Gazzetta di Modena

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Il racconto choc

Muratore sfruttato e picchiato a Modena: «Ci facevano scaricare nel bosco»

Gabriele Canovi
Muratore sfruttato e picchiato a Modena: «Ci facevano scaricare nel bosco»

La denuncia del 24enne curdo: «Abbandonavamo i rifiuti dopo i cantieri»

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MODENA. «Non solo posavamo asfalti e costruivamo marciapiedi nei cantieri di mezza regione da irregolari, ma il nostro titolare ci faceva anche scaricare i rifiuti edili in luoghi in cui, evidentemente, non era permesso. Qui per esempio: guardate queste foto. Eravamo in un bosco di Soliera dopo alcuni lavori edili nella zona». E ancora, con una precisione impeccabile, ci mostra tutte le immagini, in cui si vede chiaramente uno dei camion dell’azienda e l’abbandono di alcuni scarti tra gli alberi e gli arbusti, nel bel mezzo del verde.

Si arricchisce di nuovi particolari, dunque, il caso del lavoratore 24enne curdo, sfruttato dieci mesi in nero e poi picchiato, dal suo titolare, quando ha deciso di ribellarsi. È sempre lui, il giovane muratore al centro di questa drammatica storia di lavoro nero, a raccontare altri dettagli della vicenda, che tanto dettagli non sono.

La ribellione

Il giovane muratore, arrivato in Italia dalla Turchia l’8 giugno del 2023, è stato sfruttato per quasi un anno dal suo datore di lavoro – un imprenditore straniero che opera nel campo dell’edilizia – fino a quando non ha deciso di ribellarsi: dopo dieci mesi di lavoro in nero e di notti passate nel capannone dell’azienda in uno spazio ricavato tra bidoni, badili e il materiale di cantiere, il 24enne ha deciso di dire “basta” con l’obiettivo di cambiare vita. Il suo “datore-padrone”, però, non ha accettato questo “no” e il pomeriggio del 21 settembre l’ha aggredito insieme a tre complici quando si trovava in compagnia di un amico a bordo di un furgone sulla strada per Carpi: una spedizione punitiva, una ritorsione.

I rifiuti nel bosco

Prima di questa violenza, prima della denuncia ai carabinieri – che hanno aperto un’indagine – e prima della richiesta di aiuto alla Cisl, c’è un anno da incubo fatto di sfruttamento, di irregolarità, di ore non conteggiate correttamente e di scarsa sicurezza. Nel mezzo, come detto, anche gli abbandoni dei rifiuti: «Il cantiere in questione si trovava a Soliera. Ricordo che, quando finivamo una giornata di lavoro – prosegue nel suo racconto il 24enne – a me e agli altri muratori veniva detto di scaricare tutti gli scarti edili in un’area verde vicino al sito dell’intervento. Così, prendevamo il camion, caricavamo tutti i materiali e li abbandonavamo in questo piccolo bosco. Le foto che vedete – ci dice indicando le immagini sul suo smartphone – le ho scattate io: sono foto geolocalizzate, con luogo, data e orario, e che quindi possono dimostrare quello che sto affermando».

La solidarietà del sindaco

Tra le dimostrazioni di solidarietà ricevute dal 24enne – che ora lavora come corriere e ha una casa in cui dormire – c’è stata anche quella del sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, che ha annunciato controlli stringenti in materia di appalti e subappalti oltre ad anticipare che il Comune è pronto a costituirsi parte civile nel futuro provvedimento.

La stragrande maggioranza dei cantieri in cui il giovane ha lavorato da irregolare erano infatti interventi pubblici, come strade, asfalti, marciapiedi e addirittura pensiline degli autobus. Le stesse strade e gli stessi marciapiedi su cui camminiamo ogni giorno.