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Il caso

San Damaso, chiesti gli ispettori sui 160 container-batteria

di Mattia Vernelli

	Un momento dell'incontro a San Damaso
Un momento dell'incontro a San Damaso

Il tema si sposta in Parlamento dopo le 1.200 firme depositate in Comune

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MODENA. Dopo le 1200 firme depositate in Comune, il Comitato di San Damaso continua la propria battaglia contro il progetto che prevede la costruzione di un enorme sistema di accumulo di energia nella frazione. È avvenuto sabato 19 luglio l’incontro con i deputati Stefano Vaccari (Pd) e Stefania Ascari (M5S), che hanno accettato l’invito dei cittadini ribadendo il proprio supporto su un tema che è già approdato in Parlamento.

Di cosa si tratta

Si tratta di un impianto Bess (Battery energy storage system) formato da 160 batterie, ciascuna della dimensione di enormi container lunghi circa 8 metri e larghi e alti 4, che dovrebbe sorgere nella frazione a sud di Modena nei pressi dell’attuale centrale elettrica. A settembre 2024 era arrivato il “no” del Consiglio comunale, dopo che anche Arpae si è espressa negativamente sul progetto nei termini concessi dal ministero alle due società approvate per la realizzazione (Neptune Srl e Uranus Srl), in quanto si presentavano problematiche di tipo urbanistico, ambientale e sociale, con la richiesta da parte dell’amministrazione comunale della convocazione della Conferenza dei Servizi per visionarne la relazione tecnica nel dettaglio.

Raccolte 1.200 firme

I deputati Ascari, Vaccari e la dem Maria Cecilia Guerra a maggio scorso hanno presentato un’interrogazione parlamentare al ministero dell’Ambiente, mentre i cittadini hanno depositato le 1200 firme raccolte in Comune, con Mezzetti che ha ribadito il totale appoggio alla causa. Il Comitato chiede a gran voce «la convocazione di una Conferenza dei servizi con tutte le istituzioni coinvolte. È un atto politico: significa manifestare la disponibilità a confrontarsi con la società. Non è un obbligo - sostiene Fulvio Orlando, tra i promotori - ma non c’è neanche un divieto. Arpae ha già segnalato problematiche importanti, una su tutte è il rumore, senza previsioni di mitigazioni dell’impatto acustico. Ricordiamo inoltre che questo progetto bypassa il Piano urbanistico generale. Il prossimo passo sarà quello di dialogare direttamente con il ministero».

Le richieste della politica

Ascari rilancia: «Abbiamo bisogno di risposte, - ha detto la pentastellata - che non sono state date. Il progetto presenta diverse criticità di carattere ambientale, paesaggistico e sanitario, e anche economico perché porterà alla svalutazione delle abitazioni nei pressi dell’impianto. Inoltre c’è un fiume che passa in questa frazione e non è stato verificato l’impatto in una zona ad alto rischio idrogeologico. Alla luce delle richieste che vengono dai cittadini, ci siamo mossi: al ministero abbiamo chiesto se è a conoscenza di questo progetto e se è in grado di mandare ispettori ministeriali per fare approfondimenti».

Stefano Vaccari aggiunge: «Siamo qui per fare il punto della situazione, - dice l’onorevole ai cittadini - alla luce delle iniziative parlamentari che abbiamo attivato in questi mesi. La risposta che arriverà dal ministero farà giurisprudenza e sarà fondamentale per condurre questa battaglia. Vogliamo avere chiarezza sulle procedure che questo impianto deve seguire per essere o meno autorizzato. Siamo vicini ai cittadini e utilizzeremo tutti gli strumenti possibili per portare avanti questa battaglia. Vogliamo avere chiarezza sulle procedure che questo impianto deve seguire per essere o meno autorizzato», conclude Vaccari.