Riaperto il ponte Veggia, si pensa già al futuro: «Subito al lavoro per altre infrastrutture»
La cerimonia per la conclusione dei lavori anticipata rispetto ai tempi previsti raddoppio, i sindaci di Sassuolo e Casalfrande: «Servono il raddoppio della Pedemontana e il terzo ponte sul fiume Secchia»
SASSUOLO. Dopo un mese e mezzo circa, il ponte Veggia è di nuovo aperto al transito, ma il distretto ceramico si interroga già sul futuro della viabilità tra le province di Modena e Reggio Emilia.
La riapertura
L’apertura arriva con venti giorni di anticipo. Tempi rapidi anche e soprattutto grazie all’impegno degli operai che hanno lavorato sette giorni su sette, anche di notte. L’intervento ha interessato tutto l’impalcato e la soletta stradale. Nell’ambito dei lavori, è stata anche realizzata una passerella ciclopedonale della larghezza di 125 centimetri, prima assente. Sul ponte possono transitare veicoli e pedoni, ma l’intervento di riqualificazione complessivo non è ancora concluso e dovrebbe giungere a termine a metà del 2026. Nei prossimi mesi proseguiranno le opere al piano di campagna e lungo l’alveo del fiume Secchia, con interventi sugli argini e sulle protezioni idrauliche. Molti dei lavori sono mirati a prevenire le criticità che negli scorsi anni hanno causato chiusure forzate durante le piene; operazioni fondamentali per aumentare la resilienza dell'infrastruttura rispetto ai fenomeni meteorologici estremi.
La soddisfazione del sindaco
Tanta la soddisfazione della politica. «Riapriamo al transito con tre settimane di anticipo, questo significa che anche i lavori pubblici possono sorprendere, essere eseguiti a regola d’arte e rispettare i cronoprogramma – ha detto il sindaco Matteo Mesini –. Oggi riapriamo un’infrastruttura sicura, soprattutto anche con il marciapiede ciclopedonale. Penso che questo sia un esempio di come le istituzioni, i Comuni, le Province e la Regione, che ha sostenuto con un finanziamento quest’opera, possano insieme gestire anche il futuro delle prossime infrastrutture che devono assolutamente arrivare nel nostro territorio».
I prossimi interventi richiesti
Il taglio del nastro ha rappresentato anche l’occasione per parlare di altri interventi infrastrutturali che riguardano l’area. «Il distretto ceramico – ha aggiunto Mesini – è un’area produttiva che ha bisogno di infrastrutture per gestire lo sviluppo economico. Oggi abbiamo bisogno di ripartire subito con un dialogo con la Regione e le Province per il raddoppio della Pedemontana e lo sviluppo del progetto del terzo ponte».
Sulla necessità di questi due interventi si era pronunciato nei giorni scorsi anche il sindaco di Castellarano e presidente della Provincia di Reggio, Giorgio Zanni. Proprio riguardo al terzo ponte sul fiume Secchia, a novembre 2023 Confindustria Ceramica aveva presentato uno studio sugli scenari viabilistici propedeutico all’individuazione della collocazione più efficace di questo collegamento. «Questa è solo una tappa di un grande progetto che non deve vedere la fine oggi, perché a settembre dobbiamo cominciare a lavorare per la Pedemontana ed il terzo ponte sul Secchia», ha detto il sindaco di Casalgrande, Giuseppe Daviddi, sottolineando a sua volta la necessità di ulteriori interventi sulla viabilità del distretto. Al taglio del nastro hanno partecipato, oltre ai sindaci dei due Comuni e altri rappresentanti locali, anche membri della Regione, gli assessori Irene Priolo e Davide Baruffi.
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