Dylan Dog festeggia 40 anni: la modenese Barbara Baraldi firma l’albo evento
L’indagatore dell’incubo festeggia l’anniversario con “Prima che sia l’alba”, una storia firmata dalla creativa di Mirandola
MODENA. Quarant’anni e non sentirli. Soprattutto se ti disegnano sempre nel fiore dei tuoi trenta. Dylan Dog è proprio così. Eternamente giovane. E tormentato. Attratto – forse anche irrimediabilmente catturato – senz’altro affascinato, dal dark side. Di quella vita, fantasy, che si esprime per di-segni. Popolati da fantasmi e da creature della notte, o del terrore, come gli zombi. Di quella vita in salsa splatter. E adesso che sta per soffiare le sue prime quaranta candeline non si contano gli eventi organizzati per i suoi seguaci, Dylaniati & C.
L’akbo 481 per i 40 anni
Creato da Tiziano Sclavi, Dylan Dog è stato pubblicato per la prima volta il 26 settembre 1986. Ora l’albo 481 lo celebra nell’anniversario dei suoi primi 40 anni con una storia firmata da Barbara Baraldi, creativa modenese dai molti talenti, scrittrice, sceneggiatrice, da qualche anno curatrice degli albi di Dylan per Bonelli editore. Questa storia – disegnata da Antonio Furnò – si intitola «Prima che sia l’alba» e uscirà sabato, per l’occasione tutta a colori, con quattro diverse copertine realizzate da Gianluca e Raul Cestaro, attuali copertinisti del mensile, Claudio Villa, il primo a illustrare le cover della collana, Corrado Roi, Maestro delle Ombre, e Angelo Stano, l’artista che ha visualizzato la maggior parte delle copertine pubblicate nel corso della storia del personaggio. Un albo che dà il la a una festa che – a partire da oggi, 26 settembre – si dipanerà lungo tutto lo stivale.
Baraldi e Dylan Dog
Per Barbara Baraldi, con Dylan, non è la prima volta. La prima storia l’ha scritta nel 2012, poi ne sono venute altre. Questa gravita attorno a un diario dell’indagatore degli incubi che per i lettori è sempre rimasto un mistero. Anche lui – come i comuni mortali – deve affrontare domeniche di pioggia – in fondo non ha superpoteri, nemmeno quelli che possono cancellare la noia – quindi sfogliare vecchi diari può essere un buon passatempo. Però fra i suoi ne spunta uno diverso. La calligrafia è la sua ma una serie di piccoli particolari suggeriscono che non è lui l’autore. Come sia finito lì è un mistero. Una storia che in fondo è un’ode all’amicizia e a un certo spirito di resilienza. Quello che spinge a non arrendersi né alla morte né alla perdita dei cari. La cosa che affascina il lettore, c’è da scommetterci, è che il protagonista sia – fondamentalmente – uno di noi. Un essere umano con le sue fragilità, le sue fobie. Capace però di affrontarle. Dylan – ha detto Baraldi «è capace di affrontare incubi che diventano metafore della realtà. É uno specchio del nostro lato oscuro».
Chi è Barbara Baraldi
La scrittrice mirandolese, tra l’altro, ha in serbo nuovi progetti, presto a scaffale. Il 27 ottobre esce la seconda puntata della nuova serie editoriale di cui sono protagoniste le sorelle Maia ed Emma Bettini, che segue il primo titolo, uscito per Giunti, «La stanza dei tarocchi». A novembre invece uscirà il film «The Nameless Ballade» (La ballata senza nome) scritto con il regista e musicista Federico Zampaglione. Un autunno dal foliage favolosamente noir.
Nata a Mirandola il 17 febbraio 1975, Barbara Baraldi è arrivata nel mondo del fumetto avendo già alle spalle una luminosa carriera da scrittrice di gialli e thriller. Dopo aver vinto nel 2006 il Premio Gran Giallo Città di Cattolica con un racconto breve, l’anno dopo ha esordito nel formato lungo con il romanzo «La collezionista di sogni infranti». In seguito ha pubblicato con Mondadori, Castelvecchi, Einaudi e Giunti romanzi e racconti tradotti e pubblicati anche in altri Paesi. Tra questi, la trilogia di Scarlett e la saga con protagonista la profiler Aurora Scalviati. L’esordio fumettistico è del 2011 grazie a Delos Book, seguito da collaborazioni con Walt Disney Company. Pubblica in Francia con Soleil. In Sergio Bonelli Editore è arrivata nel 2012, con una storia breve nel nono Dylan Dog Color Fest. Al personaggio creato da Tiziano Sclavi lega interamente la sua carriera bonelliana, diventandone anche curatrice editoriale dal 2023.
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