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L’udienza

Soldi spariti dai conti dei condomini, l’ex amministratrice promette: «Risarcirò tutto»

di Serena Arbizzi

	L'udienza di ieri in tribunale a Reggio Emilia e, nel riquadro, Graziella Castiglioni
L'udienza di ieri in tribunale a Reggio Emilia e, nel riquadro, Graziella Castiglioni

Il giudice del tribunale di Reggio Emilia dà due mesi di tempo a Graziella Castiglioni per pagare 45mila euro che prelevò dai conti del “Parco Unico” di Casalgrande: è il primo caso affrontato in tribunale tra quelli che coinvolgono anche a Sassuolo e altri comuni del distretto ceramico

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SASSUOLO. «L’intenzione di Graziella Castiglioni è quella di risarcire i condomini per la parte rimanente, rispetto alla somma già versata. Per questo il giudice ha concesso un termine di due mesi per restituire il resto della somma».
Parola dell’avvocato Carmine Migale, che rappresenta Graziella Castiglioni, di Scandiano, l’amministratrice di condominio per la quale, in tribunale, martedì 22 ottobre si è aperto il procedimento per appropriazione indebita.

I soldi spariti dal 2019 al 2023

Il caso è relativo alla sparizione di 54mila euro dai conti del condominio “Parco Unico” di Casalgrande e coinvolge un periodo che va dal 2019 al 2023. Ma la vicenda, come si ricorderà, riguarda anche condomìni di Sassuolo. Ieri, martedì 22 ottobre, si è tenuta la prima udienza predibattimentale davanti al giudice Silvia Semprini – pubblico ministero Isabella Chiesi – alla presenza di alcuni residenti del palazzo “Parco Unico” di via Vittorio De Sica, a Casalgrande, in cui, in tutto, vive una trentina di condòmini.
Il termine concesso dal giudice
Il difensore dell’ex amministratrice ha chiesto al giudice un rinvio entro il quale Castiglioni provvederà a saldare anche la parte rimanente del danno. Il giudice ha concesso il termine fino al 19 dicembre, data della nuova udienza, perché sia esercitata la condotta riparatoria. Affinché, quindi, vengano saldati i danni che, per una parte, sono già stati pagati. Se la somma complessiva, infatti, era di 54mila euro, ne rimangono 45mila da pagare. Un importo che la professionista si dice pronta a saldare entro il termine concesso ieri dal giudice.
Non è l’unico condominio, quello di via De Sica, a Casalgrande, che ha ravvisato problemi con la gestione di Castiglioni. All’incirca, sono una decina gli altri condomini amministrati dal suo studio che hanno presentato denuncia.
«I 54mila euro di debito iniziale di Castiglioni sono stati ridotti a 45mila, dopo che 9mila euro erano stati versati dopo l’apertura delle indagini – conferma il legale Carmine Migale –. Questo è il primo condominio che va a processo. Castiglioni è molto provata da questa situazione e l’intenzione è risarcire tutti i palazzi che amministrava».
La procedura e gli altri casi
La procedura invocata in aula è quella prevista dall’articolo 162 ter del codice penale, secondo cui si attribuisce «al giudice il potere di dichiarare estinto il reato in cambio della riparazione del danno e della eliminazione, ove possibile, delle conseguenze dannose o pericolose». In altre parole, dove il danno viene riparato, e quindi si procede con il risarcimento, il reato potrebbe essere dichiarato estinto. Considerato che il debito, per un condominio, ammontava a 54mila euro, è facile calcolare che la somma dovuta dall’amministratrice, se si considerano tutti i palazzi, si aggiri sulle centinaia di migliaia di euro.
Tanti condòmini, dunque, nella zona del distretto ceramico, guardano con attenzione agli sviluppi del primo caso approdato ieri in aula che rappresenta, quindi, il “caso pilota” nella complessa vicenda che ruota intorno all’amministratrice.
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