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La sentenza

Tentato omicidio in piazza Martiri a Carpi: condanne soft a quattro anni

di Daniele Montanari
Tentato omicidio in piazza Martiri a Carpi: condanne soft a quattro anni

Nella rissa erano stati utilizzi coltelli e cocci di bottiglia. I feriti avevano riportato ferite gravissime. Le pene, però, sono state dimezzate per i tre egiziani, e solo sei mesi ai due tunisini

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CARPI. Il reato contestato in sé è gravissimo: tentato omicidio. Ma la pena tutto sommato è soft: 4 anni e 10 mesi di carcere. È così, con la sentenza emessa ieri, che si chiude in primo grado la vicenda processuale relativa ai fatti choc avvenuti la sera del 23 dicembre 2023 in centro a Carpi. Una rissa tra due gruppi rivali fatta di attacchi e ritorsioni, di utilizzo di taglienti cocci di bottiglia e coltelli. Si è sfiorata davvero la tragedia.
La vicenda
Quella sera, secondo quanto ricostruito, si affrontarono in centro – per ragioni ancora da chiarire bene – un gruppo composto da egiziani e l’altro da tunisini. La lite si sviluppò in due fasi. La prima in Corso Fanti e via don Loschi, con scambi di colpi di bottiglia, calci e pugni scagliati prevalentemente dai due tunisini, oggi di 34 e 21 anni. Pochi minuti dopo la situazione degenerò in piazza Martiri, con la “vendetta” da parte di tre giovani egiziani – oggi di 22 e 23 anni – che misero mano anche al coltello, colpendo ripetutamente i due tunisini. In particolare, il 34enne subì una ferita penetrante all’emicostato sinistro, mentre il 21enne fu colpito addirittura quattro volte, sia frontalmente che alle spalle, riportando anche una lacerazione epatica.
Le indagini
Di fronte alle grida intervennero subito polizia di Stato e carabinieri, che condussero le indagini riuscendo rapidamente a individuare ed arrestare i tre egiziani ritenuti aggressori: i due 22enni, arrestati a Reggio, sono tuttora rinchiusi nel carcere della Pulce. Il terzo invece fu preso nel Modenese: accusato di concorso, è soggetto a divieto di dimora. I feriti furono portati d’urgenza all’ospedale di Baggiovara, dove le loro condizioni apparvero subito gravissime, tanto da richiedere il ricovero in terapia intensiva. Ma si salvarono.
Processo e sentenza
La ricostruzione di quanto avvenuto in quella folle serata portò per i tre egiziani all’accusa di tentato omicidio. E per tutti, tunisini compresi, anche a quella per rissa. Gli egiziani arrestati a Reggio si sono fatti assistere dagli avvocati Rossella Zagni e Costantino Diana, l’altro dall’avvocato Lorenzo Bergami di Modena. A difendere i due tunisini (tuttora liberi) gli avvocati Antonietta Baffa Scirocco e Serafino Caruso. Loro in una duplice posizione processuale: da una parte imputati per rissa, dall’altra parte lesa nel tentato omicidio.
La difesa
Su consiglio dei loro legali, i cinque hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato, che consente di avere lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna. Nei mesi scorsi hanno dato la loro versione dei fatti, cercando di alleggerire le loro posizioni. Ma secondo il pm i fatti contestati restavano lo stesso molto gravi, tali da comportare pene piuttosto alte anche con la riduzione legata al rito: per i tre egiziani nella scorsa udienza aveva chiesto 8 anni di carcere a testa, per i due tunisini 4 anni a testa.
La sentenza
Ieri la sentenza ha decretato pene molto minori: ai tre egiziani sono stati inflitti 4 anni e 10 mesi, ai due tunisini solo 6 mesi. Pene tutto sommato leggere: in attesa delle motivazioni, si può ipotizzare che la sensibile riduzione sia legata al fatto che nella rissa sono stati coinvolti tutti, ed è difficile in quella confusione attribuire delle responsabilità univoche.

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