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Bellacoopia fa l’upgrade: nuova sfida per le classi

Bellacoopia fa l’upgrade: nuova sfida per le classi

Il concorso di Legacoop Estense in collaborazione col giornale: «Vi portiamo dentro il mondo delle cooperative»

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MODENA. Bellacoopia, progetto di Legacoop Estense che da anni dedica grande attenzione agli istituti superiori, stimolando gli studenti con attività di formazione e innovazione, quest’anno ha avviato una collaborazione con Scuola 2030, il progetto del Gruppo Sae dedicato al giornalismo in classe.

Due realtà che vanno a braccetto, che racconteremo passo per passo nell’inserto e che già sta portando le cooperative associate a Legacoop Estense all’interno delle scuole ferraresi. Da tutto ciò nasce una sinergia che ci porterà dritti a maggio, quando sarà individuato il vincitore di Bellacoopia che sarà premiato durante la festa conclusiva di Scuola 2030 a maggio.

E qui ne parliamo con Paolo Barbieri, presidente di Legacoop Estense. Barbieri, in cosa consiste il progetto Bellacoopia?

«Bellacoopia Estense-Premio Liana Stradi è il concorso promosso da Legacoop Estense per la diffusione della cultura d’impresa cooperativa nelle scuole: un’occasione di apprendimento sul campo per approcciare progetti cooperativi concreti attraverso proposte e idee innovative. Il concorso è rivolto alle classi delle scuole superiori delle provincie di Modena e Ferrara ed è ormai diventato maggiorenne: siamo arrivati alla 19ª edizione. In questi anni abbiamo accompagnato migliaia di studenti in percorsi formativi ed esperienziali che incoraggiano la creatività, il pensiero imprenditoriale, la collaborazione e lo spirito di squadra. Un modo efficace per facilitare il dialogo tra scuola e mondo del lavoro».

Quest’anno Bellacoopia viene promosso in un’edizione speciale con il Gruppo Sae, in affiancamento a Scuola2030. Come nasce questo sodalizio?

«Come in ogni progetto, arriva un momento in cui bisogna sapere rinnovarsi. Lo scorso anno abbiamo avuto occasione di collaborare con Scuola2030 e abbiamo apprezzato il lavoro fatto in classe dalle redazioni di Gazzetta di Modena e La Nuova Ferrara. Abbiamo pensato che, unendo le specificità dei due progetti, saremmo stati in grado di offrire alle scuole un percorso integrato e al passo con i tempi, che permettesse agli studenti di conoscere importanti realtà imprenditoriali del territorio e affinare le proprie competenze nella comunicazione giornalistica».

Ci sono novità rispetto alle edizioni precedenti del concorso?

«Fino allo scorso anno, il concorso Bellacoopia prevedeva la realizzazione, da parte delle classi in gara, di veri e propri prototipi di impresa cooperativa, dall’idea al business plan, fino allo statuto. Quest’anno abbiamo optato per una strada diversa, che desse l’occasione ai ragazzi di confrontarsi più da vicino con cooperative reali e di testare le proprie abilità imprenditoriali partendo da bisogni concreti. Lo scopo del concorso, quindi, non è creare una nuova cooperativa, ma rispondere a una sfida lanciata da una cooperativa già esistente. Ogni classe viene affiancata da una cooperativa tutor, che lancia una sfida operativa e affianca tutte le fasi di sviluppo progettuale. Ringrazio le cooperative che hanno scelto di affiancare il progetto: Aliante, Bilanciai, Copma, Coop Alleanza 3.0, CPL Concordia, CCM, CFP, CIDAS, GranTerre. Le sfide possono riguardare qualsiasi ambito: dallo sviluppo di un nuovo prodotto o servizio alla definizione di una strategia di marketing e comunicazione, dall’introduzione di nuovi processi organizzativi legati all’utilizzo di nuove tecnologie allo sviluppo di processi di sostenibilità o economia circolare».

Il percorso è appena cominciato. Come si svilupperà?

«In queste settimane sono appena partiti gli incontri nelle scuole coordinati dalla responsabile del progetto Eleonora Costi. Abbiamo coinvolto nove classi in totale, cinque in provincia di Ferrara e quattro in provincia di Modena. Per ciascuna classe sono previsti tre incontri ed eventualmente una visita in azienda. Spiegheremo ai ragazzi quali sono le specificità del modello cooperativo e la cooperativa tutor lancerà la sfida, affiancando i ragazzi passo passo nella definizione del progetto o soluzione. Insieme ai giornalisti della Gazzetta di Modena e La Nuova Ferrara, i ragazzi si impegneranno anche a documentare e raccontare il percorso dal punto di vista giornalistico. L’appuntamento finale sarà a maggio, con le due finali sui due territori, in cui andremo a premiare le classi vincitrici, che riceveranno un riconoscimento in denaro».

Quale consiglio vuole dare agli studenti e studentesse che stanno approcciando questo percorso?

«Di affrontarlo con curiosità, spirito critico, creatività, collaborazione. Conoscere da vicino alcune delle principali realtà economiche del territorio e mettersi alla prova su sfide imprenditoriali concrete è un’occasione importante di avvicinarsi al mondo del lavoro, sperimentare sul campo le proprie idee e, eventualmente, trovare ispirazione anche per il proprio futuro professionale. Non abbiate paura di chiedere, sperimentare, sbagliare».

Perché per i giovani il modello cooperativo può essere interessante?

«Le specificità e i principi alla base del modello di impresa cooperativa sono particolarmente attuali: è un modello democratico e partecipativo, basato sulla centralità delle persone e non del profitto, fondato su principi di equità, redistribuzione, solidarietà e attenzione alle comunità in cui si radica. E, soprattutto, è intergenerazionale per natura: i soci di oggi sono chiamati a costruire imprese solide e virtuose, capaci di durare nel tempo a beneficio dei soci futuri. In un mondo che sembra procedere in tutt’altra direzione, lasciando i giovani spaesati e spesso isolati, riscoprire la cooperazione come modo diverso di fare impresa e contribuire allo sviluppo della propria società può essere stimolante per chi, oggi, sta cercando di trovare il proprio posto nel mondo».

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