Da Roche e San Raffaele un nuovo servizio di refertazione di analisi in farmacia

MILANO (ITALPRESS) – Un’analisi effettuata in farmacia tramite un semplice prelievo capillare dal dito si conclude con un referto medico validato, firmato dal Laboratorio dell’Ospedale San Raffaele e restituito in tempo reale al cittadino in farmacia. Questa è la novità del progetto “Refertazione Analisi in Farmacia. Farmacia e Laboratorio ospedaliero – Insieme per un nuovo percorso integrato: Vicino. Veloce. Validato.”, nato dalla partnership tra Roche Diagnostics e l’IRCCS Ospedale San Raffaele e presentato in una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di Federfarma, della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), della Società Italiana di Patologia Clinica e Medicina di Laboratorio (SIPMeL) e di Cittadinanzattiva. Questo nuovo servizio di refertazione analisi in farmacia, lanciato dopo una fase pilota in cinque farmacie tra Lombardia e Piemonte, sarà ora disponibile nelle farmacie che aderiranno al progetto su tutto il territorio nazionale, il cui elenco, costantemente aggiornato, sarà disponibile sul sito www.quipuoi.com.
Attualmente le analisi proposte in questo nuovo servizio includono il monitoraggio del profilo lipidico (colesterolo totale, HDL, LDL e trigliceridi) per la valutazione del rischio cardiovascolare, la misurazione della glicemia e dell’emoglobina glicata (HbA1c) per la prevenzione e il monitoraggio del diabete. Comprendono inoltre il dosaggio della proteina C-reattiva (PCR) per identificare tempestivamente eventuali stati infiammatori.
Questo servizio di refertazione analisi concretizza un nuovo modello di sanità integrata che si fonda sulla collaborazione sinergica dei due attori abilitata dall’infrastruttura tecnologica di Roche Diagnostics: unisce la capillarità della rete delle farmacie – primo presidio territoriale fondamentale per intercettare i bisogni latenti di salute – e la centralità del laboratorio dell’ospedale come unico garante della governance del dato clinico.
Un servizio, quello presentato durante la conferenza di oggi, pensato come supporto concreto alla prevenzione poichè consente l’individuazione precoce dei fattori di rischio legati a determinate patologie e il conseguente orientamento verso eventuali approfondimenti clinici effettuabili in centri specializzati a discrezione del medico curante. Il protocollo condiviso e la validazione ospedaliera previsti da questo nuovo servizio garantiscono la qualità delle analisi e l’affidabilità del referto.
La complementarietà tra gli attori coinvolti costituisce il punto di forza di questo percorso integrato che supporta un’evoluzione sostenibile del nostro sistema sanitario: la farmacia è il punto di accesso vicino al cittadino – può agire come primo filtro territoriale per ottimizzare i flussi territorio-ospedale; il laboratorio mantiene la responsabilità clinica validando i risultati e garantisce la qualità del dato clinico; l’infrastruttura tecnologica funge da ponte tra i due presidi, consentendo al cittadino di ricevere – nella farmacia aderente al servizio più vicina e in pochi minuti – un referto di laboratorio con valenza medico-legale.
“La vera innovazione in sanità non riguarda soltanto le tecnologie, ma la capacità di costruire nuovi modelli di assistenza partendo dai bisogni clinici dei cittadini – ha detto Federico Esposti, Direttore Strategico dell’IRCCS Ospedale San Raffaele -. E’ da questa visione che nasce la collaborazione con Roche Diagnostics, che ci ha permesso di portare la qualità e le competenze del laboratorio ospedaliero più vicino alle persone. Il San Raffaele garantisce la supervisione dell’intero percorso e la validazione clinica dei referti, contribuendo a un nuovo modello di sanità integrata, accessibile e di prossimità”.
“La collaborazione tra il San Raffaele, le farmacie e Roche mette in connessione competenze cliniche, prossimità territoriale e innovazione – ha proseguito Massimo Locatelli, Direttore del Servizio di Medicina di Laboratorio, IRCCS Ospedale San Raffaele -. Il nuovo modello di refertazione traduce questa sinergia in un percorso integrato che, grazie alla capillarità delle farmacie, avvicina la prevenzione ai cittadini e ne semplifica l’accesso, senza rinunciare alla qualità e all’affidabilità delle analisi di laboratorio. Un modello che esprime anche una mentalità che riconosce nella collaborazione tra gli attori dell’ecosistema salute un elemento imprescindibile per trasformare l’innovazione portata dall’industria in un contributo tangibile all’evoluzione sostenibile dell’assistenza”.
In farmacia, dove avviene materialmente l’analisi, sono impiegati dispositivi diagnostici professionali e certificati NPT (Near Patient Testing) di Roche conformi alle normative europee IVDR. Dopodichè, i dati rilevati dal farmacista vengono trasmessi subito, attraverso la piattaforma digitale che Roche fornisce alla farmacia, al laboratorio dell’Ospedale San Raffaele che ne verifica la qualità e valida i risultati. Dopo la firma digitale del Responsabile del Laboratorio, il referto viene restituito alla farmacia, e dunque al cittadino, in tempo reale. Durante tutto il percorso di analisi, la farmacia segue il protocollo redatto dall’Ospedale San Raffaele che prevede anche l’esecuzione di controlli di qualità e che è garantito da un sistema informatico che impedisce di eseguire esami senza seguire i passaggi definiti. La farmacia può contribuire a individuare fattori di rischio di determinate patologie, fornendo importanti informazioni utili al medico per delineare il percorso diagnostico più appropriato.
