Gazzetta di Modena

**Camera: il Codice dei deputati diventa 'regola', ma come sanzioni solo trasparenza**

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Roma, 18 feb. (Adnkronos) - Obbligo di "dichiarare le proprie attività patrimoniali e finanziarie", di indicare le "liberalità" ricevute anche dai propri Comitati quando superano i 5mila euro l'anno, divieto di accettare "doni o benefici analoghi" del valore superiore a 250 euro. Il Codice di condotta dei deputati diventa a tutti gli effetti parte del regolamento della Camera, formalizzando una serie di doveri per gli eletti una volta varcata la soglia di Montecitorio. E' uno degli effetti della riforma del regolamento di Montecitorio, appena approvato dall'aula con un voto bipartisan enfatizzato da Lorenzo Fontana e valido dalla prossima legislatura: "Nell'80esimo dell'Assemblea costituente il metodo utilizzato è stato molto simile a quello che ci fu allora: un lavoro di squadra, una prova di maturità", ha detto il presidente della Camera. Sino ad oggi, il Codice di condotta era solo un atto approvato "in via sperimentale" dalla Giunta per il regolamento nel 2016. Con la riforma è stato inserito nell'articolo 16-ter, con l'esplicita previsione del Comitato consultivo sulla condotta dei deputati, un organismo già presente (lo presiede il deputato di FdI Riccardo Zucconi) ma da qui destinatario di una investitura formale completa. "Abbiamo fatto la scelta di portare la regolamentazione del Codice di condotta nel regolamento, era una raccomandazione del Greco (Group of States against corruption, ndr). Si è ritenuto di elevare il livello portandolo dentro il regolamento", ha spiegato il relatore Federico Fornaro. Il principio del Codice, che gli eletti "osservano con scrupolo e rigore" ormai anche formalmente, è quello che "i deputati agiscono con disciplina e onore, rappresentando la Nazione e osservando i principi di integrità, trasparenza, diligenza, onestà, responsabilità e tutela del buon nome della Camera dei deputati". E, soprattutto, "non ottengono né cercano di ottenere alcun vantaggio finanziario diretto o indiretto o altre gratifiche". (Adnkronos) - Diversi gli obblighi previsti, che si intrecciano con le disposizioni di legge e quelle legate alla trasparenza sulle dichiarazioni patrimoniali. Tra le altre disposizioni, entro 30 giorni dalla prima seduta il deputato dovrà dichiarare "le cariche e gli uffici di ogni genere che ricopriva alla data della presentazione della candidatura e quelle che ricopre in enti pubblici o privati, anche di carattere internazionale, nonché le funzioni e le attività imprenditoriali o professionali comunque svolte". Altre comunicazioni, che in alcuni casi riguardano anche i familiari, riguardano "le spese sostenute e le obbligazioni assunte per la propaganda elettorale". Inoltre, i deputati devono fornire "l'indicazione di quanto ricevuto, direttamente o a mezzo di comitati costituiti a loro sostegno, comunque denominati, a titolo di liberalità per ogni importo superiore alla somma di 5.000 euro l'anno". Un capitolo 'ad hoc', il IV del Codice, è dedicato ai doni. I deputati "si astengono dall'accettare doni o benefici analoghi, salvo quelli di valore inferiore a 250 euro, offerti conformemente alle consuetudini di cortesia, o quelli ricevuti conformemente alle medesime consuetudini qualora rappresentino la Camera dei deputati in veste ufficiale". C'è, però, una eccezione, ed è prevista nel caso di "rimborso delle spese di viaggio, di alloggio e di soggiorno dei deputati" e dei "pagamenti diretti di dette spese da parte di terzi quando i deputati partecipano sulla base di un invito e nell'esercizio delle loro funzioni a eventi organizzati da terzi". (Adnkronos) - A vigilare sul rispetto del Codice è il Comitato consultivo sulla condotta dei deputati, che tra l'altro si occupa di esaminare i casi di violazione del Codice. A questo proposito un capitolo, il VII, è dedicato alle 'Sanzioni'. In cui si legge che "della mancata osservanza delle disposizioni del codice di condotta, come accertata dal Comitato consultivo sulla condotta dei deputati, è dato annuncio all’Assemblea ed è assicurata la pubblicità sul sito internet della Camera dei deputati". Di fatto, nessuna sanzione in senso stretto del termine. Solo l'applicazione del principio di trasparenza sulle eventuali violazioni dei deputati.