Le escursioni in Appennino di Rita e Ivan, dove il pranzo al sacco è un piatto di tortellini
Sciacca, siciliana, e Borrino, campano, vivono e lavorano a Modena: la loro pagina socil “Dosi di Viaggio” propone piccole capsule di evasione dalla routine quotidiana
MODENA. Lei è siciliana, lui campano. Entrambi vivono e lavorano a Modena. Sono Rita Sciacca e Ivan Borrino di “Dosi di Viaggio”, e non è la solita pagina da travel blogger. Quello che propongono è una versione in pillole del viaggio: piccole capsule di evasione dalla routine quotidiana. E tra le loro abitudini, quando sono immersi nella natura, ce n’è una piuttosto particolare: durante i trekking mangiano tortellini come pranzo a sacco.
Esperienze “compresse”
Le loro destinazioni funzionano come una ricetta medica: indicazioni chiare, ingredienti semplici e un “foglietto illustrativo” con le istruzioni per l’autosomministrazione di viaggetti e gite fuori porta. Esperienze “compresse”, accessibili con poco budget. Di solito la terapia prevede mete tra le più lontane e sorprendenti del mondo. Ma in questi giorni, in cui prendere un volo inizia a diventare più complicato a causa delle tensioni internazionali e delle possibili chiusure dello spazio aereo, la cura cambia prescrizione.
La riscoperta dell’Appennino
Perché non riscoprire quei luoghi a due passi da casa? È così che le loro pillole di viaggio partono dall’Appennino. Qualche tempo fa si sono recati presso i Prati di Sara, una località di grande impatto paesaggistico ai piedi del Monte Cusna. Il trekking parte dal Rifugio Monte Orsaro. In un paio d’ore si raggiunge l’immensa prateria, attraversando boschi e sentieri di montagna. Ad attenderli a destinazione avrebbero trovato una sorpresa: un manto di neve che aveva ricoperto tutto di bianco. Una piccolissima ferrata di qualche metro poco prima di arrivare e, dopo l’ultimo sforzo, la magia. «Ci siamo piacevolmente smarriti in un fantastico deserto bianco». Raggiunti i prati hanno ben pensato di fare uno spuntino.
Un piatto di tortellini in vetta
E da buoni modenesi d’adozione, quale miglior ricetta se non i tortellini? Per cucinarli in alta quota hanno dovuto portare con sé un comodissimo fornellino a gas da campeggio, una pentola, sempre formato viaggio, una bottiglia di brodo già pronto e un pacco di tortellini. Tutta roba che entra facilmente in uno zainetto da trekking. Cuocerli poi è semplicissimo: fai bollire il brodo, cali i tortellini e in tre minuti sono pronti. Poi ovviamente tanto parmigiano. Non è molto più complesso che preparare un panino. «Vuoi mettere però, con quel freschetto, la sensazione del brodo fumante dopo una bella camminata in montagna?». Abbiamo deciso poi di fare il bis, calando altri tortellini, ma il brodo si era ristretto troppo, ci raccontano. Così gli chef, in versione “into the wild”, improvvisano una versione in crema di parmigiano, facendo fioccare, è proprio il caso di dirlo, come neve, tutto il grattugiato. Esperimento riuscito alla grande. A fuoco spento, il fresco della vallata ha contribuito a regolare alla perfezione la temperatura del piatto, favorendo la fusione del formaggio.
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