Gazzetta di Modena

Modena

Il caso

La polizia: «Uomo attaccato dai lupi? Si è rifiutato di sottoporsi agli accertamenti»

di Mattia Vernelli

	Egidio Capponi e il suo pastore maremmano
Egidio Capponi e il suo pastore maremmano

Luca Gozzoli, comandante della Provinciale: «Volevamo eseguire i tamponi del Dna ma si è rifiutato di fornire i vestiti con che aveva addosso nel momento dell’aggressione»

3 MINUTI DI LETTURA





SPILAMBERTO. All’indomani del presunto attacco ad opera di una branco di lupi a Egidio Capponi, cittadino spilambertese residente in via Coccola, la polizia provinciale si è presentata a casa sua per svolgere ulteriori accertamenti. «Purtroppo non ci ha lasciati entrare – racconta Luca Gozzoli, comandante della polizia provinciale di Modena –. Avremmo almeno voluto ricevere gli indumenti che indossava al momento dell’aggressione per ricercare le tracce di Dna, ma ci ha riferito che erano già stati puliti e lavati, e non ha voluto consegnarceli. Senza alcuna prova, abbiamo seri dubbi che il branco che l’ha attaccato fosse composto effettivamente da lupi».

L’aggressione

L’episodio, come pubblicato ieri – 2 dicembre - su queste colonne, è avvenuto lunedì 29 dicembre. Stando al racconto di Capponi, si sarebbe verificato «verso sera, mentre stavo buttando la spazzatura. Uscito dal cancello di casa e raggiunti i cassonetti dell’immondizia, un lupo mi ha azzannato. Era un branco composto da tre esemplari, io mi sono protetto con le braccia, hanno tentato di sbranarmi. Fortunatamente uno dei miei tre pastori maremmani, dato che avevo lasciato il cancello aperto, ha sentito le urla ed è uscito per proteggermi. Si è scontrato contro i lupi e li ha fatti scappare». Capponi è stato soccorso in ospedale e dimesso con dieci punti di sutura nelle braccia, nella pancia e nella schiena, oltre a venti giorni di prognosi.

Le perplessità del comandante

Il comandante Gozzoli non nasconde «perplessità su come è stata gestita questa notizia: situazioni di questo tipo vanno segnalate immediatamente, e non cinque giorni dopo sulla stampa. Questo rende gli accertamenti molto più complicati, ma noi abbiamo voluto comunque provare ad andare a fondo. L’obbiettivo era quello di fare un percorso di verifica con il cittadino aggredito, in maniera non inquirente, ma non abbiamo ricevuto alcuna denuncia: a questo punto, vista la mancata collaborazione da parte sua, prendiamo atto di quanto raccontato, ma mi unisco alle parole degli esperti intervistati dalla Gazzetta, che hanno sollevato dubbi: considerato il tipo di attacco, è più probabile fossero cani». Aldo Magnoni e Mauro Ferri, esperti di rilievo nazionale di fauna selvatica, avevano infatti affermato che «i morsi sparsi nei vari punti del corpo non coincidono con le strategie dei lupi che, animali o persone che siano, puntano dritti alla gola. Inoltre, difficilmente si avvicinano alle zone urbane – avevano concluso gli esperti – e il fatto che fossero tre fa pensare più ad un attacco di cani».

Allarme lupi?

Gozzoli quindi conclude: «Allarme lupi? Assolutamente no. È un tema che sta avanzando sempre più, ma va trattato senza sovradimensionarlo: sarebbe certamente interessante avere più risorse per fare maggiori verifiche per accertare la reale quantità di questi esemplari sul nostro territorio», conclude Gozzoli.