Lilian Tintori, attivista venezuelana pavullese: «Maduro dittatore, libertà per il mio popolo»
La figlia di Franco Tintori, che ha avuto il marito incarcerato 7 anni per la sua opposizione, è stata nominata cittadina onoraria di Pavullo nel 2019: papà e nonna erano di Monzone
PAVULLO. «È una mattina che sognavamo da molto tempo: libertà, libertà!». Così, a caldo, Lilian Tintori commenta la notizia della caduta di Maduro. È al settimo cielo l’attivista venezuelana. Suo marito Leopoldo Lopez, fondatore di Volontà Popolare, partito progressista fieramente avverso al presidente Hugo Chavez prima e a Maduro poi, nel 2014 fu condannato a 14 anni di carcere per aver organizzato una manifestazione di protesta. Si è dovuto rifugiare in Spagna: vive ora a Madrid, dove Lilian si è potuta trasferire grazie alla cittadinanza italiana ottenuta in base alle sue origini modenesi, e pavullesi in particolare.
La cittadinanza onoraria
Lilian è infatti figlia di Franco Tintori, nato a Monzone il 14 marzo 1945 ed emigrato negli anni ’70 prima in Argentina e poi in Venezuela, dove stabilì la sua famiglia. Tra cui l'inseparabile mamma Valentina Tintori, anch'ella nata a Monzone, il 6 gennaio 1917. Lilian è sempre stata legatissima alla nonna, che ha portato con la famiglia in Spagna, dove si è spenta nel 2022 alla bellezza di 106 anni. Per queste sue origini, e l’impegno umanitario, a Lilian il 26 ottobre 2019 venne conferita la cittadinanza onoraria di Pavullo dall’allora sindaco Luciano Biolchini, che diede seguito alla mozione presentata in tal senso dall’attuale sindaco Davide Venturelli.
Il legame con Pavullo
Un riconoscimento di cui Lilian va tuttora particolarmente orgogliosa: «Vi ringrazio di avermi contattata da Pavullo – sottolinea – mi rende felice ricordare quella splendida giornata, sono orgogliosa di essere cittadina onoraria di Pavullo, dove è nato mio papà e dove è vissuta mia nonna. Ringrazio sempre di avere la cittadinanza italiana, perché è grazie ad essa che sono potuta scappare dal Venezuela e venire in Europa con la mia famiglia. Spero di poter tornare presto a Pavullo, per celebrare la liberazione che è avvenuta oggi».
Il Venezuela
«È una mattina che sognavamo di avere da molto tempo – rimarca Lilian – gli Stati Uniti sono riusciti a catturare Maduro, un dittatore, finanziatore del terrorismo internazionale con il narcotraffico, e torturatore. Io ho l’ho vissuto sulla mia pelle: mio marito è stato sette anni in un carcere militare, io sono testimone del danno che gli hanno fatto, e che Nicolas Maduro ha fatto a molti altri politici torturandoli, e a tutta la popolazione venezuelana. Ha distrutto un Paese che aveva tutte le condizioni per essere un luogo di prosperità, pieno di opportunità per i giovani. E invece 9 milioni di venezuelani sono dovuti scappare perché non avevano più alcuna prospettiva nel loro Paese. Sono andati all’estero per trovarne, e per trovare sicurezza».
La rinascita
Adesso, con la caduta di Maduro, la speranza di una svolta: «I miei compaesani che sono rimasti in Venezuela e quelli che sono all’estero, il mondo intero oggi celebra la cattura di Maduro, che è un dittatore. Bisogna celebrare in famiglia la libertà, la cattura di un uomo che non si è fatto consegnare. E questo è molto importante: non ha voluto cedere fino all’ultimo, proprio come fanno i dittatori. Grazie a Dio abbiamo un Paese alleato che sono gli Stati Uniti – continua Lilian Tintori – Trump è l’unico presidente che è passato all’azione contro il dittatore Nicolas Maduro, e l’ha catturato. Ora i venezuelani vogliono pace, amore, vogliono abbracciarsi e abbracciare il nostro Paese». Ma Lilian sottolinea anche la delicatezza dello scenario che si è aperto: «Le prossime ore saranno fondamentali, le transizioni sono sempre molto delicate. Abbiamo un presidente eletto, Edmundo González, abbiamo anche una leader che è Maria Corina Machado. E questa transizione la vogliamo in pace».
