Gazzetta di Modena

L’iniziativa

Giornate Fai di Primavera, a Modena 5 tesori aprono le loro porte


	I 5 luoghi Fai da scoprire
I 5 luoghi Fai da scoprire

Sabato 21 e domenica 22 marzo cinque scrigni della cultura aperti al pubblico: Bibilioteca Estense, Villa Coccapani a Fiorano, Castello di Guiglia, Palazzo Corbelli a Concordia e Villa Clementina a Magreta

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MODENA. Potrebbe essere paragonata a un percorso di cura dell’anima, ma non è altro che una camminata tra gli scaffali, in mezzo a centinaia di volumi. Una visita accompagnata da chi ne possa spiegare la storia, andando al di là dei dorsi e delle copertine, affinché le biblioteche diventino «i granai in cui ammassare riserve contro un inverno dello spirito» di cui parlava Marguerite Yourcenar. Alessandra Necci, direttrice delle Gallerie Estensi, ha ricordato le parole della scrittrice francese per raccontare la Biblioteca Estense Universitaria, uno dei cinque luoghi che apriranno al pubblico in occasione delle Giornate Fai di Primavera 2026, sabato 21 e domenica 22 marzo. «Cosa sono la cultura, i libri, il bello? Dei ponti, delle infrastrutture immateriali necessarie per costruire l’identità individuale e collettiva. Sono una bussola, una carta geografica per orientarci nella realtà». Il Fai ha la capacità di farsi interprete di questi scrigni artistici e storici, permettendo ai visitatori di apprezzarne la straordinarietà e di far nascere una gemma di consapevolezza nei più piccoli. «Quando si è bambini anche la cultura è un gioco, un aiuto a vedere la vita con una mediazione potentissima». La biblioteca, nata da una passione degli Este, rappresenta solo una delle proposte del calendario Fai pensato per abbracciare Modena e la sua provincia.

A Guiglia i cittadini saranno accolti al Castello, una delle architetture più ricercate nel contesto appenninico. Le sue radici antiche hanno lasciato tracce visibili, permettendo di riavvolgere il nastro fino al 1266, quando le vicende di Guiglia si intrecciano con la nascita dei borlenghi. Prima fortezza, poi palazzo estivo. Diventerà anche un albergo idroterapico e, ancora dopo, ospedale militare durante la Prima Guerra Mondiale. La struttura si trasforma con il passare degli anni, perde il ponte levatoio e la sua veste medievale, arrivando ad accogliere l’arredamento per un casinò nel 1946. «Durante i bombardamenti del secondo conflitto mondiale vengono ricoverate importanti opere delle Gallerie Estensi nei sotterranei del castello», ha spiegato Iacopo Lagazzi, sindaco del Comune di Guiglia.

Anche Concordia prevede un’apertura speciale: Palazzo Corbelli, costruito nella prima metà del XVII secolo da Lodovico Corbelli, segretario del Duca di Mirandola, sarà visitabile in seguito alla sua definitiva riapertura come sede municipale. «In una sala è possibile notare come, nel recupero post-sisma, sia stata messa in evidenza una crepa, il segno che la storia prosegue e il terremoto entra nella biografia del palazzo, come è successo con la vita di tutti gli abitanti della Bassa». A raccontarlo è stata Katia Pedrazzoli, vicesindaca di Concordia. In occasione delle Giornate Fai di Primavera l’amministrazione ha realizzato un programma di attività ed eventi per valorizzare l’intero centro storico e la sua peculiarità: «la conformazione dei portici non disegna una linea retta, ma segue il corso del Fiume Secchia».

A Fiorano verranno spalancate al pubblico le porte di Villa Coccapani Pignatti Morano, costruita nella prima metà del Seicento su volontà del conte Ludovico Ronchi, istitutore del duca Alfonso III d’Este. «Ha un giardino all’italiana che guarda il borgo e un parco all’inglese che arriva alla collina. È un luogo veramente incantevole. Ha ospitato personaggi illustri come Ludovico Antonio Muratori», ha sottolineato Patrizia Curti, delegata culturale Fai Modena, dando qualche anticipazione sul percorso di visita.

Un’altra tappa primaverile del Fai sarà a Magreta. Villa Clementina, risalente ai primi decenni del Settecento, è stata realizzata dall’ingegnere e possidente Giuseppe Spezzani e dal figlio Giovanni Paolo. «La struttura è quella della classica villa emiliana: quadrangolare, con bugnato ai lati e, in alto, l’altana», ha concluso Curti.

