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Musica

Modena, concerto-evento al Pavarotti-Freni: i figli di Ennio Morricone raccontano il genio di papà

di Paola Ducci

	Andrea Morricone
Andrea Morricone

Andrea dirige l’Orchestra Filarmonica del Teatro Comunale e Marco descrive il grande personaggio nell’appuntamento a conclusione del festival L’Altro Suono

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MODENA. Stasera alle 21 al Teatro comunale Pavarotti-Freni di Modena, a conclusione del festival L’Altro Suono, è in programma il concerto “È mio padre – Morricone dirige Morricone”. Il concerto sarà presentato come prova generale aperta al pubblico (a pagamento), una speciale anteprima modenese del tour organizzato da International Music And Arts.

Il progetto sinfonico dei figli

Il progetto sinfonico dedicato all’eredità artistica di Ennio Morricone prende vita attraverso una prospettiva unica: quella dei suoi figli. A guidare l’Orchestra Filarmonica del Teatro Comunale di Modena sarà Andrea Morricone, mentre Marco Morricone sarà la voce narrante. Un progetto che riporta la musica di Ennio Morricone alla sua origine più profonda, intrecciando esecuzione, racconto e immagini in una forma essenziale, evocativa e diretta. «L’abbiamo chiamata prova generale aperta al pubblico, ma di fatto è un concerto strutturato a tutti gli effetti, costruito su più livelli – spiega il maestro Andrea Morricone – . Abbiamo voluto creare uno spettacolo dal ritmo coinvolgente, capace di trasportare il pubblico in un’atmosfera di entusiasmo e partecipazione».

I capolavori di Ennio Morricone

A sei anni dalla scomparsa, avvenuta il 6 luglio 2020, Ennio Morricone continua a imporsi come una delle più alte espressioni della musica del Novecento. Autore di oltre 470 colonne sonore per cinema e televisione, vincitore di due Premi Oscar e tre Grammy Awards, collaboratore di registi come Sergio Leone, Brian De Palma, Oliver Stone e Roman Polanski, ha cambiato per sempre il rapporto tra immagine e suono, lasciando un catalogo che attraversa generi, linguaggi e generazioni. “È mio padre” si muove all’interno di questa eredità e la riporta sulla scena nella sua dimensione più autentica. Andrea Morricone ha selezionato alcune delle partiture più celebri del padre e le propone così come sono state concepite, senza adattamenti o rielaborazioni. Il risultato è un suono che conserva intatta la scrittura del Maestro, nella sua precisione e nella sua forza evocativa, capace di richiamare immagini ormai appartenenti alla memoria collettiva. «Abbiamo scelto i brani più significativi della sua produzione – afferma Morricone – senza tralasciare quelli che hanno reso mio padre celebre nel mondo. Le esecuzioni saranno accompagnate da immagini inedite, per un’esperienza coinvolgente e immersiva che vedrà la partecipazione del Coro da Camera Ricercare Ensemble, del soprano Vittoriana De Amicis, del baritono Alessio Quaresima Escobar, della pianista Cecilia Grillo e dell’Orchestra Filarmonica del Teatro Comunale di Modena».

Il programma del concerto-evento

Il programma si sviluppa come un racconto in musica attraverso alcune delle pagine più iconiche del compositore. Dalle note di “C’era una volta il West” si ripercorre il lungo sodalizio con Sergio Leone, nato negli anni Sessanta ma radicato molto più indietro, quando i due erano compagni di scuola. Il viaggio prosegue con titoli fondamentali come “La Califfa” e “The Mission”, fino alla suite di “Nuovo Cinema Paradiso”, che include il celebre tema d’amore firmato da Andrea Morricone. Completano il programma “Here’s to You”, scritta con Joan Baez per “Sacco e Vanzetti”, e, in chiusura, “Se telefonando”, pagina entrata nella memoria collettiva che rivela un altro volto della scrittura morriconiana. Accanto alla musica, Marco Morricone accompagnerà il pubblico con racconti e ricordi tratti dal libro “Ennio Morricone. Il genio, l’uomo, il padre”, pubblicato da Sperling & Kupfer nel 2024, restituendo un ritratto costruito tra memoria familiare e storia artistica. «Io e Marco siamo felici di portare in scena questo concerto – conclude Andrea Morricone –. Di nostro padre conserviamo moltissimi ricordi. Non dimenticherò mai quando, a undici anni, mi sedetti al pianoforte per suonare una melodia che avevo sognato durante la notte. Papà si avvicinò, mi fece i complimenti e poi si sedette accanto a me, aggiungendo tutta la parte armonica. Un altro episodio che porto nel cuore riguarda “Lemma”, composizione per due flauti e due pianoforti realizzata insieme per Tornatore. Lavorammo separatamente e solo dopo sovrapponemmo le nostre parti: quasi per magia ne nacque un brano straordinario».

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