Sassuolo:Bimba muore in sala parto. Il padre accusa i medici
La bambina deceduta per una distocia della spalla, la madre sta bene. I familiari presentano denuncia: aperta un’inchiesta
Una tragedia ha scosso il reparto di Ostetricia e Ginecologia mercoledì sera: una neonata è morta durante il parto. Giovanna Cassano, la madre 22enne alla prima gravidanza, pur essendo in stato di shock, sta bene. La tragedia è avvenuta alle 20 ed è stata causata da una «distocia di spalla», come ha spiegato la direzione dell’ospedale di Sassuolo.
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Parole che, però, non possono alleviare il dolore e la rabbia delpadre della piccola, Gabriel Ghevon, che, in lacrime, attacca: «Sono stati i medici ad ammazzarmela. Se la mia bambina non c’è più - spiega - la colpa è solo della negligenza dei medici. Siamo venuti due volte all’ospedale e per due volte ci hanno mandato a casa. Il terzo giorno le si sono rotte le acque attorno a mezzanotte (nella notte tra martedì e mercoledì, ndr) e l’hanno tenuta in travaglio fino al giorno successivo (mercoledì, ndr) per non farle il taglio cesareo. Invece me l’hanno ammazzata, mia figlia voleva uscire e loro hanno usato la ventosa. Non è vero che è un caso raro, è che non sanno fare i medici. Era logico, perché mia moglie è un metro e 48, mentre la bambina pesava 3 chili e 600 grammi ed era alta 54 centimetri. Come poteva farla nascere? ».
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«Due famiglie distrutte e la vita di mia figlia segnata per sempre», così, invece, parla Tina Inisco, la mamma di Giovanna Cassano che risiede a Braida. «Sono stati tre giorni terribili – continua – e che non auguro a nessuno. Anche per questo voglio che sia chiarito tutto e che si faccia tesoro degli errori commessi per evitare che altre persone provino quello che stiamo provando tutti noi. L’unico problema che aveva mia figlia era legato alla mancanza di contrazioni che portassero, naturalmente, al parto, pur accusando i dolori preparatori, pur soffrendo come non avevo mai sofferto io con tre figli partoriti. Ma non è stato fatto tutto quello che serviva, ed ora piangiamo la morte di una bambina che sarebbe stata la nostra gioia. Avevamo anche pensato alla data del battesimo, il prossimo maggio, quando mia figlia aveva già fissato la data delle nozze. In un primo momento – continua – eravamo state in visita per controllare i dolori pre parto di mia figlia, ma in reparto ci avevano rassicurate, dicendo che tutto andava bene e che “c’era ancora tanta strada da fare”. Martedì notte, invece, i dolori sono aumentati, si sono rotte le acque e siamo tornate in ospedale. Ci hanno rimandate in reparto ed è stato accertato che Giovanna aveva perso le acque ma che tutto procedeva bene e c’era solo un piccolo problema di “dilatazione ritardata”. Ad un certo punto, vedendo come soffriva, ho anche chiesto se non fosse stato più sicuro un parto cesareo ma lo staff medico mi ha invitata ad uscire dalla sala travaglio che averebbero risolto tutto con alcune flebo». Nel giro di poco tempo, però, le cose sono peggiorate: «Non tanto tempo dopo - aggiunge - ho visto arrivare dall’ascensore la primaria del reparto e tutta trafelata entrare in sala parto. Pochi minuti dopo è uscita dicendomi che la bambina non ce l’aveva fatta per la posizione in cui si trovava. Un dramma che secondo noi si poteva evitare, se avessero tentato con il parto cesareo». Su questa soluzione si esprime anche il marito di Tina, Francesco Cassano. «Ho sempre creduto nella medicina ed anche questa volta dicevo a mia moglie che le sue preoccupazioni erano esagerate – precisa – ed a questo proposito avevo continuato a lavorare senza problemi andando in ospedale solo dopo l’orario di lavoro. Se avessi saputo della gravità dei fatti l’avrei portata a Scandiano. Non aver voluto operare il cesareo secondo me è stata un grave atto di negligenza. Fosse successa la stessa cosa nel corso del cesareo me ne sarei fatta una ragione ed avrei riconosciuto che era stato fatto anche l'impossibile, così rimangono una montagna di dubbi senza nessuna risposta». I nonni hanno presentato denuncia ai carabinieri perchè si apra un’indagine: «Non vogliamo colpire nessuno – ha aggiunto nonno Francesco – ma credo sia opportuno che da parte nostra vi sia una tutela su quanto è successo».
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