Gazzetta di Modena

Lo spettacolo

Tosca D’Acquino a Modena in “Cena con sorpresa”: «Un inno all’amore ironico»

di Laura Solieri

	Tosca D'Acquino con Montedoro, Fornari e Mirra
Tosca D'Acquino con Montedoro, Fornari e Mirra

L’attrice in scena al teatro Michelangelo insieme a Simone Montedoro, Toni Fornari e Elisabetta Mirra: «Lo spettacolo esplora dinamiche sempre più presenti nelle nostre vite»

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MODENA. Stasera e domani (20 e 21 gennaio) alle 21 al teatro Michelangelo di Modena, saranno in scena Tosca D’Aquino, Simone Montedoro, Toni Fornari e Elisabetta Mirra, diretti da Toni Fornari nella commedia “Cena con sorpresa” (ultimi biglietti in vendita anche online su Vivaticket). Stefania e Arnaldo sono una coppia affiatata e benestante sposata da molti anni. I due sono i genitori di Angelica, una ragazza di vent’anni. Una sera, la coppia invita a cena il loro migliore amico, Francesco De Palma, anche lui architetto e cinquantenne. Stefania e Arnaldo sono all’oscuro del fatto che Francesco e la loro figlia Angelica intrattengono una relazione da ormai un anno. Angelica ha scelto proprio quella serata come il momento propizio per rivelare ai genitori il loro legame, spingendo Francesco a raccontare la verità sulla loro relazione. “Cena con sorpresa” è una commedia scritta dai quattro autori del Golden: Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli. Questo team ha già collaborato a numerose pièce teatrali di successo, tra cui “Terapia terapia”, “La casa di famiglia”, “Finché giudice non ci separi”, “Il prete e il bandito” e “Ritorno al presente”.

D’Aquino, questa pièce invita a riflettere su come le nostre menti “benpensanti” reagiscano alle situazioni che stravolgono i nostri modi di pensare e vivere?

«Esattamente. È molto divertente vedere come una famiglia altoborghese, che all’apparenza accetta tutto, comprende tutto, parla con grande sicumera di discorsi astratti, quando invece questi discorsi si fanno reali, e in questo caso i genitori capiscono che la loro piccina è la donna di cui parla l’amico fraterno, ecco allora che succederà qualsiasi cosa. Si ride tantissimo e si riflette tantissimo».

Arnaldo è un affermato avvocato penalista, mentre Stefania, il suo personaggio, che donna è?

«È un architetto che dedica gran parte del suo tempo alla beneficenza. È la classica donna altoborghese, un po’superficiale, ricca, un po’snob. Ma quando le toccano la figlia, esce un suo lato molto verace e dal punto di vista attoriale tutto ciò è molto divertente, perché hai due registri completamente diversi da tenere. Il padre vive una situazione di non accettazione, mentre sarà la madre a fare da paciere».

La commedia si concentra sul dilemma di Francesco: alla fine, è una commedia che ci parla di amore e coraggio di dire la verità?

«È fondamentalmente un inno all’amore. Divertente, ironica, comica, questa commedia esplora dinamiche sempre più presenti nelle nostre vite, specialmente quando una situazione ci tocca da vicino e ci sconvolge».

La sua bella carriera nella commedia brillante e non solo, ci ricorda il potere della risata, soprattutto in questi tempi bui.

«Porto con me le parole di una signora, che a fine di uno spettacolo, è venuta a salutarmi e a ringraziarmi, raccontandomi che quella sera era uscita di casa devastata per le notizie mondiali della giornata ma grazie allo spettacolo aveva riso di cuore, era stata bene, si era emozionata e commossa, aveva riflettuto. Questo, per me, è il teatro».

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