Anche Lonely Planet ha scoperto l’Appennino: ecco una guida per viaggiatori
In un nuovo volume della famosa casa editrice sono proposti 24 itinerari e tracciati da fare in auto, moto o caravan
MODENA. Ulisse Fest, festival a Genova di Lonely Planet a Genova, ha ospitato la prima presentazione di “Appennino on the road”, la nuova guida dell’Appennino. Realizzata da Lonely Planet, Denis Falconieri l’autore, da un’idea Uncem con il presidente Marco Bussone che ha ispirato un anno fa anche la realizzazione di “Alpi on the road”.
La guida con 24 itinerari
In tutto 24 itinerari per l’Appennino, 150 pagine, tracciati da fare in auto, moto, caravan. Percorsi tra le montagne appenniniche, che partono e viaggiano dalle Città. Una nuova narrazione, importante per i turisti ma anche per le comunità locali e gli amministratori. Se c’è un elemento che caratterizza l’Appennino più di ogni altra cosa è l’atmosfera che lo pervade: un mix di nostalgia, fascino malinconico e bellezza struggente che ritorna puntuale dietro ogni curva, talmente intenso da sembrare quasi tangibile. «E di un velo di malinconia sono spesso intrisi i racconti legati a queste montagne lontane dal turismo di massa, erose dallo spopolamento e relegate ai margini come luoghi secondari – spiega l’autore, Denis Falconieri –». I 24 itinerari suggeriti in questa guida, che si snodano dalla Liguria alla Sicilia attraverso l’intera dorsale appenninica, sono un invito a spostare l’attenzione dalla nostalgia alle nuove possibilità, dalla difesa del passato ai nuovi stimoli, dall’abbandono ai progetti che offrono opportunità di vita guardando verso il futuro. Fate in modo, quindi, che il vostro viaggio non sia un’esperienza che consuma i luoghi in maniera asettica, ma si trasformi in un’occasione di scambio reciproco con le comunità che abitano i luoghi che attraverserete. Perché viaggiare significa anche prendersi la responsabilità di restituire qualcosa».
Viaggiare immersi nella natura
Un racconto totalmente nuovo dell’Appennino nella guida, in tutte le librerie e le piattaforme. Non ci sono (più) l’abbandono e il rancore qui. Queste montagne fatte di paesi e foreste, paesaggi che generano speranza, scelgono una narrazione diversa. Nuove famiglie, bambini, case da riaprire e condividere, cammini e voglia di essere. È quella forza del racconto che in queste pagine porta in un viaggio unico – dopo quello tra le Alpi dei sette Stati – uscendo dalle autostrade, dalle grandi stazioni, collegando città e paesi lungo i crinali. «Ci sono i parchi naturali con dentro distretti manifatturieri e produzione economica, lavoro, pascolo fra i tratturi e i “crateri” delle ricostruzioni dopo calamità che hanno tirato sempre fuori le migliori forze – evidenzia Marco Bussone, oresidente Uncem – Non scopri a caso questo pezzo di Italia lungo mille chilometri. Lo scegli in una lettura dall’alto verso il basso o viceversa, riconoscendo la straordinaria forza comunitaria che rende l’Appennino Parco d’Europa unico e ricchissimo di biodiversità, frutto di un intreccio tra natura e uomo».
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