Le costumiste Francesca e Roberta Vecchi, gemelle modenesi, protagoniste alla Mostra di Venezia
Hanno firmato i costumi per il film «Ammazzare stanca. Autobiografia di un assassino» di Daniele Vicari, tratto dall’omonima autobiografia del pentito di ’ndrangheta Antonio Zagari, che sarà presentato il 2 settembre
MODENA. Le sorelle Vecchi, le gemelle Francesca e Roberta, modenesissime – e un po’rock – costumiste cinematografiche, anima de «Il Posto» e di molte altre avventure creative, hanno colpito ancora. Stavolta hanno firmato i costumi per il film «Ammazzare stanca. Autobiografia di un assassino» di Daniele Vicari, tratto dall’omonima autobiografia del pentito di ’ndrangheta Antonio Zagari, morto nel 2004 e autore di almeno 16 omicidi.
Il film in concorso alla Mostra di Venezia
La pellicola, in concorso nella sezione Spotlight – Selezione Ufficiale dell’82a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, (presentazione il prossimo 2 settembre alle 21 in laguna), è un concentrato di «action, conflitti familiari, desiderio di emancipazione, amore, tragedia e ironia» girato fra la Calabria e il bolognese, con tante comparse e figuranti nostrani. Tutto ruota attorno ad Antonio Zagari, trasferitosi nel Varesotto negli anni Sessanta, il primo pentito a svelare il ruolo della’ndrangheta nel sequestro di Cristina Mazzotti, rinvenuta cadavere, a soli 18 anni, a Galliate il primo settembre 1975. Una storia vera, uno spaccato di cronaca e dell’Italia degli anni’70, cui seguì un processo, chiuso nel ’97, che ha coinvolto 126 imputati e portato a 7 ergastoli e a 520 anni di reclusione complessivi. La trama del film: Antonio, figlio di Giacomo, boss calabrese trapiantato in Lombardia, dopo aver commesso molti omicidi si ribella diventando collaboratore di giustizia nel 1990. Dagli omicidi al traffico di droga, fino al pentimento per una vita trascorsa nel crimine e alla ribellione nei confronti del padre. Sullo sfondo la protesta sociale, la sessa che porterà il protagonista a scalzarsi dal giogo e dalla ferocia del padre boss. Perché a un certo punto «Ammazzare Stanca».
L’intervista alle gemelle Francesca e Roberta Vecchi
Francesca e Roberta Vecchi, una sorprendente storia di denuncia, dopo decine di set da «Velocita’Massima» a «La Seconda Vita», tanto per citarne qualcuno.
Come è andata?
«Abbiamo condotto uno studio approfondito sulla storia dei luoghi-teatro d’ndrangheta attraverso tre decenni,’70,’80 e’90, fra Sud e Nord, dove poi si è sviluppata. Siamo rimaste affascinate dalla Calabria, dove in parte è stato girato il film, paese ricco di cultura e di persone talentuose e diversamente creative. Luogo unico e imprescindibile per restituire, anche nei costumi, uno spaccato d’Italia di un certo momento storico, ricostruito attraverso una storia famigliare che è anche lo specchio di un certo tipo di mentalità e della fatica che si faceva a combatterla. Ci siamo calate in quel mood e poi ce ne siamo staccate. Per rendere il tutto con originalità, senza andare fuori tema».
Aneddoti?
«Il regista ci ha chiesto di non usare stereotipi. Così abbiamo lavorato per sottrazione. E con 50 attori non è stato semplice. Come imbruttire Vinicio Marchioni (nel film Giacomo Zagari, il boss senior), un attore che porta naturalmente verso la bellezza. Ci siamo ispirate alla trasformazione di Marlon Bando ne Il Padrino, cercando l’abbruttimento con un occhio alla poesia».
Sarete sul red carpet?
«Sì. Non è la nostra prima volta, ma ci torniamo davvero con piacere. Dopo 7 mesi di lavoro siamo fiere di rappresentare, per parte nostra, il cinema italiano, quest’anno, finalmente, tornato davvero protagonista a Venezia».
Siete costumiste, docenti, anime creative ed animatrici culturali, quali sono i vostri prossimi programmi?
«Di continuare a essere tutte queste cose ancora per un bel po’. Perché la passione è più forte della fatica. Crediamo nei giovani, che verranno coinvolti sempre di più nel programma della prossima stagione de «Il Posto» che si amplierà e accoglierà nuove proposte anche collegate alla docenza. Accanto al corso per costumisti cinematografici faremo laboratori di trucco, capelli, invecchiamento, usure».
Nel cast di «Ammazzare stanca», accanto a Gabriel Montesi, Vinicio Marchioni, Selene Caramazza, Andrea Fuorto e tanti altri anche Rocco Papaleo nel ruolo di don Peppino Pesce. Prodotto da Pier Giorgio Bellocchio e dai Manetti bros. produzione Mompracem con Rai Cinema, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission, il film sarà distribuito prossimamente in sala.
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