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Il caso

Non sarà una “Seta rapita”: Mezzetti contro Bologna

di Ginevramaria Bianchi

	La sede modenese di Seta in strada Sant'Anna
La sede modenese di Seta in strada Sant'Anna

Il sindaco sul trasporto pubblico: «Non dovrà essere inglobato da Tper»

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MODENA. Seta è sotto osservazione e Modena Fiere verso il rilancio. È questo il doppio binario su cui il Comune ha deciso di spingere l’acceleratore. Da un lato il trasporto pubblico locale, con una governance da rivedere e una battaglia politica in corso. Dall’altro, il rilancio del polo fieristico modenese, con Modena Antiquaria che si prepara a un’edizione 2027 da protagonista. O almeno così si dice. Se ne è parlato giovedì 24 luglio in Consiglio, durante la seduta che ha approvato all’unanimità la delibera con cui l’Amministrazione prende atto della recente deliberazione della Corte dei conti. Ma al centro del dibattito c’è Seta. Anche perché settembre è alle porte.

Mezzetti: «Il controllo di Seta sia pubblico»

«Oggi facciamo qualcosa di più che un atto formale – ha esordito in aula il sindaco Massimo Mezzetti –. Con le lettere che abbiamo inviato alle società chiediamo che si apra il dibattito, e il nostro auspicio è che la conclusione sia quella auspicata dalla Corte, e cioè che il controllo della società sia pubblico. Ho sentito da alcuni consiglieri la riflessione sul fatto che non dobbiamo svendere i nostri asset a Bologna – incalza –. Io sottolineo che non dobbiamo svendere in assoluto e, al contrario, dobbiamo riprenderci il nostro ruolo. In questi mesi abbiamo sollevato in modo forte la questione del funzionamento dell’azienda, chiedendo garanzie e un piano industriale adeguato».

Il riferimento è al progetto, più volte evocato a livello regionale, di una maxi fusione tra società di trasporto pubblico sotto l’egida di Tper. Un’ipotesi che a Modena, Reggio e Piacenza non piace. A dirlo Mezzetti stesso: «La governance non può essere determinata da Tper, ma deve restare in mano alle istituzioni pubbliche. Per Modena è necessario che ci siano anche maggiori investimenti sul trasporto pubblico locale uscendo dall’annosa situazione di sottofinanziamento. Se Seta non sarà a controllo pubblico, ci alzeremo dal tavolo».

Una linea condivisa e rafforzata dall’assessore Zanca, che ha parlato di «un segnale concreto della volontà di affrontare il nodo».

Il tema della Fiera

Accanto alla questione Seta, l’altro fronte caldo: quello delle fiere. Qui il tono cambia: si parla di crescita, di rilancio, di numeri in aumento.

«C’è già la data in cui verrà reso pubblico il calendario delle nuove fiere, che nel 2025 e 2026 vedranno un incremento da 11 a 16 eventi – ha annunciato Zanca –. E Modena Antiquaria, unico brand fieristico di proprietà modenese, non solo resterà in città, ma sarà gestita da modenesi».

Un progetto che guarda già al 2027, quando l’evento si intreccerà con il patrimonio culturale e museale dell’area di Sant’Agostino: «Vogliamo portare le fiere dentro la città – ha detto l’assessore – a partire dalla più prestigiosa che abbiamo. L’obiettivo è farne una vetrina internazionale di antiquariato e cultura».

Il focus sulle partecipate

Poi, la delibera del Consiglio comunale ha toccato nel dettaglio tutte le partecipate oggetto delle osservazioni della Corte dei conti. Ad Aess, l’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo sostenibile, è stato chiesto di abbandonare lo strumento dell’associazione per adottare uno schema societario più adeguato alle attività svolte, coerentemente con il Tusp, il Testo unico sulle società a partecipazione pubblica; a ForModena di predisporre un’istruttoria per modificare l’articolo 16 dello Statuto sociale; a CambiaMo viene raccomandato il monitoraggio costante del business plan pluriennale, al fine di adottare tempestivamente ogni iniziativa utile per tutelare adeguatamente l’investimento pubblico; contestualmente, è stato comunicato alla società che in occasione del prossimo rinnovo dell’organo amministrativo occorrerà procedere con la nomina di un amministratore unico in luogo dell’organo collegiale.

Il Comune sollecita su Amo

Infine, rispetto ad Amo, il Comune ha ammonito la società a mettere in campo tutte le azioni necessarie per assicurare che le somme illecitamente sottratte vengano recuperate; ha inoltre invitato la società a convocare con sollecitudine un incontro fra Comune, Collegio sindacale, Revisore e Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza della società, per analizzare le procedure di controllo interno della società stessa.

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