Le schede dei 5 luoghi

  1. MODENA, BIBLIOTECA ESTENSE – La biblioteca raccoglie la collezione libraria degli Estensi, le cui prime tracce risalgono al XIV secolo con il marchese Niccolò III. Nel 1598 la Biblioteca seguì la dinastia nel trasferimento della capitale da Ferrara a Modena. Nel 1881 trovò la sua collocazione al secondo piano del Palazzo dei Musei e si fuse di fatto con la Biblioteca Universitaria. Si visiteranno le Sale Storiche della Biblioteca Estense, di recente rigenerate, che conservano sugli scaffali l’Antico Fondo Estense a stampa. Sarà possibile vedere tre delle più importanti mappe custodite: la Carta del Cantino (1501-1502), il Planisfero Castiglioni (1525) e il Mappamondo Catalano (circa 1450-1460), oltre ai due Globi (Terrestre e Celeste), realizzati da Willem Blaeu tra il 1628 e 1638.
  2. FIORANO, VILLA COCCAPANI – Villa Coccapani è una delle residenze di villeggiatura più importanti dal punto di vista architettonico di tutto il territorio modenese e reggiano. Vicino al palazzo ducale di Sassuolo, è stata residenza di villeggiatura degli Estensi. Dal ’600 il territorio diFiorano ha visto nascere numerose ville per le famiglie nobili che seguivano i duchi negli spostamenti. Villa Coccapani è senza dubbio la più imponente per le dimensioni dell’edificio e per il doppio giardino ancora oggi conservato. Gli spazi interni si presentano con decorazioni principalmente ottocentesche, ma conservano tracce del passato come i monumentali stemmi Estensi in legno dipinti dello scalone. Tante sono le curiosità che verranno raccontate durante la visita, come gli ospiti illustri che da lì sono passati.
  3. MAGRETA, VILLA CLEMENTINA – Villa Clementina o Casino Spezzani è tra le poche ville del territorio modenese che ancora conservano l’organizzazione originale settecentesca. Si tratta di una caratteristica che ne determina l’eccezionalità, dovuta anche alla posizione: si trova a ridosso del grande parco ducale di Sassuolo, dove all’interno o nelle vicinanze non erano ammesse altre residenze signorili, se non per particolari eccezioni. E villa Clementina lo fu in quanto residenza del medico personale del duca. Il fascino che vi si respira passeggiando nel doppio giardino, visitando i saloni affrescati e ascoltando la storia dei proprietari appartenenti a tre delle famiglie altoborghesi tra le più prestigiose del modenese (Spezzani, Cionini e Forghieri) ne fanno una meta imperdibile
  4. GUIGLIA, CASTELLO – Il Castello di Guiglia è rimasto per decenni in gran parte inaccessibile. Il piano nobile, costituito da un susseguirsi di saloni decorati, è stato chiuso fino a pochi anni fa, mostrando segni di degrado e spoliazioni, ma conserva elementi di grande interesse, unici nell’Appennino. Negli ultimi anni, grazie alla locale Pro Loco, sono stati realizzati interventi di valorizzazione: la ricostruzione della "stanza di Ugolino da Guiglia", un piccolo museo dedicato al borlengo e l’installazione di un binocolo panoramico sulla torre. In precedenza sono stati recuperati alcuni arredi storici del casinò, tra cui un tavolo da roulette. Le visite consentono di scoprire ambienti normalmente chiusi al pubblico, con curiosità sulla vita e le tradizioni locali.
  5. CONCORDIA, PALAZZO CORBELLI – Palazzo Corbelli è uno degli edifici più rappresentativi di Concordia sulla Secchia. Costruito nella prima metà del XVII secolo da Lodovico Corbelli, segretario del Duca di Mirandola, sorse in posizione strategica lungo il fiume Secchia e sulla via per Mirandola. Nel 1704, durante la guerra di successione spagnola, fu l’unico edificio a salvarsi dall’incendio che distrusse il paese, poiché sede del comando militare. Nel Settecento passò alla famiglia Zanoli, che lo trasformò in palazzo signorile. Acquistato dal Comune nel 1861, divenne sede municipale e fu progressivamente rinnovato. Danneggiato dal sisma del 2012, è stato restaurato e restituito alla comunità nel 2025 come sede municipale.

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