Gazzetta di Modena

Musica

Caterina Caselli e i 60 anni di “Nessuno mi può giudicare”, un successo celebrato dalla Treccani

di Paolo Martini

	Caterina Caselli con Domenico Modugno a Sanremo 1966 (foto Facebook Caterina Caselli Sugar)
Caterina Caselli con Domenico Modugno a Sanremo 1966 (foto Facebook Caterina Caselli Sugar)

Il celebre Istituto dell’Enciclopedia la include nel volume dedicato alla Musica Contemporanea per la carriera del “Casco d’Oro” e la canzone che si classificò al secondo posto del Festival di Sanremo 1966

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SASSUOLO. Sessant’anni fa, il 27 gennaio 1966, una giovanissima Caterina Caselli, non ancora ventenne, saliva sul palco del Festival di Sanremo con un brano destinato a entrare nella storia della musica italiana: “Nessuno mi può giudicare”. Oggi, l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani le rende omaggio dedicandole una voce nell’Enciclopedia della Musica Contemporanea, appena pubblicata, celebrando non solo il successo della canzone, ma l’intera carriera di una delle figure più iconiche del panorama musicale italiano, nata a Modena il 10 aprile 1946 e cresciuta a Sassuolo.

La carriera da cantante

“Nessuno mi può giudicare”, classificatasi al secondo posto dopo “Dio, come ti amo”, interpretata insieme a Domenico Modugno da una ancora più giovane Gigliola Cinquetti, ebbe un successo travolgente, anche grazie al look della Caselli, con un’acconciatura ideata dai celebri parrucchieri milanesi Vergottini che le valse il soprannome di “Casco d’Oro”. La canzone, scritta inizialmente per Adriano Celentano, si trasformò immediatamente in un musicarello, un film musicale incentrato appunto su un cantante, e la stessa sorte toccò a “Perdono”, con la quale vinse, sempre nel 1966, il Festivalbar. Tornò a Sanremo l’anno seguente con “Il cammino di ogni speranza”, in coppia con Sonny & Cher, cui seguì un altro musicarello, “Io non protesto, io amo” (1967) , mentre scalava la hit-parade con “Sono bugiarda”.

La carriera da produttrice

Dopo stagioni di grandi risultati, tra cui il trionfo nel 1968 al Cantagiro con “Il volto della vita”, e “Insieme a te non ci sto più”, piccolo capolavoro di Paolo Conte, a partire dagli anni Settanta seguirono moderati successi di classifica fino alla decisione, nel 1975, di abbandonare la carriera di cantante e dedicarsi all’attività di talent scout e produttrice discografica (insieme con il marito Piero Sugar, sposato nel 1970), inizialmente con l’etichetta Ascolto e poi con Sugar. In questo ruolo ha dimostrato sin dall’inizio tutte le sue qualità, con una serie di scelte vincenti che hanno permesso il lancio di alcuni dei nomi più significativi della musica italiana degli ultimi decenni, quali ad esempio Pierangelo Bertoli, gli Area, Andrea Bocelli, Elisa, i Negramaro, gli Avion Travel, Malika Ayane, Madame e Sangiovanni. Un percorso di successi culminato nel 1990 con l’affermazione internazionale di “Un’estate italiana”, sigla dei Campionati mondiali di calcio di Italia 90, incisa in coppia da Gianna Nannini ed Edoardo Bennato.