Musica, meglio gli anni ’80 o ’90? La grande sfida a Modena con Gino Castaldo e Ema Stokholma
Questa sera (25 luglio) in piazza Sant’Agostino un viaggio attraverso due decenni di canzoni e artisti. Sul palco il giornalista e critico musicale e la conduttrice radiofonica
MODENA. Una volta erano i Sessanta contro i Settanta. Oggi la sfida è tra gli Ottanta e i Novanta. Quale il decennio musicalmente migliore? Una domanda che divide appassionati di musica, nostalgici e intere generazioni e che oggi diventerà il cuore di uno spettacolo capace di trasformare ricordi e passioni in un coinvolgente confronto dal vivo. Alle 21.30, in piazza Sant’Agostino, arriva infatti “’80 contro ’90”, uno degli appuntamenti dell’estate modenese, la rassegna promossa dal Comune di Modena con il sostegno della Fondazione di Modena e del Gruppo Hera. L’ingresso è libero e gratuito. Più che uno spettacolo tradizionale, “’80 contro ’90” è un viaggio narrativo attraverso due decenni che hanno cambiato il modo di ascoltare musica, di vivere il tempo libero e di guardare al futuro.
Sul palco Gino Castaldo e Ema Stokholma
A guidare il pubblico saranno due protagonisti d’eccezione: Gino Castaldo, tra i più autorevoli giornalisti e critici musicali italiani, ed Ema Stokholma, conduttrice radiofonica e personaggio profondamente legato alla cultura pop contemporanea. I due saliranno sul palco con ruoli ben definiti. Castaldo sarà il paladino degli anni Ottanta, mentre Stokholma difenderà gli anni Novanta in una sorta di duello culturale fatto di canzoni, immagini, racconti e ricordi condivisi. «Per molto tempo gli anni Ottanta sono stati considerati un decennio minore rispetto ai Sessanta e ai Settanta – sostiene Castaldo – In realtà sono stati anni straordinariamente innovativi, che hanno cambiato il linguaggio della musica, dell’immagine e della comunicazione. Basta pensare alla nascita di MTV, all’esplosione del videoclip e all’affermazione di artisti che hanno segnato un’epoca». Dall’altra parte della barricata c’è Ema Stokholma, che rivendica con orgoglio il ruolo dei Novanta. «Sono gli anni con cui sono cresciuta e che sento più vicini – racconta – Un decennio che ha saputo mescolare generi diversi, creare nuovi immaginari e raccontare una generazione in trasformazione. È stato un periodo libero, creativo e ricchissimo di contaminazioni».
La musica anni ’80 e ’90
La scenografia stessa riflette il confronto tra le due anime della serata: da una parte una consolle da dj, dall’altra un leggio con iPad. Al centro un grande schermo sul quale scorrono immagini e video che accompagnano il racconto. La musica diventa così la colonna sonora di una narrazione che attraversa storia, costume e società. Nel corso della serata si alterneranno aneddoti e riferimenti che hanno contribuito a definire due epoche. Gli anni Ottanta porteranno sul palco icone come Bruce Springsteen, Prince e Madonna, la rivoluzione della new wave, il successo di gruppi come i Soft Cell e le trasformazioni tecnologiche che hanno accompagnato l’arrivo del Macintosh. Ma saranno ricordati anche eventi che hanno segnato profondamente la coscienza collettiva, dal disastro di Chernobyl all’emergere dell’Aids. «Gli anni Ottanta – osserva Castaldo – sono stati un laboratorio straordinario. Dietro l’apparente leggerezza del pop c’era una grande voglia di sperimentare e di immaginare il futuro. Molte delle innovazioni che oggi diamo per scontate sono nate proprio allora». Gli anni Novanta risponderanno con la forza del rock alternativo e della cultura globale. Sul grande schermo sfileranno i Nirvana, gli Oasis, i Daft Punk, il fenomeno delle boy band e quello delle Spice Girls, simboli di una stagione capace di rinnovare linguaggi e stili. «I Novanta hanno aperto nuove strade – spiega Stokholma –. Hanno abbattuto confini tra generi musicali e culture diverse, creando un immaginario che ancora oggi continua a influenzare artisti e creativi. Molte delle sonorità contemporanee arrivano direttamente da quel periodo». Uno degli aspetti più originali dello spettacolo sarà il coinvolgimento del pubblico. Gli spettatori non saranno semplici ascoltatori, ma parte della sfida.
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