Il Capannino oasi per bimbi e animali: alla scoperta di un luogo unico a Fanano
In via Canevare l’azienda agricola di Luca Cusco, una fattoria didattica immersa nella natura
FANANO. Tra umani e animali a volte ci si comprende senza bisogno di parole: basta che gli sguardi si incrocino, e che le anime vibrino alla stessa frequenza. Ecco perché “Il capannino di Cusco Luca” a Fanano è un progetto di grande importanza. L’azienda situata in via Canevare propone vendita diretta di prodotti agroalimentari, interventi assistiti con animali e attività di fattoria didattica con differenti percorsi inerenti all’orto, al frutteto e agli animali dell’azienda.
L’intervista
«Gli animali sono sempre stati la mia passione – racconta Luca –. Dopo aver finito le medie ho studiato agraria, poi mi sono laureato in produzione animale e salvaguardia della fauna selvatica a Bologna. Nel frattempo, dato che la mia famiglia aveva acquisito un fabbricato rurale qui in montagna, ho continuato a vivere immerso nella natura facendo ciò che mi piace. Ho avuto esperienze in vari agriturismi della zona, dove principalmente aiutavo a gestire gli animali, ma intanto nasceva in me l’idea di creare qualcosa di mio, che includesse sia l’aspetto zootecnico che agroalimentare. Ho iniziato a coltivare lo zafferano per passione, poi nel 2019 è nato “Il capannino”. La storia che c’è dietro è un po’ più lunga: risale a un periodo in cui avendo avuto problemi nella costruzione della stalla e con l’aumento degli animali due signori anziani mi hanno proposto di andare da loro in affitto. Lì era presente una stalla in disuso da molti anni che ho riordinato, così come ho risistemato i pascoli e pulito i recinti. Insomma, in compagnia di tre cavalli e due asini, piano piano ho recuperato quella realtà».
Gli animali al centro
Nel frattempo Luca vendeva i prodotti dell’orto e, quando il proprietario della terra e della stalla è venuto a mancare, l’ha acquisita lui. Ha conseguito una laurea magistrale in progettazione e gestione dell’ecosistema e del paesaggio divenendo così agronomo, mentre gli animali hanno iniziato ad aumentare.
«La nostra azienda è formata da quattro fabbricati e una stalla grande, una sorta di piccola borgata che contiene laboratorio di trasformazione e punto vendita – evidenzia –. Stiamo concludendo i lavori per la creazione di un’aula dedicata alle attività didattiche. Gli animali per me sono sempre stati una passione, ma la produzione aziendale è concentrata su ortaggi, zafferano e patate. Abbiamo impiantato un frutteto che ci darà la possibilità, negli anni a venire, di vendere anche frutta. L’anno scorso abbiamo coltivato patate a 1200 metri, mentre gli altri orti stanno sugli 800 metri circa. La fattoria didattica è nata con l’orto – aggiunge –: abbiamo iniziato a lavorare con le scuole di Fanano mentre insieme alla mia ragazza, Chiara Tonasso, psicologa e psicoterapeuta, abbiamo conseguito la certificazione di figure professionali inerenti agli interventi assistiti. Io rappresento la figura del coadiutore del cavallo, mentre lei è la responsabile del progetto». L’esperienza con i ragazzi è speciale: «Un animale ti dà tanto anche e soprattutto attraverso la comunicazione non verbale, come nel caso del cavallo. Puoi sentirti bene accanto a un essere che non ti giudica e che ti fa vivere nel qui ed ora trasmettendo serenità. Guidati dalla figura professionale di uno psicoterapeuta si ha la possibilità di fare vera e propria terapia con animali in uno spazio aperto, fuori da un classico studio».
Tutto è partito da un cavallo
Tutti gli animali che vivono al capannino sono “arrivati”, ma tutto è partito da un cavallo.
«Zafir era un purosangue arabo di cui mi sono preso cura dopo la morte del suo padrone. Insieme andavamo al lavoro, galoppando verso gli agriturismi in cui ero occupato. Gli mancava solo la parola. Fu proprio un giorno all’agriturismo che Zafir mi fece capire il potenziale terapeutico degli animali, quando un ragazzo diversamente abile gli si avvicinò e si innamorò di lui. Da allora furono inseparabili. Zafir purtroppo è morto qualche anno fa, ma è stato lui a darci l’idea per iniziare questo progetto. Si può proprio dire che tutto sia nato grazie a questo fantastico cavallo».
Nel frattempo erano arrivate due puledre, Luce e Cloe; poi due asinelli, Sandro e Franca, lui privo di un orecchio a causa dell’attacco di un lupo, lei salvata da un parto distocico con un’operazione d’urgenza.
«Poi è arrivato Valentino, purosangue arabo, un cavallo scartato dalle gare di morfologia, che sono le “gare di bellezza” dei cavalli – spiega –. Aveva 6 mesi, così lo abbiamo affiancato all’asinella Franca, che aveva perso il piccolo. Un’altra mascotte del capannino è una mucca con sindrome di nanismo, Amucchina – così chiamata perché è qui dai tempi del Covid – che vive insieme alle pecore, anche loro arrivate un po’ per caso; infine le ultime aggiunte, i due pony Stella e Birillo. Tutte le nostre bestie – conclude – vivono libere e in futuro ci piacerebbe svolgere attività di equiturismo per poter valorizzare il territorio in compagnia degli animali».
Il futuro
A Luca resta il sogno di scrivere un libro che raccolga le loro storie, mentre la dolcezza e l’empatia di questi animali continua a far sentire gli ospiti della fattoria parte della loro strampalata e bellissima famiglia. l