Danza, “Corpi in rivolta” in scena allo Storchi: diritti, ascolto e democrazia
La compagnia Art Gravity porta sul palco un percorso partecipato che ha coinvolto il Liceo Venturi, tra arte, teatro, danza e filosofia
MODENA. Va in scena domenica 24 maggio al Teatro Storchi di Modena alle ore 18 lo spettacolo “Corpi in rivolta”, l’ultima creazione d ella compagnia Art Gravity di Equilibra.
Corpi in rivolta
«Corpi in rivolta nasce da una domanda semplice e radicale: che cosa accade ai diritti quando smettiamo di ascoltare? - spiegano Giuliana Pinelli e Marta Medici, direttrici artistiche di Equilibra- Il progetto prende forma non a partire da verità precostituite, ma dai nodi emersi nel confronto tra studenti, artiste e insegnanti mettendo a fuoco il rapporto tra diritti, giustizia, principi morali, conflitto e democrazia». Al centro della ricerca, che ha coinvolto anche numerosi ragazzi delle superiori cittadine non vi è tanto l’assenza di una risposta definitiva, quanto il silenzio che si genera quando viene meno la disponibilità ad ascoltare davvero l’altro. «Da questa urgenza- continuano- è nato un percorso teatrale e laboratoriale che ha intrecciato filosofia, arti circensi, danza, poesia, arti visive e architettura, con l’obiettivo di esplorare il diritto a manifestare non soltanto come diritto politico, ma come gesto umano, poetico e corporeo». Il progetto coinvolge attivamente il pubblico, chiamato non semplicemente ad assistere, ma a lasciarsi attraversare da parole, immagini, suoni e movimenti, diventando parte integrante dell’esperienza scenica.
Lo spettacolo
Nella parte finale dello spettacolo, lo sguardo si sposta dalle grandi questioni globali alla quotidianità delle relazioni umane. Emergono dialoghi incapaci di ascolto, conversazioni trasformate in monologhi, relazioni consumate nell’attesa di “rubare” la parola all’altro. « I corpi entrano così in rivolta contro l’indifferenza, contro l’abitudine a ridurre chi ci sta davanti a un ostacolo, a un avversario o a una semplice appartenenza ideologica - puntualizzano le direttrici- L’ascolto viene raccontato come una pratica difficile e necessaria: un esercizio continuo di messa in discussione di sé, ma anche un gesto profondamente empatico. Ogni persona porta con sé vissuti, fragilità, esperienze e ferite differenti». l percorso creativo che ha portato alla realizzazione dello spettacolo ha visto il coinvolgimento degli studenti del Liceo artistico Venturi.
Gli studenti
Gli studenti sono stati coinvolti non soltanto attraverso le materie di indirizzo, ma anche tramite un approfondito lavoro filosofico che ha permesso loro di entrare nel merito della drammaturgia e dei temi affrontati nello spettacolo. «Attraverso lo studio dei filosofi e delle questioni analizzate in classe - spiegano Medici e Pinelli- i ragazzi hanno riflettuto su temi fondamentali quali il diritto all’istruzione, all’informazione, all’identità, ai diritti delle donne e al diritto alla vita. Questo lavoro teorico è stato successivamente tradotto in esperienza scenica attraverso il linguaggio del corpo, della danza, della musica e delle arti circensi».
Il progetto
La compagnia Art Gravity di Equilibra con le coreografe Elena Maria Cricchio, Matilde Corni, Arianna Garulli e Cecilia Salami, ha lavorato a stretto contatto con gli studenti, e i docenti raccogliendo emozioni, domande e stati d’animo emersi durante il percorso scolastico. Il lavoro artistico non si è limitato però alla rappresentazione dei diritti, ma ha cercato di incarnarli come esperienza viva, condivisa e concreta. Corpo, voce e gesto sono diventati strumenti di pensiero critico, relazione e trasformazione sociale. «Nel progetto - concludono le coreografe- il corpo non rappresenta semplicemente qualcosa: si espone, si offre allo sguardo e rende visibile la vulnerabilità e la resistenza che appartengono all’esperienza umana. La danza attraversa la precarietà, l’equilibrio, il respiro e il limite, trasformando questi elementi in forma sensibile. Il movimento non spiega il mondo, ma lo lascia apparire diversamente». Info e prenotazionoi sul circuito Vivaticket o direttamente presso la biglietteria del Teatro Storchi in largo Garibaldi.
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