Giovanni Storti e la sua anima “green”: «Uso la comicità anche per raccontare l’ambiente»
Il celebre attore comico, una delle colonne del trio più famoso d’Italia Aldo, Giovanni e Giacomo, è seguitissimo sui social con i suoi consigli volti a diffondere una maggiore consapevolezza ambientale di fronte al cambiamento climatico: «Siamo dipendenti dalla natura e dagli alberi»
Le sue pillole ambientali sui social difficilmente potranno scalzare i suoi film campioni di incasso, ma Giovanni Storti si sta facendo valere anche al botteghino virtuale di Instagram e Youtube, dove ha superato il milione di follower. L’attore comico, una delle tre colonne del trio più famoso d’Italia Aldo, Giovanni e Giacomo, è seguitissimo con i suoi consigli di natura “green” volti a diffondere una maggiore consapevolezza ambientale di fronte al cambiamento climatico: di fronte ai fenomeni estremi, anche si piccoli gesti possono fare la differenza. E qualcuno deve pur partire. Anche se è un comico e l’amore per la natura pubblicamente è arrivato tardi. Per lunghi anni il trio è stato spesso protagonista anche in Emilia, grazie al grande Paolo Guerra, modenese, scomparso nel febbraio del 2020, produttore teatrale e cinematografico e fondatore della casa di produzione e management Agidi, che con il trio milanese ha vissuto la stagione più fortunata, a cominciare “ Tre uomini e una gamba”.
Giovanni, è sempre stato un vero amante della natura?
«Quando ero piccolo i miei mi portavano in montagna. Ai tempi c’erano tre mesi di vacanza. Si viveva in modo selvaggio, mi arrampicavo sulle piante, sulle rocce. È lì che ho avuto la mia conversione alla natura».
Un milanese appassionato di verde. È quasi un paradosso.
«È vero, ma neanche più di tanto. Appena si può si scappa verso la vera natura, perché a Milano manca tanto».
Lei però adesso si divide tra Milano e la campagna piemontese. Una scelta di vita?
«Con gruppo di amici abbiamo deciso di condividere questa comune. E piano piano il tempo trascorso si sta spostando più verso la campagna che verso la città».
Quando questa passione è diventata “qualcosa di serio”?
«Il momento è stato il Covid. Io e mia moglie siamo rimasti in campagna: era una primavera bellissima. È lì che mi è venuta voglia di raccontare quello che c’era attorno, soprattutto per quelli costretti altrove. Volevo fare prendere consapevolezza della importanza della natura».
È un percorso facile?
«No. Un conto è la comunicazione, un altro l’apprendimento. È difficile fare capire che siamo dipendenti dalle piante».
Ma lei ha il pollice verde?
«Io dico che bisogna lasciare alla natura il tempo che le serve. Noi non facciamo file di zucchine o di pomodori, seminiamo in modo naturale e aspettiamo che facciano da soli».
Sui social è molto attivo, unendo invito alla consapevolezza e ironia: qual è la risposta di chi la segue?
«Non mi ero mai approcciato ai social fino a quando non ho aperto questo canale. La risposta è stata positiva. Chiaramente la comicità è un modo di comunicare inclusivo e senza barriere. E lo faccio con ironia, perché è l’unico mezzo che conosco per raccontare la natura».
Ma tra Aldo e Giacomo chi è più green?
«Forse Aldo per il modo in cui vive, ma lo è inconsapevolmente. Giacomo è molto lontano».
Quando vi rivedremo?
«A ottobre uscirà un documentario su di noi. “Ancora vivi”. Sarà un film sulla nostra storia, su come ci siamo conosciuti, su di noi da giovani».
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