Ue, Nardella (Pd): "Investire su innovazione agricola per attrarre giovani"
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Bruxelles, 6 mag. (Adnkronos) - Investire a livello comunitario sull'innovazione tecnologica è l'unico modo per avvicinare i giovani al campo dell'agricoltura. Lo afferma Dario Nardella, eurodeputato del Partito democratico (S&D), nel corso del suo intervento al dibattito "L’Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe", organizzato da Italiavanti, progetto editoriale di SocialCom. L'ex sindaco di Fireze sottolinea come l'attrazione delle prossime generazioni sia "uno dei grossi problemi" dell'ambito e mette in guarda contro le modifiche proposte dal'esecutivo europeo per il bilancio Ue relativo al settennato 2028-2034. L'eurodeputato ricorda che il modello del prossimo Quadro finanziario pluriennale proposto dalla Commissione europea prevede un "Fondo europeo per la competitività, che diventa un unico grande contenitore dentro il quale si inseriscono vari programmi", tra cui quello sul digitale e Horizon, il quale godrà di dotazioni raddoppiate e "diventa parte integrante della strategia della competitività". Dunque, si chiede, se so ritiene che l’agricoltura e l’agroindustria siano "componenti decisive per un nuovo progetto di competitività europea, come possiamo escluderle da un ambito fondamentale come quello della ricerca e dell’innovazione?". "Per questo dobbiamo tenere l’agricoltura dentro i programmi di Horizon, anche perché, se vogliamo coinvolgere più giovani nell’agricoltura, e questo è uno dei grossi problemi, dobbiamo investire sull’innovazione tecnologica, sulla transizione digitale, sull’informatizzazione dei processi e sull’intelligenza artificiale applicata alle filiere produttive. Solo così possiamo avvicinare i giovani, che sono molto attratti dall’idea dell’innovazione tecnologica digitale applicata a un settore tradizionale come quello dell’agricoltura", sostiene Nardella. "La ricerca e l’innovazione possono consentirci di triplicare o quadruplicare le potenzialità e i livelli di produttività dell’agricoltura, riuscendo anche a colmare un gap che cominciamo ad avere con altri competitor, come ad esempio gli Stati Uniti, in questo settore", prosegue l'eurodeputato dem, riflettendo sul fatto che il settore vada visto come un elemento di strategia e di sicurezza nazionale ed europea. "Lo stiamo vedendo con la guerra in atto in Medio Oriente, dove si produce il 25% dei fertilizzanti mondiali, anche perché lì vi è un’abbondanza di materie prime derivate dai combustibili fossili, come l’urea, l’azoto e molti altri elementi fondamentali per realizzare i fertilizzanti". L'impennata dei prezzi dei fertilizzanti dovuta alla riduzione della disponibilità "si sta scaricando sulle filiere produttive e, dunque, alla fine sui consumatori, che andranno al supermercato e vedranno che l’ortofrutta, piuttosto che la pasta, costeranno anche il 40-50% in più. Dunque dobbiamo ragionare in termini strategici: stiamo parlando di cibo. Cibo vuol dire sicurezza alimentare, approvvigionamento, autosufficienza, sovranità alimentare, innovazione", sottolinea Nardella. "Per questo l’ideologia non serve quando ragioniamo di agricoltura e di filiere agroalimentari e agroindustriali. Serve invece saper conciliare gli obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale con la produttività. Non possiamo rinunciare a nessuno di questi aspetti. Dobbiamo avere un’agricoltura più produttiva ma, allo stesso tempo, anche più sostenibile, e questo lo possiamo fare soltanto se abbiamo una nuova politica agricola comune che sia più intelligente e più innovativa", prosegue, evidenziando che con un fondo unico nel prossimo Qfp, "una specie di grande calderone dove si mette di tutto, dalle politiche di coesione a quelle agricole fino a quelle sociali", si rischia di "rinazionalizzare il modello europeo e, soprattutto, si perde il valore aggiunto che può dare una strategia europea unitaria".