Gazzetta di Modena

Il lutto

Addio a Gino Paoli, ha fatto sognare e innamorare generazioni di italiani

di Claudio Maddaloni

	Gino Paoli (foto LaPresse)
Gino Paoli (foto LaPresse)

Mondo della musica in lutto per la morte del cantautore genovese, marito della modenese Paola Penzo

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MODENA. Gino Paoli, morto oggi all'età di 91 anni, ha dedicato l'intera sua vita alla musica lasciando capolavori indimenticabili che sono nei cuori di tutti, e che hanno fatto sognare e spesso innamorare generazioni di italiani, da 'Sapore di sale' a 'Il cielo in una stanza', due tra le più belle canzoni italiane di tutti i tempi, a 'La gatta', 'Che cosa c'è', 'Senza fine' e tanti altri. Tra i fondatori della cosiddetta 'scuola genovese', con altri mostri sacri come Luigi Tenco, Fabrizio De Andrè, Bruno Lauzi, Umberto Bindi, Paoli in realtà non era nato a Genova ma a Monfalcone (Gorizia), il 23 settembre del 1934. La sua famiglia però (il padre, Aldo Paoli, era ingegnere navale) si trasferì nel capoluogo ligure pochi mesi dopo la sua nascita. Ed è qui, nel quartiere Pegli, che l'artista trascorre la sua infanzia e scopre, anche grazie alla madre, pianista, la passione per la musica. I primi lavori arrivano sotto la direzione artistica di Nanni Ricordi, con i 45 giri incisi nel 1959 (La tua mano, Non occupatemi il telefono, Senza parole, Sassi). Non hanno successo, ma già l'anno successivo, con 'La gatta', le cose cambiano: è Mogol in persona a interessarsi di questo brano, che con il passaparola entra in classifica. Subito dopo è lo stesso Mogol a proporre a Mina di interpretare 'Il cielo in una stanza', scritta da Paoli, che rappresenta la definitiva consacrazione dell'artista come cantautore. Nel 1961, dall'incontro con Ornella Vanoni con cui intreccia una relazione, nascono alcuni dei suoi più grandi successi, come 'Senza fine' e 'Anche se'. Appena l'anno successivo arriva l'incontro con Stefania Sandrelli, di cui Paoli si innamora e che le darà una figlia, Amanda: una relazione che crea scandalo, perché quando i due si conoscono Paoli è sposato e Sandrelli ancora minorenne. Nel 1963 nasce 'Sapore di sale' e, poco dopo, 'Che cosa c'è'. Nonostante il grandissimo successo, il 1963 segna un anno di svolta per l'artista per un altro motivo: il tentato suicidio, probabilmente a causa delle difficoltà e crisi sentimentali, l'11 luglio. Paoli si spara un colpo di pistola al cuore. Si salva, perché il proiettile non perfora il miocardio ma si ferma nel torace senza toccare organi vitali. Ma non può essere rimosso, troppo pericoloso: da quel giorno è vissuto con il proiettile nel pericardio. Nel 1964 partecipa al Festival di Sanremo, al quale ha preso parte in sette edizioni, ma comincia un periodo di minor successo, fino al 1971, quando torna con una trilogia di album più impegnati, mentre si dedica anche al lavoro di talent scout e produttore. Un nuovo grande successo arriva con 'Una lunga storia d'amore' nel 1984, brano che dà il là a un tour trionfale in coppia con Ornella Vanoni. Nel 1991 arriva l'album 'Matto come un gatto', il cui singolo 'Quattro amici' vince il Festivalbar. Ancora soddisfazioni per Paoli nel 2002 con il ritorno a Sanremo e nel 2004 con il nuovo disco 'Ti ricordi? No, non mi ricordo', realizzato e portato in tour ancora con Ornella Vanoni. Negli anni successivi, prende parte alla stesura di 'Domani', canzone di solidarietà per gli abruzzesi colpiti dal terremoto del 2009. Dalla prima moglie, Anna Fabbri, l'artista ha avuto il figlio Giovanni, nato nel 1964, nello stesso periodo in cui nasceva Amanda Sandrelli dalla sua relazione con Stefania. Tra gli anni '60 e '70 ha avuto una lunga relazione con Ornella Vanoni, scomparsa appena quattro mesi fa. Dal 1991 era sposato con l'autrice di alcuni suoi brani Paola Penzo, con la quale ha avuto due figli, Nicolò nel 1980 e Tommaso nel 1992.