Stasera su Rai 1 debutta “Cuori 3” con la cagnolina modenese Olivia protagonista
Una presenza silenziosa ma costante, che entra nella quotidianità della famiglia formata da Delia Brunello e Alberto Ferraris, interpretati da Pilar Fogliati e Matteo Martari. Il racconto di Marco Annoni, educatore cinofilo e proprietario del cane
MODENA. Torna il programma tv “Cuori” e, con lui, una presenza modenese decisamente particolare. Nella terza stagione della fiction di Rai 1 diretta da Riccardo Donna, in onda in prima serata da stasera (domenica 1 febbraio) e ambientata nella Torino del 1974, tra i protagonisti compare anche la modenese Olivia. Non un’attrice, ma… un cane. Una presenza silenziosa ma costante, che entra nella quotidianità della famiglia formata da Delia Brunello e Alberto Ferraris, interpretati da Pilar Fogliati e Matteo Martari. “Cuori”, dopo due stagioni di grande successo e ascolti sempre sopra i quattro milioni di spettatori a serata, continua a raccontare le vicende del reparto di cardiochirurgia delle Molinette intrecciando storie personali, sfide professionali e scoperte mediche. La terza stagione introduce alcune novità nel cast e nella narrazione, mantenendo però intatto il suo stile. Tra queste, c’è anche Olivia, che porta in scena una dimensione più domestica e quotidiana, lontana dalle corsie ospedaliere ma perfettamente integrata nel racconto. E dietro la sua presenza sul set c’è il modenese Marco Annovi, educatore cinofilo e proprietario di Olivia, che ha seguito l’intero percorso di preparazione e le riprese della serie. A raccontarcelo è lui stesso.
Annovi, che esperienza è stata lavorare su un set come quello di “Cuori”?
«Dietro a pochi secondi di riprese c’è un lavoro complesso che coinvolge tantissime persone e, in alcuni momenti, anche una forte tensione. Il mio obiettivo principale era fare in modo che tutto questo non arrivasse a Olivia».
Qual è stata la difficoltà maggiore?
«Proteggere il cane dallo stress emotivo. In una produzione lunga cinque mesi, con ritmi serrati, è normale che ci siano momenti di nervosismo, ma il cane deve rimanerne completamente fuori».
Come ha reagito Olivia a questo ambiente?
«Molto bene. È un cane interattivo, ama lavorare e stare con le persone. È stata accolta con grande affetto fin dalle prime giornate e questo l’ha aiutata a vivere il set in modo positivo».
Anche fuori scena riceveva attenzioni?
«Sì, e per fortuna. Coccole, carezze e momenti di gioco non sono mai mancati».
Quanto è stata importante la preparazione prima delle riprese?
«Olivia è il mio cane, condividiamo la quotidianità. Ha cinque anni e possedeva già molte competenze utili per vivere in un contesto sociale. A queste si sono aggiunti esercizi specifici richiesti dal copione».
Avete lavorato anche con gli attori?
«Molto. Gran parte del lavoro è stata fatta fuori dal set, in momenti di vita quotidiana insieme agli attori. Questo ha permesso di creare un rapporto autentico, che poi si vede nelle scene».
Come è arrivata la scelta di Olivia per la fiction?
«Sono iscritto alla Film Commission come animal trainer. In origine il cane doveva essere maschio e più piccolo, ma dopo l’incontro con il regista Riccardo Donna e la valutazione delle competenze di Olivia, la scelta è cambiata».
Quando si sono svolte le riprese?
«Tra fine gennaio e fine maggio dell’anno scorso. Le scene sono circa cinquanta, girate in undici giornate complessive, con turni anche lunghi e in alcuni casi fino a notte».
Olivia tornerà anche in futuro?
«Al momento non si sa, perché la quarta stagione non è ancora stata confermata».
