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Lo choc

Giallo di Raffaele Marangio, le parole della figlia: «Che emerga la verità, ho fiducia nelle indagini»

di Mattia Vernelli
Giallo di Raffaele Marangio, le parole della figlia: «Che emerga la verità, ho fiducia nelle indagini»

Marzia, figlia dello psicologo trovato morto nella sua abitazione in via Stuffler a Modena: «La speranza è che si possa fare luce su quanto successo per riportare il corpo di mio padre a casa il prima possibile»

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MODENA. «Ho piena fiducia nelle indagini della procura. La speranza è che si possa fare luce su quanto successo per riportare il corpo di mio padre a casa il prima possibile». C’è fiducia, oltre che profondo dolore, nella parole di Marzia, figlia di Raffaele Marangio, lo psicologo trovato morto nella sua abitazione in via Stuffler

Cosa è successo
Era stata proprio la figlia, infermiera che vive a Roma, a lanciare l’allarme. Il padre non rispondeva da ore, forse giorni: ha quindi contattato gli amici, anche loro senza notizie. Così è scattato l’allarme. La polizia ha fatto irruzione all’interno dell’appartamento, rinvenendo il corpo del 78enne. La tragica notizia le è stata comunicata dagli agenti nel primo pomeriggio.
Da Roma giunge a Modena la mattina del 27 luglio, giorno successivo al ritrovamento del cadavere. Giunta in città parla con la Procura, le viene detto che il corpo del padre si trova in medicina legale a disposizione dell’autorità giudiziaria per eseguire le indagini. Nessun riferimento, però, le sarebbe stato comunicato su come è stato ritrovato il corpo.

Si pensa al malore
Il primo pensiero, suo e dei tanti amici e colleghi, che hanno appreso ieri i dettagli, è quello di un malore. Un’ipotesi condivisa da tutti, considerato anche che Marangio era già stato colpito da un ictus nel 2018, che gli aveva causato alcuni danni fisici. La figlia, dopo il colloquio con la Procura, fa quindi ritorno a Roma, in attesa del via libera per il trasporto della salma a Roma, dove sarà celebrato il funerale. Funerale, però, che dovrà attendere. Il tempo passa, e da Modena nessuna notizia, se non quella della morte che circola sui social attraverso messaggi da parte di Aspic Emilia.

Lo choc
Il comunicato di martedì 12 agosto della Procura rompe il silenzio dopo diciotto giorni e rende chiaro il motivo di tanta attesa: il cadavere di Raffaele Marangio è stato ritrovato sdraiato a terra, sul pavimento di casa e con una cinghia al collo. La notizia corre sul web, raggiunge amici e conoscenti. E ovviamente anche la figlia, che viene a conoscenza così dei contorni di un vero giallo. Resta l’incredulità per chi attendeva di celebrare le esequie del padre, e non certo di ricevere una notizia così sconcertante. Provata, nel dolore più profondo, la figlia esprime comunque fiducia nelle indagini, e il desiderio di avere al più presto a Roma il corpo del padre, che peraltro voleva trasferirsi proprio nella capitale per stare accanto a lei e al nipote.