Gazzetta di Modena

Cultura

La Pimpa come guida: così i bambini scoprono i tesori di Modena

di Michele Fuoco
La Pimpa come guida: così i bambini scoprono i tesori di Modena

La famosa cagnolina di Altan esplora le Gallerie Estensi, un viaggio tra arte e cultura della città. L’iniziativa è di Franco Cosimo Panini Editore

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MODENA. I musei a portata anche di bambini e delle loro famiglie. Ecco quanto rendono possibile le singolari guide di Franco Cosimo Panini Editore che recano in copertina Pimpa, la dolce cagnolina a pois rossi creata dal celebre fumettista e vignettista Altan. Con la Pimpa si è fatto già luce su città (c’è pure una guida di Modena), parchi e famosi musei d’Italia, come la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia e per il Museo Egizio di Torino. Ora è a Modena e nei giorni scorsi la presentazione ufficiale, presso la Biblioteca Estense, di “Pimpa alle Gallerie Estensi”, pubblicata dal grande editore modenese, famoso nel mondo per i facsimili degli splendidi Codici Miniati e di “Mirabilia Italiae”. Ne hanno parlato ampiamente Alessandra Necci, direttrice delle Gallerie Estensi, Maria Teresa Panini della Franco Cosimo Panini, e Federica Venturelli, assessore alla scuola, con la moderazione del giornalista Stefano Luppi.

La guida

L’eccezionale guida, a cura di Anna Maria Piccinini, nasce come progetto di collaborazione tra le Gallerie Estensi e la casa editrice per consentire una più facile conoscenza dei tantissimi tesori custoditi nelle gallerie. Un approccio gradevole ai capolavori, perché le immagini racchiudono leggerezza e rappresentazione ludica ma vitale, di sicuro senso della misura e del buon gusto, di giocosa manifestazione, garbata e affettuosa, che permettono il naturale coinvolgimento dei più piccoli. «È un modo di raccontare, giocando con i bambini che - sostiene Maria Teresa Panini - possono conoscere un minimo di storia della famiglia d’Este e opere molto importanti». Si va dal busto di Francesco I d’Este scolpito da Bernini, il Vestibolo degli Estensi, dipinti di straordinari maestri, come Velazquez, Correggio, Veronese, oggetti provenienti dalla corte ducale, la biblioteca, il Palazzo Ducale di Sassuolo, il lapidario e anche il complesso San Pietro.

I commenti

«I libri di Pimpa - evidenzia Maria Teresa - sono oltre 300 e un’ottantina compongono la collana delle guide. Una collana iniziata una decina d’anni fa. Pimpa va via accompagnata da amici e torna, di sera, a casa dove l’aspetta il padre Armando al quale racconta ciò che ha visto. Abbiamo pensato a questa collana per chi comincia a vivere in una determinata città e non ha la possibilità di conoscere la sua storia. Per questo abbiamo raccontato la storia ma anche le curiosità, trovando modi giocosi. È una collana utile per i genitori ma anche per gli insegnanti. I lettori sono quelli dai due a cinque anni, ma il libro viene usato moltissimo per le scuole elementari, perché il racconto si svolge in modo semplice e curioso. Poiché lavoriamo con i musei, abbiamo pensato di fare una collana parallela. Pimpa ha lavorato per più generazioni. Noi siamo una trasmissione continua del personaggio. Tutti i libri di Pimpa sono fatti da un’unica persona, Altan». Alla direttrice Alessandra Necci la Pimpa le è stata sempre cara. «È da quando, bambina, leggevo - dice - il Corriere dei Piccoli. È un ottimo strumento, di cui siamo molo contenti, per avvicinare i bambini, alla cultura, ai musei, all’arte. In verità compro tanti libri da bambini, perché sembra che s’impari di più che da quelli dei grandi. È un libro delizioso che ho chiesto di fare ai Panini, quando sono arrivata a Modena, più di due anni fa. La Pimpa è uno strumento didattico certo, accattivante per avvicinare i bambini a Modena, Sassuolo. Ho sempre insistito sull’importanza dei bookshop, e questo libro è da considerare una delle pietre miliari, un connubio di conoscenza, tra il bello e il gioco. Credo che esso sia bello, agile, pieno di imput che cerchiamo di trasmettere con le Gallerie Estensi». Per l’assessora Federica Venturelli «dopo 50 anni la Pimpa continua ad essere un riferimento anche per altre generazioni. È una straordinaria possibilità per rendere accessibile la cultura della nostra città, delle nostre radici, anche a bambine e bambini. Il nostro impegno è di rendere la città a misura di bambino. Investire sulle nuove generazioni è la strategia per il futuro delle nostre comunità. E il progetto si pone come opportunità anche per gli insegnanti che vogliono raccontare un pezzo di storia della città in modo semplice, fruibile per i bambini, anche attraverso il gioco che è un grandissimo strumento educativo».