In 400 a Sestola per l’addio a Fabio e Aurelio Marchioni, figlio e padre morti lo stesso giorno
Il paese intero si è fermato ed ha partecipato al funerale, corteo fino al loro albergo: «Ora siete stelle gemelle nel firmamento. Di notte vi cercheremo e vi troveremo»
SESTOLA. Sestola si è fermata ieri, 14 luglio, per l’addio a Fabio e Aurelio Marchioni, figlio e padre scomparsi l’8 luglio a poche ore di distanza in una tragedia immane. Fabio, 36 anni, per un tuffo nel torrente. Aurelio, 67 anni, non ha retto allo strazio della perdita e si è gettato dal ponte a pochi metri dal luogo in cui aveva riconosciuto il figlio. Insieme a Brunella, moglie di Aurelio, gestivano il noto Hotel del Corso, in centro, ed erano conosciutissimi.
L’abbraccio
Il funerale di entrambi ha visto la partecipazione di una folla mai vista: più di 400 persone. Chiesa gremita, gremito il piazzale e la strada intorno. La loro tragedia è la tragedia di un intero paese, che si è stretto attorno a Brunella e a Marco, l’altro figlio. C’erano il sindaco Fabio Magnani e il vice Marco Bonucchi in lacrime (conosceva Aurelio da una vita), c’erano assessori, consiglieri, forze dell’ordine, gli amici del Ruzzolone di Casine... C’era anche il sindaco Davide Venturelli da Pavullo, amico di liceo di Fabio. E c’erano tanti, tantissimi amici, colleghi e paesani, toccati nel profondo dall’accaduto.
L’omelia
«La famiglia in questo momento ha bisogno del nostro affetto e della nostra preghiera, perché la preghiera ci dà la forza per andare avanti» ha detto il parroco don Stanislao Trojanowski, che ha celebrato assieme a un altro polacco, don Stanislao Lupinski. Per il Vangelo, ha scelto la parabola del Buon Samaritano, che parla anche di un albergatore che si prende cura del ferito: «Anche Aurelio e Fabio hanno accolto tante persone nel loro albergo – ha detto il parroco – con il sorriso e con le battute che Aurelio faceva sempre, per fare stare bene la gente. Forse non ce ne siamo accorti, ma chissà quante volte, con i suoi modi accoglienti, è stato un Buon Samaritano per il prossimo, in silenzio».
Il ricordo
Al termine della celebrazione, Jacopo Zanaglia, il migliore amico di Fabio, ha letto un toccante ricordo che ha commosso tutti: «Vorrei invitarvi a percepire la luce che Fabio e Aurelio stanno emanando, perché sono qua insieme a noi. Ora cerco di leggere queste parole con l’amore che mi hanno insegnato» ha premesso. Poi il messaggio: «Tu, Fabio, avevi un sorriso che scioglieva l'inverno, gli occhi blu come laghi di cielo, dove l’anima si specchiava e trovava quiete. Camminavi tra noi non per essere visto ma per vedere, per ascoltare, per portare la gentilezza come pane, la compassione come acqua. Eri il ramo che non spezza, il fuoco che non brucia ma scalda, la mano che si tende anche quando il tuo stesso cuore era in tempesta. Che nobile silenzio custodivi, che dolce forza irradiavi, come se il mondo avesse bisogno di un angelo che cammina con le scarpe di un uomo. Fabio, tu amavi la vita come si ama il cielo: non per possederlo, ma per respirarlo. Amavi gli animali perché sentivi il battito segreto di Dio nascosto nella loro innocenza. Amavi noi con un amore così grande che anche ora, nel tuo volo, lo sentiamo vibrare nelle ossa del paese. E tuo padre, Aurelio, non ha resistito al vuoto del tuo sorriso. Ha scelto il ponte invisibile che unisce i mondi, ha scelto di seguirti, non per fuggire la vita ma per tornare con te all’Uno. Ora siete stelle gemelle nel firmamento di Sestola. Ogni notte, vi cercheremo e vi troveremo. Ciao Fabio: tu sei la luce, sei il cuore di Sestola, sei l’amico che non muore mai». E qui uno scrosciante applauso. Poi il corteo attraverso il centro fino all’albergo, con Brunella e Marco a portare le due urne con le ceneri, che in settimana verranno portate al cimitero per riposare accanto a Veronica, la figlia che Aurelio perse da bambina. Centinaia di persone hanno seguito in silenzio, e poi si sono fermate davanti all’albergo, in un ultimo grande abbraccio.