Gazzetta di Modena

Modena

Scuola 2030

L’insegnante: «Così è cambiato il rapporto tra giovani e sport»

di Gaia Amaduzzi*
L’insegnante: «Così è cambiato il rapporto tra giovani e sport»

Parola a Maria Elisa Ligabue, docente di scienze motorie

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Lo sport è sempre stato lo specchio della nostra società, ma per troppo tempo questo ha restituito un’immagine divisa tra una parte maschile ed una femminile, con confini ben precisi su cosa fosse adatto a chi. Attraverso le testimonianze dirette di chi lo sport lo vive e lo insegna ogni giorno, dalla ginnastica artistica, alle aule scolastiche, fino a discipline emergenti come il frisbee, abbiamo voluto indagare quanto pesano ancora gli stereotipi di genere e come le nuove generazioni stiano provando a cambiare le vecchie abitudini.

È davvero finita l’era degli sport per soli uomini o per sole donne? Ci siamo rivolti a Maria Elisa Ligabue, docente di scienze motorie al Venturi, che mette a disposizione la sua esperienza per raccontarci di come stanno cambiando le nuove generazioni negli anni.

Nei suoi anni di insegnamento ha notato un cambiamento negli sport praticati dai ragazzi?

«Dai miei anni di insegnamento, come maestra e professoressa, sia come madre di 3 figli, ho notato una grande evoluzione riguardo gli sport praticati e non solo. Negli anni le scelte sono cambiate in primis per la varietà aumentata, nonostante in alcune fasce d’età, come alle elementari, la scelta predominante dei maschietti ricade sempre sul calcio. Per quanto riguarda le superiori invece non ho buone notizie, noto un calo drastico generale riguardo ai ragazzi che praticano sport».

Nota che i ragazzi di oggi siano più sedentari?

«Una ventina di anni fa si perdeva interesse intorno alla quarta/quinta superiore, al giorno d’oggi i giovani in prima superiore sono già sedentari. Per coloro che praticano sport si parla di una tendenza ad avere una finalità puramente fisico-estetica, quindi basata sul costruire un fisico visivamente bello piuttosto che delle competenze motorie reali».

Nel programma di educazione fisica ci sono moltissimi tipi di sport, praticati a lezione: è sempre stato così o l’approccio è cambiato negli ultimi anni?

«Maggiormente negli ultimi 6-7 anni sono state introdotte molte nuove discipline, magari non particolarmente seguite, ma che vanno ad abbattere totalmente l’idea di stereotipo, ad esempio il frisbee in cui esiste la categoria mista quindi chiunque sia in campo ha pari opportunità a prescindere da sesso, altezza o forma fisica».

Quindi pensa che gli stereotipi siano stati abbattuti?

«C'è molta più apertura mentale rispetto ai miei tempi. Per quanto riguarda l’insegnamento negli anni 80 esisteva uno stereotipo di partenza perché il docente maschio insegnava solo ai maschi e la docente femmina solo alle ragazze, praticando sport assegnati in base appunto al genere. Introducendo la presenza di un insegnante unico si rompe questa barriera aprendo il programma ed i criteri di valutazione ad una vasta gamma di sport, adattati e praticati da tutti».

*Liceo Venturi, classe 4I

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google