Gazzetta di Modena

L’addio

Alessandra Necci lascia Modena: dirigerà Palazzo Reale a Napoli

di Stefano Luppi

	Alessandra Necci
Alessandra Necci

Lascia la guida di Gallerie Estensi e Palazzo Ducale di Sassuolo: «Ho lavorato tantissimo per la città e i suoi musei e ho potuto conoscere persone fantastiche»

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MODENA. «Ho dato davvero l’anima per la Galleria Estense e la Biblioteca Estense di Modena e per il Palazzo Ducale di Sassuolo, tutti infatti sapete del mio amore per la dinastia degli Este ed è perciò un grande dolore andare. Ma la vita è fatta di coincidenze e riguardo la nuova direzione a Napoli il ministero per ora mi ha informato mercoledì della nomina, per il momento dunque continuo a lavorare sotto la Ghirlandina e in futuro non è escluso si possa fare una mostra insieme sulle dinastie estense e napoletana, perché no?». Come suo solito Alessandra Necci - dal dicembre ’23 direttrice del museo autonomo composto da Galleria e Biblioteca a Palazzo dei Musei nonché dell’aggregato Ducale di Sassuolo, la “delizia” di campagna dei duchi - appena nominata a capo del Palazzo Reale di Napoli è un fiume in piena, ma ieri nelle sue parole c’era anche tristezza per dover lasciare la nostra città. «Sono legatissima a Modena - prosegue la dirigente ministeriale, anche docente alla Luiss di Roma e scrittrice di biografie femminili - e ho lavorato tantissimo per la città e i musei, peraltro qui ho conosciuto persone fantastiche oltre a uno staff appassionato. Davvero non si poteva fare di più, ma non interromperemo i rapporti, ne sono certa». Anche perché per ora il ministero della Cultura retto dal ministro Alessandro Giuli non ha spiegato se Necci manterrà l’interim a Modena dopo il passaggio al Reale di Napoli. Quest’ultimo, dominante in piazza del Plebiscito, per oltre tre secoli è stato il centro del potere dell’allora capitale partenopea e di tutta l’Italia meridionale: qui infatti stava la corte dei Borboni mentre ora i visitatori accolti dallo straordinario scalone in marmo bianco possono accedere all’Appartamento di Etichetta, al Museo della Fabbrica, al Museo Caruso e ai giardini ammirando affreschi, arazzi, mobili pregiati, porcellane di Sèvres, quadri da Battistello Caracciolo a Luca Giordano fino ai paesaggisti dell’Ottocento. Ma la direttrice Necci, dopo avere spiegato che «la mia famiglia ha legami molto forti con Napoli e io stessa colleziono presepi napoletani, certo sarà una bella sfida», si concentra sulla sua esperienza modenese e anche sulla recente esposizione a Roma della Bibbia di Borso d’Este (ora tornata in cassaforte a Modena). «Ho provato emozioni molto forti quando a vedere la mostra nella Biblioteca del Senato della Bibbia d’oro, uno dei più celebri libri del mondo, abbiamo ricevuto la visita di papa Leone XIV. Altrettanta emozione quando abbiamo contraccambiato la visita al Santo Padre, portando la Bibbia in Vaticano prima del rientro a Modena». Ieri la direttrice romana ha trovato il tempo di riepilogare brevemente quanto portato a termine alle Gallerie Estensi: «Sono composte da luoghi bellissimi dove vivono persone dal carattere molto aperto, un aspetto che apprezzo tantissimo, anche per questo abbiamo lavorato a fondo e tanto altro è stato messo in cantiere. Tutto quanto promesso è comunque stato fatto, a partire dall’atrio della Galleria dedicato alla storia degli Este in modo che i visitatori capiscano dove si trovano. Abbiamo anche valorizzato la biblioteca, intervenuti al Ducale di Sassuolo e organizzato mostre come quelle sugli allestimenti nel corso del tempo della Galleria e anche quella degli Egizi».

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