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Il dibattito

Niente bimbi nello stabilimento balneare di Milano Marittima: «Dispiace, non rispecchia accoglienza e inclusione tipiche della Romagna»

di Manuel Marinelli

	L'assessora regionale Frisoni e il lungomare di Milano Marittima
L'assessora regionale Frisoni e il lungomare di Milano Marittima

L’assessora al Turismo della Regione Emilia Romagna, la riminese Roberta Frisoni, commenta la vicenda raccontata dal turista modenese Andrea Mussini, che non ha potuto pranzare in un ristorante sulla spiaggia per “colpa” di un figlio di 5 anni

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MODENA. «Non ci hanno voluti perché abbiamo un bambino». «È una legittima scelta commerciale». Ad attaccare è Andrea Mussini, un turista modenese “rimbalzato” in un noto stabilimento balneare di Milano Marittima, dove non si accettano bimbi di età inferiore a 10 anni. A rispondergli è il titolare dell’attività, che ha difeso la sua posizione ribadendo che si tratta di una politica aziendale. Uno scontro che non ha mancato di far discutere dalle spiagge della Riviera ai piani alti della Regione, dove è l’assessora al Turismo Roberta Frisoni, romagnola doc, a prendere parola, puntualizzando che «le località della Riviera hanno l’accoglienza nel loro Dna, in particolare nei servizi balneari».

Frisoni, che idea si è fatta della vicenda?

«Non è sicuramente un segno di accoglienza, non è questo lo spirito dell’accoglienza tipico della Riviera. Infatti quello che è successo “fa specie” proprio perché accaduto in un luogo che fa dell’inclusione il suo punto forte».

Un episodio spiacevole. C’è chi parla di discriminazione da parte del titolare. Che ne pensa?

«Certamente dispiace per quello che è accaduto al turista, come detto, non è certo un segno di accoglienza. Ma mi preme sottolineare che non deve essere un episodio a macchiare la Riviera, perché non rientra nelle nostre caratteristiche. Io stessa sono di Rimini e ci vado spesso, mangio in spiaggia con la mia famiglia ed è sempre piacevole».

Insomma, non tutti sono così.

«Cervia e Milano Marittima, come il resto della costa della nostra regione, sono sempre state e sono ancora inclusive e aperte per tutti. Abbiamo sempre lavorato per questo, accogliere le famiglie e farle sentire a casa. Ci abbiamo costruito tanto. Ripeto che non deve essere un episodio a macchiare la Riviera».

La scorsa settimana proprio la zona di Milano Marittima è stata flagellata dal maltempo, con raffiche di vento che hanno fatto crollare decine di alberi e strade come fiumi. Ora com’è la situazione?

«Si è trattato di un fenomeno molto importante che ha fatto tanti danni, ma per fortuna nessuna vittima. La città è nuovamente operativa, lo era già domenica. I turisti sono tornati in spiaggia subito. La Romagna fa scuola nel rimboccarsi le mani, questo sforzo ha consentito piena ripresa in circostanze eccezionali».

Venendo alla stagione, è stata un’estate segnata dalle polemiche sui prezzi in crescita e sul calo del turismo. È davvero andata così?

«L’onda mediatica ha avuto molta risonanza, ma io credo che il rapporto qualità/prezzo della Riviera romagnola sia imbattibile a livello nazionale. Piuttosto, io parlerei di perdita di potere d’acquisto per le famiglie, si è parlato di turismo, ma il tema riguarda in generale i consumi. Non è ancora il momento di fare i conti, li faremo tra qualche settimana quando sarà ora».

Però un primo bilancio si può già fare?

«Giugno è andato molto bene, luglio invece è stato diverso dalle aspettative a causa del maltempo, quasi tutti i fine settimana ha piovuto. A fine stagione tireremo le somme. Abbiamo già lanciato un programma importante per la riqualificazione delle strutture ricettive e ci stiamo impegnando per applicare quanto contenuto nella direttiva Bolkestein».