due secoli di scoperte e ricerche scientifiche. Si renderà conto che le raffigurazioni dei dinosauri sono cambiate radicalmente, passando da enormi e goffe lucertole ad animali dinamici, spesso colorati o ricoperti di piume. Potrà constare come lo scheletro di Allosaurus fragilis venga ripresentato dal Sistema dei Musei e Orto Botanico dell’Università con una posa coerente con le attuali conoscenze. E ciò accade a 200 anni dalla prima descrizione scientifica di un fossile di dinosauro (Megalosaurus) descritto da William Buckland nel 1824.

Il commento

"Si può vedere, in questa mostra - dice Padovani - come la scienza informa l’immagine che oggi abbiamo dei dinosauri. E in tutti quei punti che la scienza non ha delle risposte certe, possiamo usare l’ispirazione artistica. La prima sala è dedicata alla storia della rappresentazione scientifica del dinosauri. Abbiamo acquisito anche ossa originali, visibili nella seconda sala. La scienza ci parla della stretta correlazione con gli uccelli, ma i dinosauri sono imparentati con i coccodrilli". E l’immagine alla parete è stata sviluppata dal paleontologo Giovanni Serafini e dall’artista Ghibaudo che ha creato, dal 1990, il Museo di Storia Innaturale. Un personale museo immaginario, composto da 28 sale, che permette al 73enne artista di Cuneo di offrire la ricostruzione di un mondo immaginifico. “Tutte le sue opere – sostiene Serafini - riflettono sulla contaminazione tra varie discipline, sulla commistione di saperi. L’artista cerca di investigare il modo con cui noi umani assumiamo conoscenze verso le cose naturali e come attraverso questa conoscenza rappresentiamo ciò che non sappiamo della natura. Diverse le opere (sculture, dipinti, altorilievi, inchiostri…). Alcuni referenti iconografici ricalcano l’immaginario dei grandi maestri del passato, con l’inserimento di elementi ibridi. Si afferma l’idea di ibridazione e contaminazione”. L’artista afferma di condurre il suo lavoro su strane mutazioni, semplificandole seguendo un percorso esecutivo più breve; sulla mitologia e bestiari medievali. “Sono attratto in questo periodo da tutto ciò che è l’ingenuità del Medioevo, dagli amanuensi e dalle loro immagini inventate”.

Le date

La mostra resterà aperta fino al 12 gennaio. Ingresso libero non solo oggi (18-20), ma anche domani (11-21) e domenica (11-19). 

 

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