Gazzetta di Modena

Danza

Filippo, dalla Capriola all’Accademia della Scala

di Nicola Calicchio
Filippo, dalla Capriola all’Accademia della Scala<br>

Ranzi, 15enne modenese, approda alla scuola di ballo di Milano

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MODENA. Partirà da Modena con destinazione Milano e lunedì mattina varcherà la soglia della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala. Per Filippo Ranzi, quindicenne modenese, allievo della scuola di danza La Capriola, il sogno sta finalmente per diventare realtà. «Sono felice, anche se provo un po’ di preoccupazione. A Modena lascio tante amicizie e la mia famiglia, ma trasferirmi a Milano non significa perdere i miei amici: quasi ogni fine settimana tornerò a casa. Ho tanta energia e voglia di iniziare questo nuovo percorso». Filippo sa di dovere molto all’ambiente in cui è cresciuto e alla scuola che lo ha accompagnato nel suo percorso: «La Capriola non insegna soltanto danza. Qui ho costruito tante amicizie e rapporti bellissimi con gli insegnanti, che ti insegnano anche a stare con gli altri, a rispettare gli amici e i maestri e ad avere educazione. La danza classica non è soltanto ballare: è anche disciplina, rispetto e formazione personale. Quando vieni qui impari molto più della tecnica».

La passione per la danza classica non è nata subito. Da piccolo Filippo non stava mai fermo: sentiva la musica e iniziava a ballare, qualunque fosse il genere. Si esibiva sul letto dei genitori, improvvisando acrobazie e salti. A sei anni i genitori lo hanno iscritto a ginnastica artistica, un’esperienza agonistica che gli ha permesso di sviluppare flessibilità e preparazione fisica. «È stata un’esperienza che mi ha aiutato tantissimo, ma successivamente ho sentito il desiderio di cambiare e all’età di undici anni ho voluto provare la danza». All’inizio Filippo era più attratto dalla danza contemporanea che dalla classica. «Poi ho cominciato a vivere la danza come una sfida con me stesso. Volevo migliorare, vedere i miei progressi e provare ad andare sempre oltre».

«La soddisfazione è tanta, anche se sentiremo la sua mancanza. In fondo è come un figlio che, giustamente, a un certo punto spicca il volo per inseguire il proprio sogno – spiega Martina Ronchetti, che dirige La Capriola insieme a Francesca Ronchetti e Mira Giangregorio – È la conferma che il lavoro che svolgiamo quotidianamente è riconosciuto anche dalle più importanti istituzioni della danza».
 

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