Stardust, a teatro con Hera: il clima che cambia
L’attrice Alessia Canducci racconta ai ragazzi come è nato lo spettacolo dedicato alla Terra
MODENA. Uno spettacolo teatrale sul cambiamento climatico. Un binomio all’apparenza inusuale ma che unendo arte e scienza in modo unico riesce ad affrontare un tema attuale, urgente e serio in una modalità inedita. Questa l’essenza di Stardust – Polvere di stelle, ispirato all’omonimo libro pubblicato da Orecchio Acerbo (2024) scritto e illustrato da Hannah Arnesen e tradotto da Laura Cangemi.
A portarlo in scena è l’attrice Alessia Canducci nell’ambito del progetto di divulgazione scientifica dedicato alle scuole superiori promosso dal Gruppo Hera dal titolo Pozzo di scienza, che quest’anno compie vent’anni. Stardust è uno spettacolo nuovo, si rivolge ad un target di adolescenti e adulti, rappresenta un'opportunità originale, toccante e molto efficace che ritrae il cambiamento climatico e l'impatto dell'uomo sul Pianeta portando il lettore in un viaggio attraverso il passato, il presente e il futuro della Terra con un linguaggio che unisce emozioni, musica e poesia a dati scientifici.
Noi studenti della 3H del liceo Carlo Sigonio abbiamo incontrato l’attrice Alessia Canducci per parlare dello spettacolo – un monologo che ha di recente portato in scena anche al teatro Storchi di Modena insieme al musicista Federico Squassabia – e capire meglio il lavoro che si cela dietro di esso. Ad assistere, circa cinquecento ragazzi e ragazze degli istituti superiori modenesi.
Canducci, ci può raccontare com’è nato lo spettacolo?
«Mare di libri, il festival di letteratura interamente dedicato agli adolescenti che si svolge ogni anno a Rimini a metà giugno, mi ha proposto di lavorare su questa pubblicazione della scrittrice ed illustratrice Arnesen. Inizialmente nutrivo dei dubbi perché trovavo il libro troppo duro, ma dopo averlo riletto ho cambiato idea e ho deciso di accettare. Sono contenta che il Gruppo Hera abbia colto il valore dello spettacolo e lo abbia inserito tra gli appuntamenti per celebrare i vent’anni del pozzo di scienza».
Di cosa parla?
«Affronta il tema del cambiamento climatico da punti di vista diversi: scientifico, filosofico e poetico. Lo spettacolo segue quasi tutto il libro ed è diviso in tre momenti: una lettera alla Terra e al suo passato, una al lettore/spettatore focalizzata sul presente e una rivolta a un bambino del futuro, immaginando cosa accadrà alle prossime generazioni».
Com’è strutturata la performance?
«La narrazione dura circa 55 minuti. Sul palco c’è un grande schermo dove scorre un video con le illustrazioni del libro, editate da Giovanni Vincenti. Mentre le immagini passano l'attrice, cioè la sottoscritta, interpreta il testo mentre il musicista, Federico Squassabia, suona dal vivo delle musiche composte apposta per questa storia».
Perché è difficile parlare di questi temi?
«Spesso le persone smettono di ascoltare quando si parla di crisi ambientale perché è un tema abbastanza delicato. Lo spettacolo serve proprio a rompere questa barriera, usando l’arte per far riflettere senza risultare pesanti o noiosi».
*Liceo Sigonio, classe 3h
