Gazzetta di Modena

Arte

Dopo le mostre di Dalì e de Chirico, a Modena la Parigi di Doisneau e il Giappone di Hokusai

di Michele Fuoco
Dopo le mostre di Dalì e de Chirico, a Modena la Parigi di Doisneau e il Giappone di Hokusai

Straordinari eventi per la nuova stagione espositiva nell'ala nuova del Palazzo dei Musei

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MODENA. Di Salvador Dalì e Giorgio de Chirico sono le mostre a Modena che hanno registrato il maggior numero di visitatori. Si contano a decine di migliaia le persone che hanno voluto vedere le opere di due eccellenti rappresentati dell’arte del ’900: Dalì tra i protagonisti del Surrealismo e de Chirico padre della metafisica. Comprensibile l’entusiasmo del sindaco Massimo Mezzetti e dell’assessore alla cultura Andrea Bortolamasi, perché l’organizzazione dei due eventi si deve al Comune di Modena che ha trovato e fatto suo uno spazio accogliente nella nuova ala del Palazzo dei Musei (ex ospedale Estense). Inevitabile pensare al futuro e programmare, quindi, le mostre del prossimo anno. E per la stagione 2026/27 sono stati resi noti gli artisti, di fama nazionale, di cui viene proposto l’opera. Ecco i nomi: il parigino Robert Doisneau (Gentilly 1912 – Parigi 1994), la cui mostra viene inaugurata il 24 settembre prossimo e terminerà il 24 gennaio del prossimo anno; e il giapponese Katsushika Hokusai (1760–1849) il cui lavoro sarà al centro dell’attenzione di appassionati e collezionisti, e non solo, durante i mesi invernali e primaverili (da febbraio a giugno) del 2027.

Gli artisti e le opere esposte

Nella mostra di Doisneau, a cura di Gabriel Bauret, vengono esposte 150 immagini in bianco e nero. Le strade della periferia parigina costituiscono il suo soggetto preferito. L’artista ha saputo raccontare, con grande sensibilità, la poesia della vita quotidiana. Le opere provengono dalla Collezione dell’Atelier Doisneau. Ha lasciato un’eredità di circa 450mila negativi. Le foto da presentare a Modena sono state scattate dagli anni Trenta ai anni Sessanta. , soprattutto a Parigi e nella sua banlieu. Scatti rappresentativi della sua opera sono “Le Baiser de l’Hotel de Ville”. Sono sempre la visione del fotografo e il suo personalissimo spirito ad attirare l’attenzione e a suscitare emozioni.

Di Hokusai, genio assoluto del periodo Edo, si apprezza lo stile pittoresco e vario. Rappresenta tutto un popolo in azione, dalla borghesia elegante ai lavoratori dei campi, della città, del mare. L’artista è noto pe i suoi studi dei fiori, degli animali e dei personaggi. La sua opera ha ridefinito l’estetica dell’arte orientale, traghettandola dalla tradizione classica verso una dimensione moderna e globale, capace di influenzare profondamente anche l’arte occidentale. Il periodo della vita dell’artista corrisponde al secolo d’oro della xilografia policroma, la tecnica che caretterizzò l’arte del Periodo Edo. Hokusai è un artista molto amato, non solo in Giappone.

Modena sempre più al centro

«Una scelta di nomi di primo piano – dice il sindaco Mezzetti – per grandi e significative mostre: Doisneau è il fotografo parigino per eccellenza con il suo bianco e nero, che ha rappresentato le vie, le strade parigine, in particolare la banlieu. Ne soffriva se doveva allontanarsi da Parigi. Hokusai è noto per la sua famosa onda, riprodotta in vari modi, di iconografia giapponese. Spero che i modenesi e i turisti possano rispondere favorevolmente, come lo è stato per la mostra di de Chirico. Stiamo qualificando sempre più la parte espositiva della nostra offerta culturale. Lo spazio delle mostre è di grande qualità».

Oltre 33 mila visitatori per la mostra di de Chirico, in quattro mesi. Anche il Comune ha potuto recuperare delle risorse che possono agevolare la realizzazione delle due prossime mostre. «Dopo aver realizzato la mostra di de Chirico – rivela Michele Pizzi, direttore generale di Silvana Editoriale – si vuole dare continuità al percorso stabilito. Abbiamo notato che Modena ha risposto molto bene all’iniziativa culturale de Chirico. Anche le mostre di Doisneau e Hokusai possono suscitare uguale interesse. Si deve offrire continuità al percorso di mostre perché il pubblico possa aver più maggiore attenzione all’arte. La mostra di de Chirico ha avuto risultati molto soddisfacenti. Ha contribuito a rafforzare il Comune di Modena. Con queste mostre si afferma la collaborazione con vari istituti culturali italiani e stranieri». Raggiante l’assessore Bortolamasi, «perché c’è anche chi ha dimostrato interesse e vuole investire in queste nostre esposizioni. Andiamo ad integrare l’offerta culturale della città su cui possiamo costruire un turismo culturale. Si sta dando continuità ad uno spazio aperto nel 2024».

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