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La tragedia di Coscogno

Giovane scomparso, il corpo ritrovato dai datori di lavoro: «Siamo sotto choc»

di Daniele Montanari
Giovane scomparso, il corpo ritrovato dai datori di lavoro: «Siamo sotto choc»

Erika Bernardoni e il padre, titolare dell’allevamento di mucche di Ca’ Minghetti dove il giovane lavorava, l’hanno cercato per quattro giorni: poi la tragica scoperta

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PAVULLO. «A questo punto, vista la tragedia, spero solo che Sandeep Saini non abbia sofferto e se ne sia andato subito, senza accorgersene. Non meritava, non meritava assolutamente una fine del genere: era un ragazzo buono come il pane».

I datori di lavoro

È tarda mattinata ma ha ancora la voce rotta dall’emozione Erika Bernardoni, figlia del titolare dell’allevamento di mucche di Ca’ Minghetti (a Marano al confine con Coscogno) dove il trentenne lavorava da due anni, facendosi volere molto bene. È stata lei a ritrovarlo ieri mattina, aiutando nelle ricerche assieme all’anziano padre, come avevano fatto nei giorni scorsi. «Per noi era come uno di famiglia – sottolinea – non riuscivamo a darci pace per la sua scomparsa. Saputo dai carabinieri che al Famila era arrivato e che aveva fatto la spesa, abbiamo subito pensato che l’incidente doveva essere successo dopo, mentre andava dal cognato in via Betta. Appena c’è stata luce, mio padre è andato sulla destra, io sulla sinistra nella boscaglia, e l’ho trovato quasi subito. È stato uno choc vederlo in quelle condizioni: speriamo solo che non abbia sofferto, solo quello. Non se lo meritava, non se lo meritava assolutamente. È sempre stato un ragazzo d’oro, tranquillo e dedito al lavoro. Anche mercoledì pomeriggio ha fatto esattamente quello che aveva detto. Era andato tante volte a trovare suo cognato in bici con lo zainetto: non so cosa possa essere successo. So solo che non c’è più, ed è terribile».

I famigliari

Domenica mattina, appena sono stati informati del ritrovamento, sono giunti in via Betta anche i famigliari di Sandeep che vivono a Coscogno. A partire da Rajinder Kaur, cugina che era come una sorella per lui, assieme a suo marito Devinder Singh. Sandeep andava spesso a casa loro, c’era un legame forte. «Era un ragazzo tranquillo, intelligente, non ha mai avuto problemi con nessuno» dice commossa mentre attende gli sviluppi delle indagini dei carabinieri, nella speranza che possano chiarire la dinamica. «Il pomeriggio del 30 avevamo parlato verso le 16.30 come tante altre volte: non avrei mai pensato che sarebbe stata l’ultima. Era sereno, contento del lavoro che stava facendo nella stalla dei Bernardoni, gli piaceva molto quel lavoro e si dava da fare. Era un bravissimo ragazzo: non beveva, non fumava, non aveva nessun giro strano. Gli volevamo tutti bene, siamo davvero sconvolti da quello che è successo».

Sul posto è giunto anche il cognato Surjit Singh che quella sera lo attendeva per cena: «Quando non l’ha visto arrivare, verso le 20 ha cominciato a chiamarlo e richiamarlo al cellulare – spiega Rajinder – ma era sempre spento perché era scarico».

Sono arrivati anche altri parenti, anche Harman Singh, il 22enne che sabato aveva lanciato sui social l’allarme scomparso. Vive a Mantova, ma in questi giorni era a Modena per le ricerche. Sua mamma è la sorella di Rajinder: l’ha abbracciata in lacrime appena è arrivata. «Sandeep ha fatto quella strada tantissime volte – sottolinea Harman – non riesco a capire come possa aver fatto un incidente così. Poi mi chiedo: abbiamo fatto abbastanza? Se l’avessimo trovato prima, si poteva salvare?». 

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