“La decentralizzazione della sanità richiede un’affidabilità diagnostica rigorosa e con il progetto pilota di ‘Refertazione Analisi in Farmacià uniamo la prossimità delle farmacie alla supervisione clinica dell’Ospedale San Raffaele, garantendo standard elevati e referti validati in tempo reale. Vogliamo valorizzare il territorio come presidio chiave per la prevenzione e la sostenibilità del sistema sanitario”, ha affermato Ramiro Pena, Healthcare Development Director di Roche Diagnostics Italia.
Il modello proposto da questo nuovo servizio di refertazione analisi si inserisce nello sviluppo della Farmacia dei Servizi in Italia: alla prossimità della farmacia si affianca la validazione clinica del laboratorio ospedaliero e viene valorizzato il ruolo del farmacista nei percorsi di analisi decentralizzata. In linea con il protocollo d’intesa FOFI-FNOB per il potenziamento della rete diagnostica sul territorio, la farmacia si conferma un presidio sanitario sempre più integrato nel Sistema Sanitario.
“La prevenzione parte dal territorio e i farmacisti svolgono un ruolo fondamentale nell’individuazione precoce dei fattori di rischio cardiometabolico, rendendo i controlli di salute più accessibili ai cittadini – ha commentato Andrea Mandelli, Presidente FOFI -. Un impegno concreto per ridurre l’impatto delle cronicità sui pazienti e sul servizio sanitario. Questo progetto conferma il valore della prossimità dei farmacisti e la capacità della nostra professione di coniugare l’accessibilità dei servizi con elevati standard di qualità e sicurezza, secondo un rigoroso protocollo operativo condiviso con l’ospedale e grazie al supporto della tecnologia. Una priorità per noi farmacisti e una garanzia per i cittadini: esami rapidi e affidabili, con risultati clinicamente validati da remoto, per orientare i pazienti verso gli approfondimenti diagnostici e i percorsi di cura necessari”.
La partnership tra Roche Diagnostics e Ospedale San Raffaele propone così un modello di sanità integrata e di prossimità, in cui ospedale, laboratorio e farmacia, grazie alla tecnologia, lavorano in rete per offrire ai cittadini un percorso di analisi affidabile, comprensibile e vicino a casa.
“Avvicinare l’assistenza ai cittadini significa rendere i percorsi di salute più accessibili, semplici e tempestivi. Il progetto nato dalla collaborazione tra le farmacie territoriali, l’Ospedale San Raffaele di Milano e Roche rappresenta un esempio concreto di come l’innovazione possa favorire nuovi modelli assistenziali, capaci di integrare le competenze del laboratorio specialistico con la capillarità delle farmacie – ha spiegato Antonio Antico, Presidente SIPMeL -. In questo percorso, il contributo dell’industria è fondamentale per mettere a disposizione tecnologie e soluzioni innovative che consentano di avvicinare i servizi di prevenzione alle persone, garantendo al tempo stesso appropriatezza clinica, sicurezza e qualità delle prestazioni. Per SIPMeL, il valore di questo modello risiede proprio nella capacità di costruire una rete integrata tra professionisti sanitari, strutture ospedaliere, farmacie e industria, nella quale ciascun attore contribuisce con le proprie competenze. Non si tratta di sostituire il laboratorio specialistico, ma di estenderne il valore sul territorio, rendendo la prevenzione di prossimità una risposta sempre più concreta ai bisogni di salute dei cittadini”.
“Oggi la normativa permette di effettuare in farmacia esami di prima istanza i cui esiti sono utili ai fini della prevenzione e del monitoraggio dello stato di salute e che sono eseguiti con apparecchi e procedure conformi agli standard di sicurezza ed efficacia. Guardiamo con fiducia ad un ampliamento del servizio, attraverso l’introduzione di test telerefertati, come già avviene per gli ECG e gli holter effettuati in farmacia e refertati da remoto dallo specialista”, ha aggiunto Clara Mottinelli, Tesoriere nazionale di Federfarma.
“La sfida per una sanità a misura di cittadino è dare a quest’ultimo servizi sempre più vicini, affidabili e integrati. Evitare inoltre che debba orientarsi da solo nel sistema sanitario è la vera innovazione. In tutto ciò sta il valore aggiunto di questo progetto che integra farmacia, laboratorio ospedaliero e professionisti sanitari, offrendo al cittadino non un semplice esito, ma un referto clinicamente validato, contribuendo ad evitare accessi ripetuti, duplicazioni e frammentazioni del percorso di salute. Non basta moltiplicare i punti di accesso alla sanità: dobbiamo costruire percorsi integrati tra professionisti e servizi, capaci di accompagnare le persone senza lasciarle sole. Questa sperimentazione rappresenta un’opportunità anche per il sistema sanitario, perchè può tradursi in risposte più appropriate, maggiore continuità delle cure ed equità nell’accesso”, ha concluso Maria Vitale, Responsabile Programmi Salute Cittadinanzattiva.
– foto f12/Italpress –
(ITALPRESS).
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