“Uno sbirro in Appennino” debutta su Rai1: Claudio Bisio tra giallo e ironia
Questa sera la prima puntata della nuova serie girata in Emilia: protagonista il commissario Vasco Benassi, interpretato dal celebre comico e attore, nel paese immaginario di Muntagò
MODENA. Claudio Bisio protagonista e i monti emiliani sullo sfondo di un nuovo poliziesco – con note in stile comedy – pronto a sbarcare su Rai1 da domani per quattro prime serate (ma i primi due episodi sono già disponibili su RaiPlay ). “Uno sbirro in Appennino” – prodotta da Picomedia in collaborazione con Rai Fiction e con la regia di Renato De Maria – narra le vicende e i casi che finiscono sulla scrivania del commissario Vasco Benassi (Bisio) nel suggestivo scenario di Muntagò, immaginario paese d’origine del personaggio, che rappresenta l’intero Appennino, con la sua bellezza, le tradizioni, l’anima popolare e lo spopolamento. Benassi, pur titolare di un bel curriculum di successi investigativi, ha commesso un errore che paga con un “punitivo” ritorno a casa. Ma le indagini che deve affrontare lo costringono a riprendere contatto con le sue radici e con le persone che si è lasciato alle spalle. Come la cugina Gaetana (Elisa Di Eusanio), ispettrice del commissariato di Muntagò, che prova a offrirgli il calore della famiglia; il marito di lei, Bruno (Ivan Zerbinati), vecchio rivale in amore; il fidato Fosco (Michele Savoia), giovane agente di polizia che decide di seguirlo in Appennino perché ne riconosce l’umanità e la lealtà. Ma più di tutte le vecchie conoscenze, quella che si impone fortemente nella vita di Vasco Benassi è Nicole Poli (Valentina Lodovini), grande amore platonico di gioventù, diventata solitaria quanto lui per via di brutte esperienze in amore e di un lavoro impegnativo (è la prima sindaca donna di Bologna). Al gruppo degli adulti si inserisce la trama legata al figlio di Gaetana e Bruno, Macchio (Jacopo Dei), e al figlio di Nicole, Magico (Lorenzo Minutillo), grandi amici che perdono la testa per Amaranta (Chiara Celotto), giovane poliziotta partenopea che viene mandata come agente di rinforzo al commissariato di Muntagò. «Se Benassi mi somiglia? Sono un figlio degli anni ’70 e non amo le divise, pur rispettando il lavoro che svolgono – spiega Bisio – detto questo il personaggio è stato scritto su di me, per cui ci sono diverse cose che mi appartengono, anche dal punto di vista del carattere». Benassi, prosegue Bisio, «è un tipo un po’ naïf, irruento, che ha modi bruschi nonostante sia un pezzo di pane». L’attore si dice contento del ritorno in Rai dove, spiega, «sto benissimo. Se ci sono in programma altre collaborazioni con le reti del servizio pubblico? Vediamo intanto come va la serie». E quando gli chiedono se pensa a una nuova co-conduzione di Sanremo, se la cava con una battuta: «Faremo una riunione con i vertici per pensare un’alternativa a Sanremo». Al suo fianco nel ruolo di Amaranta la giovane Chiara Celotto, a instaurare un rapporto con Benassi dagli esiti al momento imprevedibili. «Per una serie di motivi lei ha creato una corazza attorno a sé e cerca di non creare legami con le persone – dice Celotto a proposito di Amaranta – è lunatica e tutto quello che può destabilizzarla emotivamente la fa reagire con rabbia. Ha una linea emotiva molto movimentata che non riesce a gestire al meglio ma ha anche un rapporto passionale col suo lavoro. Come personaggio è molto simile a Benassi: è determinata e sboccata e non segue proprio pedissequamente le regole». Il regista De Maria l'ha definito un «poliziesco alla nostra maniera» perché «è diverso dal genere che è solo poliziesco». «Abbiamo raccontato il territorio alla nostra maniera, nel modo più personale possibile e ogni attore è riuscito a trasmettere le caratteristiche del proprio personaggio».
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